"Ombre nere", l'inchiesta sul nazifascismo nata nell'Ennese - QdS

“Ombre nere”, l’inchiesta sul nazifascismo nata nell’Ennese

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“Ombre nere”, l’inchiesta sul nazifascismo nata nell’Ennese

venerdì 29 Novembre 2019 - 07:29
“Ombre nere”, l’inchiesta sul nazifascismo nata nell’Ennese

Da un fatto sangue avvenuto l'estate scorsa. Oggi nuove armi sequestrate e l'arresto di un uomo a Monza. La Presidente dell'associazione partigiani d'Italia, "Chiudere Casapound e Forza nuova, hanno ideali criminali"

Continua sottotraccia l’indagine “Ombre nere” su gruppi neonazisti che ha portato ieri all’emissione di provvedimenti di perquisizione e sequestro per 19 indagati in varie province italiane, con la scoperta di alcune armi.

Oggi sono state scoperte altre armi ed è stato effettuato un arresto a Monza.

Si tratta di un uomo di 57 anni, Maurizio Aschieri, catturato dalla polizia che gli ha trovato in casa un fucile, una carabina e due revolver non denunciati.

L’uomo, sostenitore di Forza nuova, aveva contatti con l’esponente della ‘ndrangheta che addestrava i “soldati” del gruppo neonazista.

L’Anpi, sciogliere Casapound e Forza nuova, hanno ideali criminali

“Apprendo dalla stampa – ha detto Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi – che questi individui intendevano realizzare un attentato in una sede dell’Associazione partigiani. Questo gravissimo fatto si inserisce in un clima generale di violento attivismo nero, ma l’Anpi non si fa certo intimidire con tutte le forze, il suo dovere di contrasto ai fascismi e ai nazismi”.
“Insisteremo quindi, insieme a tante altre Associazioni – prosegue Nespolo – a chiedere che vengano sciolte le organizzazioni che si richiamano a quegli ideali criminali, come CasaPound e Forza Nuova. Confido di trovare, in questa non facile battaglia, il sostegno e l’adesione di tante cittadine e cittadini democratici. L’Anpi ha bisogno di tutti loro”.

L’indagine partita da un fatto di sangue nell’Ennese

Intanto si è scoperto che l’indagine sui gruppi neonazisti , è partita dall’inchiesta su un fatto di sangue nell’ennese avvenuto nell’estate scorsa.

Dall’analisi di alcuni profili social, intestati a una persone implicata nelle indagini che utilizzava vari nickname, si è risaliti alla figura di un suo amico che reclutava i “seguaci” nazifascisti in tutt’Italia.

Sul profilo dell’indagato, sarebbero stati numerosi i post che prendevano di mira le forze dell’ordine e calunniavano alcuni agenti della Polizia, indicati con nomi e foto.

L’uomo, proclamando le sue simpatie per l’estrema destra, stigmatizza anche i processi educativi nei confronti dei figli da parte dei “genitori di oggi”, da lui giudicati deboli e “impauriti da Telefono azzurro”.

Ancora riserbo sull’indagine, forse nuovi sviluppi

C’è però ancora un grande riserbo da parte della Procura di Caltanissetta d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo sull’indagine “Ombre nere” che ha portato alla scoperta del “Partito Nazionalsocialista Italiano dei lavoratori”: a parte l’arrestato di oggi, non sono ancora stati resi noti né i nomi degli indagati né – a parte qualcuno, in particolare due donne – l’effettiva quantità delle armi e dell’esplosivo sequestrati.

L’impressione è che probabilmente ci si attende nuovi sviluppi e che dietro le organizzazioni terroristiche di estrema destra si nascondano molti insospettabili. E legami inquietanti, come quelli con l’esponente delle ‘ndrine calabresi, ex legionario e militante di Forza nuova che si occupava dell’organizzazione militare del gruppo neonazista.

Leggi l’articolo del Qds di ieri

“Sforneremo soldati pronti a tutto”

“Possiamo avere a disposizione armi e esplosivi, sforneremo soldati pronti a tutto”, proclamavano gli appartenenti al gruppo, tra cui avvenenti ragazze, e postavano messaggi antisemiti e xenofobi, intrisi di simbologia nazista.

