Palermo, licenziamenti Amat, sindacati "azienda rischia di implodere" - QdS

Palermo, licenziamenti Amat, sindacati “azienda rischia di implodere”

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Palermo, licenziamenti Amat, sindacati “azienda rischia di implodere”

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martedì 26 Ottobre 2021 - 21:37

“La situazione economico-finanziaria dell’Amat (l’azienda di trasporto pubblico urbano di Palermo, ndr) compromette seriamente la sua continuità, noi non ci stiamo e ‘diffidiamo’ il presidente a firmare qualsiasi riduzione del contrattodi servizio, se non in una logica di rinegoziazione totale del contratto. Useremo tutti gli strumenti di lotta sindacale per salvare l’azienda e la mobilità cittadina, fermare ogni avvisaglia di licenziamento e chiedere l’assunzione di responsabilità nei confronti di una Amministrazione comunale che ha scaricato su Amat le sue mancanze”. Cosi Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Corrado Di Maria (Ugl Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti) intervengono sulla vertenza Amat.

“Tutte le preoccupazioni che da anni abbiamo più volte manifestato sulla precaria situazione economica dell’azienda si stanno concretizzando nel modo più drammatico: l’Amat rischia di implodere – denunciano i sindacalisti -. L’Amministrazione comunale da oltre 5 anni ha assunto atteggiamenti contraddittori: se da un lato professa di scommettere sulla mobilità cittadina, di contro continua a togliererisorse essenziali imperversando sulle tassazioni comunali come Tarsu/Tari e Tosap. Le preoccupazioni si sono materializzate già dallanascita, nel 2015, con le nuove linee del tram, il cui finanziamento di circa 30 milioni di euro, doveva giungere dalle somme legate alla introduzione delle Ztl, mentre di quegli introiti previsti sono poi arrivati solo 2/3 milioni annui”.

“L’assalto è continuato scientemente nel tempo – concludono i sindacati – nell’operazione disallineamenti, nell’azzeramento dei crediti vantati dall’Amat, nella direttiva del primo cittadino di ridurre di 65 milioni il capitale sociale aziendale e incassato dal Comune, nella tassazione sulle zone blu che negli anni ha assunto valori spropositati superando gli oltre 100 milioni di euro”. Ad aggravare la situazione c’è poi “la carenza strutturale di personale di guida e di officina che non consente di poter provvedere a un servizio di linea quanto meno decente. Oggi un Comune, in pre-dissestofinanziario, non trova null’altro di meglio che perpetrare l’ulterioretaglio del 10 per cento sulle risorse Amat che si riverserà su una contrazione dei servizi e del personale con lo spauracchio dei licenziamenti per insostenibilità finanziaria”. (Adnkronos)

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