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Palermo, caos cimiteri, via l’assessore D’Agostino

PALERMO – La Giunta di Leoluca Orlando perde pezzi. Una decina di giorni dopo l’addio dell’assessore alle Culture Adham Darwasha, un altro membro dell’esecutivo ha rassegnato le dimissioni. Si tratta di Roberto D’Agostino, responsabile dei Cimiteri, che in queste settimane era finito al centro delle polemiche per l’emergenza sepolture e le cinquecento bare accatastate ai Rotoli. Una situazione insostenibile che aveva spinto perfino l’arcivescovo don Corrado Lorefice a prendere posizione con una pubblica lettera di reprimenda all’Amministrazione comunale.

Pochi giorni fa D’Agostino aveva presentato un piano per uscire dall’emergenza promettendo di trovare collocazione a trecento salme entro i primi di agosto e alle altre duecento entro i primi di settembre. Pubblicamente, però, l’assessore non aveva ricevuto dichiarazioni di sostegno né dal sindaco né dalla maggioranza. Al contrario, dopo un’ispezione al camposanto il consigliere Paolo Caracausi di Avanti Insieme aveva chiesto la revoca della delega e in effetti Orlando aveva lasciato intendere di essere pronto a sostituirlo se non avesse rispettato il piano sepolture. Una sensazione di sfiducia che ha persuaso l’assessore a mollare l’incarico.

Oltre ai cimiteri, D’Agostino aveva deleghe pesanti come Bilancio, Tributi e Patrimonio. Considerato politicamente vicino a Davide Faraone e Dario Chinnici, è stato nominato in quota Pd, ora Italia Viva: sarà interessante capire se Orlando preferirà optare stavolta per uno dei suoi o consultarsi con i renziani per la scelta del sostituto. Laconico il commento a caldo del sindaco: “Prendo atto che l’assessore D’Agostino, cui avevo chiesto una verifica quotidiana sul piano d’uscita dall’emergenza del cimitero, non ha ritenuto di poter raggiungere i risultati che lui stesso si era prefisso e aveva annunciato. Terrò per il momento per me le relative deleghe”.

Già sabato mattina Orlando ha emesso la prima ordinanza del piano d’emergenza per le sepolture. La prima mossa dell’Amministrazione sarà liberare più di 150 nicchie con salme di età superiore ai trent’anni, periodo dopo il quale la concessione del loculo scade: o viene rinnovata oppure i resti possono essere cremati o raccolti in un ossario. Orlando intende “procedere alla liberazione immediata delle nicchie murarie comunali occupate da più di trent’anni”, notificando le operazioni di estumulazione e riunione dei resti alle famiglie dei defunti soltanto tramite l’albo pretorio comunale. Dopodiché si procederà “alla riunione dei resti entro 24 ore dallo svuotamento delle nicchie”. Il Comune è disposto perfino a “offrire la cremazione gratuita alle famiglie dei defunti attualmente in attesa di tumulazione”.

“Ho preso atto – ha affermato Orlando – del fatto che nonostante più volte sollecitato, nessun provvedimento di questo tipo fosse stato formalizzato, così come non è stata predisposta la fondamentale proposta di modifica del Regolamento cimiteriale, che è competenza del Consiglio comunale, cui sarà presentata la prossima settimana e che io stesso illustrerò a Sala delle Lapidi”. Parole che suonano come una strigliata all’ormai ex assessore.

La novità principale dell’ordinanza sindacale consiste proprio nella notifica alle famiglie solo tramite l’albo pretorio: “Lì dove, per l’assenza dei medici o dei familiari dei defunti non si potesse provvedere alla immediata riunione dei resti per la collocazione nella cassetta ossario, l’operazione dovrà comunque svolgersi entro le successive 24 ore con la collocazione delle cassette nell’ossario comune, sempre dando comunicazione ai familiari tramite l’albo pretorio”. Un modo per accelerare i tempi di liberazione delle nicchie senza aspettare che le famiglie siano presenti.

D’Agostino aveva proposto anche una modifica al regolamento sui cimiteri per consentire al Comune “di liberare ulteriori nicchie, con il controllo delle salme con vetustà di 29 anni e poi, a scalare, di 28, 27 e così via, grazie a un provvedimento emergenziale del sindaco, già predisposto, che consentirà di anticipare il termine dei 30 anni”. In attesa della modifica del Regolamento comunale, “il piano già adottato potrà portare al recupero dell’arretrato entro circa 12 settimane”, fanno sapere da Palazzo delle Aquile.

“Le soluzioni a breve periodo proposte dal sindaco – ha commentato il consigliere del M5s Antonino Randazzo – non sono nuove rispetto a quelle inserite nel piano presentato dall’assessore dimissionario. A questo punto non si comprendono i motivi per cui ha delegittimato il suo ex assessore e adesso per coerenza attendo le stesse critiche sul piano comunicato dal sindaco da parte di quelle forze di maggioranza che ritenevano il piano dell’assessore non realizzabile. Inoltre mi aspetto un atto di coraggio e di umiltà verso la città da parte del sindaco con le sue dimissioni nel caso di non raggiungimento entro novembre degli obiettivi per superare l’emergenza, così come si era impegnato a fare l’ex assessore D’Agostino in caso di fallimento del piano proposto”.

Gaspare Ingargiola

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Gaspare Ingargiola
Tags: cimitero rotolileoluca orlandopalermoroberto d'agostino

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