Musei siciliani aperti nei festivi, firmato l’accordo definitivo - QdS

Musei siciliani aperti nei festivi, firmato l’accordo definitivo

Raffaella Pessina

Musei siciliani aperti nei festivi, firmato l’accordo definitivo

mercoledì 26 Giugno 2019 - 08:38
Musei siciliani aperti  nei festivi, firmato l’accordo definitivo

I Sindacati raggiungono intesa col Dipartimento Beni culturali e dell’Identità siciliana. Quasi mille gli addetti alla vigilanza e alla fruizione dei siti culturali. L’accordo permetterà il superamento dei limiti contrattuali previsti per le festività

PALERMO – Firmato finalmente l’accordo definitivo tra i sindacati e l’amministrazione regionale siciliana per mantenere sempre aperti i musei siciliani.
La firma è giunta fortunatamente in tempo per permettere ai turisti visitatori delle bellezze dell’isola di accedere ai musei tutti i giorni. Mai più chiusure quindi per i musei siciliani. L’accordo sindacale permetterà il superamento dei limiti contrattuali previsti per le festività.

In una nota, il sindacato Cobas-Codir ha diffuso una nota in cui spiega che “dopo avere firmato, il 12 giugno scorso, un accordo preliminare che consentiva di avviare la trattativa per ampliare l’offerta culturale del patrimonio culturale siciliano, oggi, al Dipartimento regionale Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, è stato sottoscritto l’accordo definitivo che consentirà di derogare i limiti dei festivi previsti dal contratto di lavoro e di tenere aperti i siti della cultura siciliana”.

Michele D’Amico, responsabile regionale del Cobas-Codir per le politiche dei beni culturali, e Simone Romano, coordinatore regionale del Cu.Pa.S. -Codir, Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano, movimento che aderisce al Cobas-Codir hanno sottolineato che “l’accordo sindacale è anche la continuazione di un percorso iniziato lo scorso anno insieme all’assessore Sebastiano Tusa e che ha visto i sindacati firmatari uniti per la salvaguardia e la fruizione del patrimonio culturale. Sindacati e Amministrazione hanno lavorato in sinergia per scongiurare tutti i dubbi interpretativi scaturiti dall’accordo firmato lo scorso anno e, dopo un serrato confronto, si è pervenuti al migliore accordo possibile compatibilmente con le risorse disponibili”.

La vertenza si prolungava dall’anno scorso. Ai primi di giugno del 2018 c’era stato uno dei tanti bracci di ferro tra sindacati e Beni culturali alla fine del quale si è riusciti ad ottenere l’apertura straordinaria di musei e siti archeologici per le festività. Il problema principale è il mancato pagamento del personale da parte della Regione, in ritardo di due anni. Ma di fatto manca il personale necessario per un ottimale funzionamento dei siti. Secondo le previsioni dell’amministrazione occorrerebbero circa 900 custodi in più in tutta la Sicilia. Solo a Palermo e provincia sono attualmente impiegati 199 dipendenti, di contro a una previsione del piano organico di 399 dipendenti. E dire che nel 2018, secondo quanto affermato dai sindacati Cobas Codir, tra siti archeologici e museali la Regione ha incassato 30 milioni di euro. Per gli anni precedenti vi è invece un dato ufficiale: nel 2017 sono stati incassati più di 26 milioni di euro. Non si spiega quindi il perché del ritardo del pagamento delle spettante del personale addetto ai siti museali, che ha di fatto garantito sempre le aperture con grande senso di responsabilità, poiché il settore del turismo è decisamente trainante dell’economia siciliana.

Leggi di più: Musei: aperti nei festivi grazie all’accordo con i sindacati

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