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Nell’ennese sequestro di beni riconducibili alla mafia locale

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Nell’ennese sequestro di beni riconducibili alla mafia locale

giovedì 09 Aprile 2020 - 13:59
Nell’ennese sequestro di beni riconducibili alla mafia locale

Operazioni della Guardia di Finanza per colpire il patrimonio accumulato illecitamente dalla criminalità organizzata

Prosegue l’azione del Comando provinciale di Enna e dei Reparti finalizzata alla ricerca e alla repressione dei più gravi e insidiosi crimini di natura economico–finanziaria e all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

Le Fiamme gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Enna, “hanno proceduto nell’ultimo anno a sequestri patrimoniali, in applicazione della normativa speciale antimafia che permette di aggredire i patrimoni riconducibili a presunti affiliati ad associazioni di tipo mafioso, qualora gli stessi patrimoni risultino sproporzionati rispetto al reddito dichiarato o non siano state comunicate le variazioni patrimoniali registrate nei patrimoni degli stessi”.

“È dei giorni scorsi, infatti – hanno sottolineato dalla GdF – l’esecuzione di un decreto di sequestro di beni (ai sensi del Dlgs. n. 159/2011, il cosiddetto Codice Antimafia), emesso dal Tribunale di Caltanissetta, Sezione Misure di prevenzione, concernente numerosi automezzi nella disponibilità di un cinquantenne originario di Troina, attualmente detenuto presso la Casa circondariale di Caltanissetta per reati di mafia”.

Il provvedimento ha consentito il sequestro di un’ulteriore parte del patrimonio mobiliare illecitamente accumulato e riconducibile all’imprenditore troinese, già destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione denominata “Discovery 2”, in quanto ritenuto appartenente al gruppo criminale operante nel territorio di Troina, dedito prevalentemente alla commissione di estorsioni e rapine, compiute con l’aggravante mafiosa.

“Si tratta in particolare – hanno sottolineato i finanzieri – di numerose autovetture poste in sequestro, tra cui spiccano due Mercedes e un’Alfa Giulia di apprezzabile valore storico, oltre a un fuoristrada e un mezzo furgonato, cha vanno ad aggiungersi al precedente provvedimento ablativo, eseguito dalle Fiamme gialle di Enna nello scorso dicembre, riguardante 19 appezzamenti di terreno e quattro fabbricati, tutti nella disponibilità della parte, ricadenti nel territorio dell’ennese, pari a oltre 200.000 euro”.

Sempre nell’ambito delle attività di prevenzione antimafia condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Enna, volta al costante monitoraggio dei soggetti raggiunti da una misura definitiva di prevenzione personale per sospetta appartenenza alla criminalità organizzata, è stata, invece, esaminata la posizione di un sorvegliato della provincia di Enna già condannato per associazione di stampo mafioso, soggetto all’obbligo, per dieci anni, di comunicare al competente Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza tutte le variazioni che intervengono nel proprio patrimonio, al non verificarsi della prescritta comunicazione scattano gravi sanzioni penali seguite dalla confisca dei beni non segnalati o del corrispettivo derivante dalla loro cessione a terzi.

“È stato constatato – hanno evidenziato dalla GdF – un 66enne, originario di Regalbuto, coinvolto nel processo ‘Iblis’, aveva posto in essere una serie di improvvide operazioni immobiliari per oltre 600.000 euro omettendo di darne comunicazione. Per questi beni è stato disposto dal Tribunale di Enna il sequestro preventivo finalizzato alla confisca”.

Tra i beni sottoposti a sequestro spiccano sette appartamenti, due locali commerciali, due autorimesse, due fabbricati a destinazione produttiva, 133 ettari di terreno e cinque fabbricati rurali, oltre a liquidità bancarie per 51.000 euro.

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