Omicidio Raciti, Speziale torna allo stadio, "È uomo libero" - QdS

Omicidio Raciti, Speziale torna allo stadio, “È uomo libero”

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Omicidio Raciti, Speziale torna allo stadio, “È uomo libero”

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giovedì 16 Settembre 2021 - 12:37

L'avvocato Lipera, legale di Antonino Speziale, sostiene il suo assistito che ha finito di scontare la sua condanna per l'omicidio dell'ispettore Filippo Raciti.

“A morte Antonino Speziale” come “capro espiatorio di tutti gli episodi di illeciti contro lo sport e le forze dell’ordine”. E’ la provocazione dell’avvocato Giuseppe Lipera, legale dell’ultras del Catania che ha scontato una condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore Filippo Raciti.

Speziale ieri è stato identificato allo stadio di Catanzaro assieme ad altri 40 esponenti della Curva Nord prima di assistere a una partita degli etnei. In passato è stato sottoposto a diversi anni di Daspo. “Del resto sebbene Speziale abbia scontato integralmente la sua pena e che per lo Stato Italiano sia un uomo completamente libero, peraltro privo di qualsivoglia limitazione alla sua libertà di circolazione – aggiunge il penalista – oggi constatiamo con amarezza che libero non è, e che non potrà mai esserlo fin tanto che ci sarà gente pronta ad indignarsi per un uomo che vuole solo vivere la propria vita come qualsiasi altro onesto cittadino”.

“Uccidiamolo, quindi – è la provocazione dell’avvocato Lipera – concretizziamo quello che già si sta facendo: porre un ragazzo con un precedente penale ai margini della società per farlo sparire nel nulla e rievocarlo solo per umiliarlo e poi ghettizzarlo nuovamente”. “Nelle ultime ore Antonino Speziale – ricostruisce il penalista – è tornato sotto i riflettori perché ha varcato le soglie di uno stadio di calcio, quello di Catanzaro, per assistere ad un evento sportivo: la cosa pare non essere stata gradita da diversi esponenti delle Forze dell’Ordine che hanno sentito l’esigenza di commentare il superiore episodio.

Alcune affermazioni, francamente, denotano un quadro desolante di scarsa cultura giuridica mista a totale assenza di empatia e certamente confermano quello che si sapeva già: Antonino Speziale – sostiene Lipera – è un bersaglio mobile. Non è sufficiente che Speziale abbia scontato la pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione. Per qualcuno non è abbastanza, tanto da auspicare risposte ‘severissime’. E quali dovrebbero essere? Dopo la pena della reclusione, cosa rimane? Vogliamo reintrodurre le punizioni corporali, la tortura… la pena di morte!? Ecco- chiosa il penalista – forse l’antica legge del taglione è adatta al caso Speziale”

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