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Omofobia, aggressioni a Palermo e a Caltagirone, tarda la legge

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Omofobia, aggressioni a Palermo e a Caltagirone, tarda la legge

giovedì 09 Luglio 2020 - 05:05
Omofobia, aggressioni a Palermo e a Caltagirone, tarda la legge

Nel mercato della Vucciria un imprenditore è finito in ospedale per aver tentato di difendere una trans aggredita da un giovane. Nel Catanese rissa dopo insulti omofobi a una giovane donna. Arcigay, "subito una norma per colpire e punire questi vigliacchi"

Nella giornata di ieri, proprio mentre si apprendeva dello slittamento a martedì della prossima settimana dell’adozione della legge sull’ omobitransfobia da parte della Commissione Giustizia della Camera, in Sicilia sono state registrate due aggressioni, a Palermo e nel Catanese, per la precisione a Caltagirone.

A Roma il testo base sulla transomofobia è stato aperto a emendamenti dopo le minacce di ostruzionismo da parte dei due maggiori partiti di destra, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

In Sicilia le aggressioni transomofobe sembrano svilupparsi nell’ambito di quei focolai di intolleranza che hanno prodotto negli ultimi tempi anche pestaggi di persone di colore e altri episodi, come il “divieto” d’ingresso ad alcuni giovani all’area dei pub di Marsala. Nella città del Trapanese, peraltro, negli ultimi tempi sono state registrate scritte naziste firmate con la svastica.

Imprenditore difende trans aggredita a Palermo, ferito al volto

A Palermo, un impenditore di 34 anni, che gestisce alcune strutture ricettive nel capoluogo, è stato ferito al volto da uno sconosciuto mentre cercava di difendere una trans aggredita alla Vucciria.

L’imprenditore, con alcuni amici aveva deciso di trascorrere una serata nel mercato storico di Palermo uno dei luoghi della Movida palermitana,e, mentre tornava a casa, ha notato due persone che discutevano animatamente.

Una trans era aggredita verbalmente da un giovane che le rivolgeva minacce, la insultava e la derideva, umiliandola.

L’imprenditore ha cercato di prendere le parti della vittima dell’aggressione verbale, ma il giovane è passato dalle parole ai fatti colpendolo con un pugno.

L’imprenditore è stato costretto a correre in ospedale dove i medici gli hanno suturato la ferita provocata dal pugno con otto punti di sutura.

Offese omofobe e aggressione a giovane donna nel Catanese

Un’altra aggressione a sfondo omofobo è avvenuta a Caltagirone, in provincia di Catania, dove una giovane gay è rimasta coinvolta in una rissa originata da offese omofobe.

“Non sei una donna, non sei quella persona che dovresti essere”. Questi gli insulti a Sami, vent’anni, da parte di un “branco” di minorenni, a quanto sembra tra i sedici e i diciassette anni.
Poi le botte: calci e pugni che hanno lasciato sulla ragazza, come lei stessa ha mostrato alle telecamere di Raitre, che l’ha intervistata, dei vistosi segni.

Sul posto sono intervenuti Polizia e Carabinieri e i militari dell’Arma hanno raccolto le dichiarazioni della vittima dell’aggressione.

L’Arcigay di Catania si è subito messo in contatto con la ragazza per darle sostegno mettendosi a sua disposizione.

Arcigay, “siamo fieri di lei, ci ha messo la faccia”

Il presidente etneo dell’Associazione, Armando Caravini, riferendosi anche alla scelta di Sami di parlare con i giornalisti, ha detto: “Siamo fieri di lei, perché non solo ha deciso di metterci la faccia, denunciando pubblicamente l’accaduto e diventando esempio per tanti e tante che oggi hanno paura, ma per aver affrontato una situazione difficile”.

“Ha portato con sé – ha aggiunto Caravini – l’orgoglio di essere ciò che si è, dichiarando esplicitamente ‘sono fiera di essere lesbica’”.

“Indispensabile una legge contro l’omobitransfobia”

Il presidente di Arcigay Catania ha sottolineato come le nuove aggressioni facciano comprendere “quanto sia indispensabile la legge contro l’omobitransfobia che a breve sarà discussa in parlamento”.

“Ci auguriamo – ha concluso – che venga approvata in fretta per colpire e punire i vigliacchi omofobi che agiscono contro chi vuole essere ciò che si è e amarsi alla luce del sole.

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