Partecipate regionali, l’amara “radiografia” della Corte dei Conti - QdS

Partecipate regionali, l’amara “radiografia” della Corte dei Conti

Patrizia Penna

Partecipate regionali, l’amara “radiografia” della Corte dei Conti

martedì 07 Gennaio 2020 - 13:34
Partecipate regionali, l’amara “radiografia”  della Corte dei Conti

Occupano quasi settemila persone alle indirette dipendenze della Regione. Tra le criticità rilevate: Ast, piano industriale sconosciuto; Airgest, piano di risanamento incomprensibile

PALERMO – Amara radiografia della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti sugli organismi partecipati che contribuiscono ad appesantire le già esangui casse pubbliche della Sicilia.

Azienda Trasporti Siciliana, Airgest, Multiservizi, Biosphera, Resais, Irfis Finsicilia sono solo alcune delle decine di società satelliti che occupano quasi settemila persone alle indirette dipendenze della Regione.
Poche hanno i conti a posto, scrive l’economista Franco Garufi sul portale del Centro Pio La Torre, tutte usufruiscono di contributi pubblici ora nel mirino dell’Unione europea perché configurabili come aiuti di Stato.
Secondo la Corte dei conti il personale impiegato presso le società regionali attive è pari a 6.997 unità, circa il 50% della consistenza di quello in servizio presso l’amministrazione regionale (14.085). Insomma, ai dipendenti diretti della Regione non si può far a meno di aggiungere quelli delle partecipate per un totale di 20.082 persone. Tra l’altro l’Ast non ha presentato la relazione in merito al nuovo piano industriale ed al contenimento dei costi “né è stato chiarito come si concili il mantenimento di detta società” con l’obbligo di razionalizzare le partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali svolgendo essa la stessa attività analoghe o similari a quelle svolte dalla società Jonica Trasporti S.p.A.”, scrivono i magistrati.

Per quanto riguarda l’Airgest (che gestisce l’aeroporto di Trapani), anche la Sezione di controllo per la Regione Siciliana ha preso atto della valutazione formulata dall’Enac che ha giudicato il piano di risanamento della società” non valutabile in quanto privo della parte descrittiva ed argomentativa necessaria per una sua compiuta contestualizzazione e comprensione”.
Considerazioni negative vengono riferite anche al Parco scientifico e tecnologico: non risultano adottate iniziative concrete ai fini della sua dismissione. Contestazioni alla “Servizi Ausiliari Sicilia S.c.p.a.”, che ha incorporato le attività di “Beni Culturali S.p.A.”, “Multiservizi S.p.A.” e “Biosphera S.p.A.”, che svolgono le stesse attività analoghe o similari a quelle della società “Resais S.p.A.”, partecipata indiretta tramite l’ente pubblico “Espi”.

E all’Irfis Finsicilia rispetto all’esistenza di altri enti finanziari: nel 2017 si trattava ancora di Ircac e Crias, rispettivamente finalizzati al credito per la cooperazione e l’artigianato, che il governo regionale avrebbe voluto unificare nel nuovo Irca.

Domani, sul Quotidiano di Sicilia, saranno disponibili ulteriori approfondimenti sulle criticità rilevate Corte dei Conti e sulle indicazioni fornite dalla magistratura contabile alla Regione siciliana e considerate indispensabili al fine di imboccare la difficile strada del risanamento dei conti.

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