Palermo, Orlando: "Niente maxi schermi per la finale dell'Italia" - QdS

Palermo, Orlando: “Niente maxi schermi per la finale dell’Italia”

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Palermo, Orlando: “Niente maxi schermi per la finale dell’Italia”

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venerdì 09 Luglio 2021 - 10:28

Il primo cittadino palermitano ha escluso l'allestimento di maxi schermi in città per la finale di domenica dell'Italia contro l'Inghilterra

“Niente maxi schermi all’aperto per spingere le persone a seguire la partita in ristoranti, pub, luoghi d’incontro controllati con capienza limitata -ha affermato Orlando-. Al termine della partita siamo con le forze dell’ordine pronti ad interventi di alleggerimento della tensione, ma ovviamente qualunque ordinanza rischia di essere inutile se non c’e’ senso di responsabilità da parte della cittadinanza”. Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando intervenuto su Radio Cusano Campus.

“L’alternativa sarebbe il lockdown – aggiunge – ma visto che non è questa la strada scelta dal governo, faccio appello al senso di responsabilità da parte di ciascuno: abbiate cura della vostra salute. Calo nei sondaggi? Per me la vita è più importante di qualunque sondaggio, preferisco alla fine di questa pandemia dire che Palermo ha avuto meno morti rispetto a tante altre città piuttosto che dire che sono avanzato nei sondaggi”.

Sulla richiesta di modificare alcune norme sulla responsabilità penale dei sindaci: “Noi sindaci siamo chiamati ad avere responsabilità oggettive per comportamenti che non dipendono da noi, dalle nostre competenze. Noi vogliamo essere processati per le materie di cui siamo competenti. Ho collezionato come sindaco tra i 40 e 50 procedimenti penali, sono stato sempre assolto, ma questo non ha impedito il danno d’immagine di un sindaco indagato”.

Sui migranti: “I migranti continuano a morire. E’ inaccettabile che l’UE non abbia preso in considerazione la mia proposta di un servizio civile di salvataggio in mare. Prima di discutere dei ricollocamenti bisogna salvare i naufraghi in mare. Mentre gli Stati europei continuano a discutere sulle quote di accoglienza, migliaia di persone muoiono in mare e non possiamo affidare tutto alle ong che salvano vite in mare e vengono anche criminalizzate”.

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