Orlando: “Sindaci esautorati da ministro Salvini, pronto a ricorrere al Tar su zone rosse” - QdS

Orlando: “Sindaci esautorati da ministro Salvini, pronto a ricorrere al Tar su zone rosse”

Raffaella Pessina

Orlando: “Sindaci esautorati da ministro Salvini, pronto a ricorrere al Tar su zone rosse”

giovedì 18 Aprile 2019 - 17:52
Orlando: “Sindaci esautorati da ministro Salvini, pronto a ricorrere al Tar su zone rosse”

Il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, contesta la direttiva sulla sicurezza. Sul caso Mediterranea: “Governo mette a rischio tenuta democratica”

PALERMO – “Qualora la prefetta di Palermo si dovesse adeguare alla direttiva del ministro dell’Interno adirò al Tribunale amministrativo sulle cosiddette zone rosse. Questo è un segno dell’involuzione politica di questo ministro, si parla di caccia ai balordi, mi chiedo qual è l’espressione giuridica”.

Un vero e proprio fiume in piena ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che in conferenza stampa ha espresso un giudizio durissimo sulla possibilità che un Prefetto si “sostituisca” ai sindaci per ragioni legate alla sicurezza.

Per Orlando “dopo avere esautorato i militari”, il riferimento è alla Guardia costiera italiana, “il ministro ha pensato di esautorare i sindaci”.

“Io farò la mia parte istituzionale, continuerò a rilasciare le residenze anagrafe – ha aggiunto il sindaco – Di fronte a questi comportamenti, che se non sono criminali sono criminogeni, non mi resta che fare una denuncia politica”.

Lo scontro con il ministro dell’Interno Salvini (l’ennesimo, in verità) si è consumato anche sullo spinoso tema dei migranti.

L’operazione della Digos di Palermo che ha portato al fermo qualche giorno fa di due potenziali terroristi dell’Isis è stata una ghiotta “occasione” per il vicepremier per ribadire che i nostri porti restano chiusi. Decisione che non va giù al primo cittadino di Palermo il quale, nella conferenza stampa di ieri, insieme alla portavoce e ai legali di Mare Jonio, ha raccolto in un audio-video le comunicazioni intercorse tra la Guardia Costiera italiana e quella libica il 18 marzo scorso.

“A bordo della Mare Jonio – ha spiegato la portavoce Alessandra Sciurba – è arrivata una notifica ‘ad navem’ destinata al nostro comandante da parte del ministero dell’Interno, provvedimento singolare. Ci si dice di non reiterare condotte illegali, questo apre profili diffamatori per i quali potremmo agire a breve; sono illazioni”. “Stiamo ragionando su come rispondere con lo stile e il linguaggio che ci caratterizza anche in termini legali rispetto alle disposizioni che ci vengono comunicate – aggiunge Sciurba – Certamente non abbiamo alcun problema a essere in mare, rispettando i diritti. Invece abbiamo grandi difficoltà a considerare la Libia legittimata a operare in zona Sar”.

“Siamo in presenza di un disegno eversivo – ha concluso Orlando -del ministro dell’Interno. Presenterò un esposto alla Corte di giustizia dell’Aja per violazione dei diritti umani; l’avevo presentato un anno e mezzo fa, lo rifarò arricchendolo di nuovi elementi”.

“Quello che abbiamo visto è la conferma di un genocidio volontario determinato dal comportamento del ministro dell’Interno. C’è una stato confusionale di chi dovrebbe coordinare i soccorsi in mare”.

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