Musumeci: “Conte ci dica che piani ha per il Sud” - QdS

Musumeci: “Conte ci dica che piani ha per il Sud”

Raffaella Pessina

Musumeci: “Conte ci dica che piani ha per il Sud”

mercoledì 24 Luglio 2019 - 09:20
Musumeci: “Conte ci dica che piani ha per il Sud”

Il Presidente della Regione torna a parlare di regionalismo differenziato. “L’Autonomia non riguarda solo le tre Regioni che ne fanno richiesta”

PALERMO – L’Autonomia differenziata divide partiti e regioni in Italia e resta un tema caldissimo, del quale è tornato a parlare ieri anche il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“Il regionalismo differenziato è un’innovazione sul piano costituzionale – ha detto Musumeci – Un’esperienza senza precedenti. E come avviene in questi casi suscita perplessità, diffidenze e timori. È comprensibile. Per questo noi Regioni del Sud riteniamo che la questione non possa essere legata e circoscritta alle tre Regioni che ne hanno fatto formale richiesta”.

Il Governatore ha posto degli interrogativi che suscitano legittime perplessità: “Abbiamo il dovere di chiederci quali saranno le ricadute sul meccanismo di trasferimento di risorse alle Regioni – ha spiegato – quali le influenze sul passaggio di risorse dal centro alla periferia. Non c’è il pericolo – si è chiesto – che col regionalismo differenziato assieme a nuove deleghe oggi in capo allo Stato ci sia il pericolo che chi è ricco diventi sempre più ricco, e chi è povero diventi sempre più povero?”.

“A volte l’appartenenza anagrafica non significa condizione morale – ha osservato il Presidente – le responsabilità dello Stato, assieme a quelle delle classi dirigenti, sono tante. Per un processo fallimentare in Sicilia si devono attendere oltre cinquemila giorni, la media in Italia è di duemilaottocento. Le infrastrutture statali in Sicilia si aspettano da trent’anni, non è una mera rivendicazione, ma la consapevolezza di come questo governo, ma anche quelli che l’hanno preceduto, verso il Sud non ha un’attenzione particolare”.

Oggi l’Italia è divisa in due – ha proseguito Musumeci – il divario sta crescendo sempre di più. Va bene il regionalismo differenziato al Nord, ma il Sud ha bisogno di un piano Marshall. Noi non siamo competitivi sul Piano infrastrutturale, sui servizi sociali essenziali . Quest’Italia non può affacciarsi al Mediterraneo, che non sappiamo quello che sarà fra dieci anni, senza avere un Sud adeguato e sufficientemente competitivo. Quindi nessun pregiudizio, ma apriamo il ragionamento a tutte le Regioni italiane e in tempi certi definiamo la procedura”. “Sono stato il primo a riconoscere che l’autonomia in Sicilia è stata concepita per molto tempo in una cornice di privilegio piuttosto che di responsabilità. Il senso di responsabilità, se non è accompagnato da una sanzione è chiaro che rimane soltanto una vuota parola, un tema da tavola rotonda”.

Musumeci propone una soluzione. “Per il Mezzogiorno d’Italia cominciamo a fissare un piano straordinario d’interventi, decennale e o ventennale, responsabilizziamo le classi dirigenti – ha detto Musumeci -. Per dire che se in 3-4 anni non impegni il 50% delle risorse finanziarie io te le tolgo e non te le do più. Ma al tempo stesso occorre il coraggio di affidare alle regioni meno progredite delle procedure che non possono essere quelle attuali stabilite dal codice degli appalti o dall’Unione europea”. Il Sindacato della Cgil è intervenuto sulla vicenda augurandosi che il settore della scuola non diventi di competenza delle regioni.

“Le pretese avanzate dalle Regioni che invocano l’autonomia differenziata – ha detto il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza – non fanno altro che aumentare il divario tra Nord e Sud, in termini di qualità e di diritti negati agli studenti e ai lavoratori. A Palermo come a Milano la scuola deve offrire le stesse opportunità e le stesse condizioni a tutti”.
Per Di Maio dei Cinquestelle non ci sono dubbi sul rendere autonome le regioni. “Ma un Paese sovrano è un Paese unito, se disgreghiamo questo Paese perdiamo la sovranità. L’Autonomia si deve fare senza danneggiare il Centro-Sud, senza togliere soldi agli altri e garantendo quei meccanismi di solidarietà che finora sono mancati: fondo di perequazione e livelli essenziali. Spero che nei prossimi giorni ci possa essere un ulteriore dialogo con i governatori, anche del Sud”.

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