Economia

Palestre e centri sportivi, Anif Sicilia “Il 60% rischia di non riaprire”

PALERMO – A pochi giorni dall’annuncio fatto dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, circa la disponibilità di un milione di euro da destinare al comparto, i centri sportivi italiani e siciliani provano ad ripartire.

Le risorse messe a disposizione che, a detta del ministro Spadafora corrispondono “al più grande investimento mai realizzato” per lo sport, seguono l’approvazione del Decreto Rilancio in cui sono fatte legge provvedimenti ad hoc a favore del mondo di palestre e centri sportivi per l’attività di base.

Anif (Associazione Nazionale Impianti Fitness & Sport), affiliata Confindustria, è stata interlocutore istituzionale con il Governo e promotrice delle istanze del settore.

Germano Bondì, vice presidente nazionale Anif e presidente Anif Sicilia, è stato promotore di un dialogo trasversale che ha coinvolto i maggiori centri sportivi siciliani, aziende ferme da oltre 70 giorni. Dopo settimane di attesa, di dibattito, sono arrivati i primi provvedimenti e le prime certezze. Le palestre riapriranno il 25 maggio, osserveranno linee guida già pubblicate sul sito del ministero dello Sport e sfrutteranno tre provvedimenti strategici: lo stanziamento di 200 milioni di euro ad incremento del fondo per il pagamento delle indennità dei lavoratori sportivi per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, l’attuazione del cosiddetto “voucher” utilizzabile a discrezione dell’utente e in alternativa al rimborso del corrispettivo versato per il periodo non goduto di attività sportiva, la riduzione del canone di affitto delle strutture pari al 50 per cento.

Il vice presidente Anif avverte: “Parecchie saranno le realtà sportive che non riusciranno a superare questa crisi, si stima che il 60% delle strutture sportive rischiano di non ripartire, con questi interventi speriamo che il trend possa calare”.

Come vi state preparando alle riaperture in Sicilia?
“Stiamo attuando tutti i protocolli di sicurezze, di distanziamento sociale, di sanificazione degli ambienti, gli attrezzi e ci stiamo munendo di tutto il materiale che occorre per garantire la sicurezza degli utenti e soprattutto quella dei lavoratori. Abbiamo notato che la nota del Governatore Musumeci del diciassette maggio comunicava l’apertura per il 18 maggio, ma chiaramente i tempi erano insufficienti. Quest’ordinanza demanda a protocolli nazionali che non sembrano essere poi così stringenti, quindi siamo convinti che la ripartenza sarà fattibile al netto delle spese che dovremo sostenere. Quest’ultime ci metteranno in seria difficoltà. Vedremo cosa succederà. Gli aiuti regionali potranno essere determinanti”.

Rispetto alle istanze che avete avanzato al Governo nella lettera del 27 aprile, quali sviluppi ci sono stati? Avete aperto un dialogo con la Regione?
“Il 7 aprile Anif Sicilia ha inviato una lettera al governo regionale, chiedendo un intervento diretto in aiuto delle strutture sportive Siciliane. Ci siamo rivolti all’Assessorato regionale allo Sport interloquendo con l’assessore Manlio Messina, che senza alcun impegno ha detto che proverà a capire se ci saranno le risorse per aiutare le tante strutture sportive in estrema difficoltà. Confidiamo nelle sue capacità, visto che come assessorato a Turismo e Spettacolo sono state fatte dichiarazioni di stanziamento fondi per circa 75 milioni per le strutture alberghiere, oltre che ulteriori fondi sia per i centri sub siciliani sia per l’organizzazione di festival e sagre. Siamo convinti che il destino di centinaia di realtà sportive e di migliaia di collaboratori sportivi dipenda anche dalle risorse che l’Assessorato regionale di competenza riuscirà a destinare. Rispetto ai temi nazionali – continua il vice presidente Anif Sicilia – siamo riusciti ad ottenere risultati importanti e aspettiamo si prelevi dal fondo dei giochi delle scommesse delle somme da destinare alle società sportive, a titolo di fondo perduto. Questa è però una richiesta, un’opportunità, su cui ancora non c’è nessuna risposta in merito. Sul D.l Rilancio è scritto che il ministero dello Sport si esprimerà comunque, rispetto alle somme da destinare a fondo perduto, tra dieci o quindici giorni dall’emanazione del decreto stesso”.

Twitter:@ChiaraBorzi