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Palermo, la Finanza perquisisce la casa del Gip Vincenti

redazione

Palermo, la Finanza perquisisce la casa del Gip Vincenti

giovedì 13 Giugno 2019 - 14:52
Palermo, la Finanza perquisisce la casa del Gip Vincenti

Su ordine della Procura nissena per un'indagine su una talpa negli uffici giudiziari che avrebbe rivelato segreti d'ufficio a Zamparini. Acquisiti documenti anche nella Fondazione Falcone

La Guardia di Finanza ha effettuato una perquisizione nell’abitazione del giudice Cesare Vincenti, capo dell’ufficio gip di Palermo.

Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura di Caltanissetta che indaga sull’eventuale esistenza di una talpa negli uffici giudiziari che avrebbe avvisato l’ex presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini di una richiesta pendente di arresto a suo carico.

Sempre nell’ambito di quest’indagine la Finanza, ha acquisito dagli uffici gip alcuni documenti.

Il capo del Gip Vincenti sarebbe indagato per violazione del segreto investigativo.

I sospetti di una fuga di notizie sulla richiesta di arresto fatta dai magistrati palermitani che indagavano Zamparini per riciclaggio risale a maggio del 2018, quando l’ex presidente rosanero Giovanni Giammarva venne intercettato mentre chiedeva in tutta fretta un appuntamento a Zamparini, che poi avrebbe raggiunto a Varese.

A 24 ore dall’incontro l’ex patron del Palermo lasciò la sua carica: le dimissioni, piovute a ciel sereno, furono alla base del motivo per cui il gip, nel frattempo chiamato a decidere dell’arresto, negò le manette per Zamparini. Per il giudice il fatto che l’imprenditore friulano non avesse più carica nella società aveva fatto venir meno le esigenze cautelari.

La strana coincidenza temporale ha insospettito i pm di Palermo che, temendo l’esistenza di una talpa nell’ufficio, ha mandato le carte ai colleghi di Caltanissetta.

La Guardia di Finanza di Palermo ha inoltre acquisito presso la sede della Fondazione Falcone l’elenco delle scuole che, nel 2017, parteciparono alle manifestazioni organizzate nell’aula bunker dell’Ucciardone in occasione dell’anniversario della strage di Capaci.

Il documento è stato acquisito nell’ambito dell’inchiesta di Caltanissetta sul giudice fallimentare palermitano Giuseppe Sidoti.

Sidoti era nel collegio che respinse l’istanza di fallimento del Palermo calcio ed è accusato di aver pilotato la decisione in cambio di favori.

Tra i “benefici” che avrebbe avuto ci sarebbe l’aver chiesto e ottenuto dall’allora presidente rosanero Giovanni Giammarva, genero di Maria Falcone, una raccomandazione per fare entrare la scuola del figlio nell’aula bunker.

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