Tra il materiale sequestrato anche volantini con insulti ai parlamentari Emanuele Fiano e Laura Boldrini. Tutti erano in contatto attraverso una chat, ora chiusa, denominata Militia.

Report e la saldatura tra Lega e Forza nuova

Forza nuova, dunque, con la ‘ndrangheta – che secondo il direttore della Dia ha invaso il nord stringendo patti con l’imprenditoria – è al centro dell’inchiesta “Ombre nere”. Ma è interessante notare come in una recente puntata della trasmissione della Rai Report che partiva dai collegamenti tra la Lega Nord e in particolare da Matteo Salvini con gli oligarchi russi e le organizzazioni ultracattoliche di tutto il mondo, fosse emerso prepotentemente un collegamento anche con Forza Nuova e comunque con le frange più estreme dell’estremismo italiano di destra e del neofascismo.

La “Sergente di Hitler”, doppia vita di una mamma

Persone insospettabili, si diceva, che agivano lasciando all’oscuro della propria attività persino marito e figli, come nel caso di un’impiegata d’azienda veneta, di 48 anni, considerata tra i registi occulti del “Partito Nazionalsocialista Italiano dei lavoratori” scoperto dall’inchiesta della Procura di Caltanissetta d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Alla sua porta di Curtarolo (Padova) hanno bussato gli uomini della Digos e della Polizia postale, scoprendo dietro un armadio tutti i segreti della sua doppia vita votata alla memoria del Fuhrer.

La diffusione dell’odio contro il deputato Fiano (Pd)

Ben accatastati erano conservati volantini, striscioni, materiale vario inneggiante a Hitler, bandiere con svastiche e frasi antisemite scritte a penna nei confronti del deputato Pd Emanuele Fiano.

Un’attività, secondo gli accertamenti dell’inchiesta “Ombre nere”, di cui il resto della famiglia sarebbe stato completamente all’oscuro.

Nel silenzio della sua stanza la donna, militante di Forza nuova e denunciata per terrorismo e apologia del fascismo, si faceva chiamare “Sergente maggiore di Hitler” mentre dialogava con i componenti del gruppo xenofobo sul programma di azione e sull’addestramento da seguire.

Le chat su VContact, il Facebook russo

Colloqui tenuti anche, via chat, attraverso VContact, il Facebook russo utilizzato per evitare di essere tracciata dalla polizia europea e italiana.

Oltre ad avere una posizione di vertice nell’organizzazione, la padovana seguiva di persona gli eventi d’interesse del movimento.

Aveva partecipato a un raduno internazionale, la “Conferenza nazionalista” di Lisbona, in cui si erano riuniti altri esponenti europei legati a movimenti xenofobi e razzisti.

L’obiettivo era quello di creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione nazionalsocialista di Portogallo, Italia Francia e Spagna.

Reclutare sui social e difendere l’ideologia dell’ultradestra

Quando era in Italia, la donna aveva il compito di reclutare e diffondere le ideologie del movimento.

Gli investigatori hanno scoperto la sua partecipazione a manifestazioni ed eventi di Forza Nuova in varie località della regione.

A finire nelle maglie delle indagini sono stati, oltre a lei, altri tre veneti: una coppia di Vicenza, originaria della Sicilia, e una donna di Caldiero, nel veronese, anche lei militante di Forza Nuova.

Nella sua abitazione è stato recuperato il documento programmatico del gruppo, oltre a scritti, materiale informatico, cimeli riferiti al nazionalsocialismo, bandiere con la croce uncinata e decine di libri legati al periodo nazista.

La vita difficile di “Miss Hitler”

Tra gli insospettabili c’era anche una madre nubile milanese di 26 anni che aveva vinto, sul deep web, il concorso di “Miss Hitler”.

Alta, bionda, e con tatuata sulla schiena l’aquila del Reich, passava il suo tempo a commentare con livore la cronaca e la politica, sui social, e a fare affermazioni contro ebrei e immigrati.

Viveva grazie all’appoggio dei famigliari, e lavoricchiava.

Negli ambienti neonazi aveva cominciato ad avere una certa notorietà dopo aver preso la parola a un convegno di area a Lisbona.

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