Oli esausti, Eni pronta a “pagare” i Comuni - QdS

Oli esausti, Eni pronta a “pagare” i Comuni

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Oli esausti, Eni pronta a “pagare” i Comuni

venerdì 07 Febbraio 2020 - 00:00

GELA – Raccogliere gli oli alimentari esausti dei cittadini conferendoli alla bioraffineria dell’Eni di Gela in cambio di una remunerazione. In questo modo si ridurrebbe l’impatto sull’ambiente nel rispetto dei principi dell’economia circolare. È la proposta su cui hanno discusso l’Anci, l’associazione dei Comuni, alla presenza del segretario generale Mario Alvano, assieme ai vertici di Eni in Sicilia e all’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon.

L’Eni ha rappresentato la necessità di sostituire il biocarburante per la bioraffineria green di Gela creando a livello regionale un sistema efficace di logistica per la raccolta e lo stoccaggio degli oli esausti alimentari usati da famiglie ed esercizi commerciali. “Questo meccanismo – spiega l’assessore Pierobon – garantirebbe i Comuni che sono i titolari della raccolta e avrebbero in Eni un compratore pubblico, certo e vicino geograficamente. In Italia esistono iniziative simili in altre regioni, studieremo i vari accordi al momenti esistenti e li affineremo secondo le specificità dei territori. Eni è disposta a remunerare i Comuni e a fornire dei bidoncini per la raccolta”.
“Il problema centrale – spiega l’assessore – è organizzativo, bisogna capire dove andranno a conferire i singoli cittadini nei vari Comuni, e bisogna anche definire in che forma erogare l’incentivo, se all’interno della tariffa o meglio ancora come bonus diretto. è un accordo che resta comunque aperto a tutti e su cui lavoreremo per definire una proposta concreta e utile per i cittadini”.

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