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Mafia, processo omicidio Agostino, moglie uccisa perché testimone

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Mafia, processo omicidio Agostino, moglie uccisa perché testimone

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lunedì 25 Gennaio 2021 - 16:33
Mafia, processo omicidio Agostino, moglie uccisa perché testimone

Nino Agostino aveva scoperto i legami che i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto avevano con i Servizi Segreti. La moglie, invece, sarebbe stata eliminata assieme al marito perché avrebbe potuto riconoscere i killer.

Ida Castelluccio, uccisa insieme al marito, l’agente di polizia Nino Agostino, il 5 agosto del 1989 a Villagrazia (Pa) sarebbe stata eliminata perché avrebbe potuto riconoscere i suoi killer. Lo ha sostenuto l’avvocato Salvatore Modica, legale di parte civile dei familiari della donna nel corso dell’arringa difensiva al processo in abbreviato per duplice omicidio a carico del boss Nino Madonia, in corso davanti al gup di Palermo.

Ida Castelluccio e Nino Agostino

Secondo l’accusa, rappresentata dalla procura generale che ha avocato l’inchiesta, Agostino, agente di polizia in forza ai Servizi Segreti, sarebbe stato assassinato perché a conoscenza dei legami che Madonia e il boss Scotto avevano con esponenti degli 007. Il ruolo dell’agente Agostino nella ricerca dei latitanti mafiosi e nelle attività investigative del giudice Giovanni Falcone sono stati invece messi in luce dal legale di parte civile che rappresenta il fratello della vittima. Al termine delle arringhe i due penalisti hanno chiesto la condanna di Madonia.

Il processo è stato rinviato al 5 febbraio, data in cui interverrà l’avvocato Fabio Repici che assiste il padre e le sorelle di Agostino. Il 12 invece sarà la volta dei legali del boss Madonia. Per il duplice delitto sono davanti al gup in udienza preliminare, avendo scelto il rito ordinario, i due coimputati del capomafia Madonia: Gaetano Scotto, accusato di omicidio aggravato, e Francesco Paolo Rizzuto, vicino di casa di Agostino, imputato di favoreggiamento aggravato.
Il legale di Rizzuto oggi ha eccepito l’incompetenza del gup visto che l’imputato all’epoca dei fatti aveva 15 anni e ha chiesto la trasmissione degli atti al tribunale dei Minori. Il difensore ha chiesto in subordine la dichiarazione di prescrizione del reato, che sarebbe stato commesso nel 1989, a carico del suo assistito. L’udienza preliminare è stata rinviata al 19 febbraio, per l’arringa del difensore di Scotto.

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