Pd, Zingaretti, "Verso un governo di svolta" - QdS

Pd, Zingaretti, “Verso un governo di svolta”

redazione

Pd, Zingaretti, “Verso un governo di svolta”

sabato 24 Agosto 2019 - 13:38
Pd, Zingaretti, “Verso un governo di svolta”

Secondo il segretario dem occorre un esecutivo "per il lavoro e per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo chiediamo discontinuità". E senza doppi forni: "questa interlocuzione sia l'unica"

“Mi auguro non esista l’ipotesi del doppio forno”.

Lo ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti ad Amatrice, dove si trova per le commemorazioni del terremoto, sulla trattativa con il M5S per il governo.

“Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le nostre forze una nuova fase politica, è necessario dar vita a un governo di svolta, per il lavoro, per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori”: Così Nicola Zingaretti su Facebook. “Io sono sempre ottimista, credo che questa fase però vada fatta ascoltando e rispettandoci l’uno con l’altro”, ha detto il segretario.

“Ieri con la delegazione del M5S abbiamo stabilito un percorso per arrivare ad un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese”. Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

“La trattativa la gestisce Zingaretti, sulla base della linea stabilita in direzione, ed è lui ad aver detto no all’ipotesi di un governo Conte bis”. Così Maria Elena Boschi al Ciocco, in Garfagnana, nell’ultimo giorno della scuola di politica di Matteo Renzi, risponde ad una domanda su un reincarico al premier dimissionario Giuseppe Conte, posto ieri da Luigi Di Maio a Nicola Zingaretti come condizione per un governo M5s-Pd.

L’incontro Pd-5s era partito bene, a dispetto delle previsioni pessimistiche dei detrattori e degli ostacoli che si frappongono al dialogo tra M5s e Pd.

Al tavolo di confronto tra le delegazioni dei due partiti, guidate dai capigruppo parlamentari dei due schieramenti e, per il Pd, anche dal vicesegretario Andrea Orlando, è stata testata una prima volontà di intesa: sulle condizioni poste dai due interlocutori “non ci sono problemi insormontabili” tranquillizzano i due schieramenti.

Il Pd ha posto la sua prima condizione: “Abbiamo chiesto al M5S che questa interlocuzione sia l’unica come condizione per affrontare gli ulteriori punti” mette in chiaro Orlando ricevendo le prime indirette rassicurazioni che fino a ieri non erano state esplicitate in modo diretto dal Movimento.

“Non abbiamo tavoli con altre forze politiche. Questo è il tavolo principale” chiarisce il capogruppo M5s alla Camera, Francesco D’Uva e il senatore Andrea Marcucci, anche lui al tavolo come capogruppo dem, commenta soddisfatto: “E’ molto positivo che il M5s tenga aperto un solo forno”.

Ora però i dem chiedono che la decisione venga formalizzata “in modo chiaro al capo dello Stato”.

Da parte dei 5 Stelle le condizioni erano già state messe sul piatto: si discute a partire dal nodo del taglio dei parlamentari. “Abbiamo chiesto garanzie su questo” mettono in chiaro i pentastellati. E “noi siamo disponibili a un calendario rapido” su questa legge ha rassicurato il capogruppo dem alla, Graziano Delrio, subito dopo la riunione dei vertici che si è tenuta al Nazareno dove la delegazione Pd ha riferito a Nicola Zingaretti e al presidente Paolo Gentiloni l’esito del tavolo. Per il momento fonti 5 Stelle escludono contatti tra i leader dei due partiti nel week end ma il Pd ha già convocato i suoi domenica pomeriggio per lavorare ai tavoli tematici per scrivere “il programma del Governo di svolta”.

Il dialogo insomma è avviato nonostante diversi paletti arrivati a disturbare l’inizio del dialogo.

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