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Covid, perché Catania è diventata la città con più contagiati in Sicilia

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Covid, perché Catania è diventata la città con più contagiati in Sicilia

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giovedì 21 Ottobre 2021 - 12:06

Ci ha risposto il commissario Covid per la provincia etnea Giuseppe Liberti. Pochi vaccinati e molti tamponi, la paura in seguito alle prime morti e poi quella "spittizza" dei catanesi...

Ieri, mercoledì 20 ottobre, 173 nuovi casi; martedì 118, lunedì 102 nuovi positivi. Catania da settimane è prima in Sicilia (e tra le primissime in Italia, dopo Roma e Napoli) per numero di nuovi positivi al Covid. E per distacco. Basti pensare che ieri Messina, seconda provincia dell’Isola per numero di nuovi positivi, ne ha fatti registrare solo 48.

Ne abbiamo parlato con il commissario Covid della provincia etnea, Giuseppe Liberti.

Pino Liberti
Pino Liberti, commissario Covid per la provincia di Catania

Commissario, come spiega il “caso” Catania?

“Il motivo può dipendere semplicemente dal fatto che facciamo più tamponi rispetto alle altre province: almeno 3.000 al giorno (tra mercato ortofrutticolo, Acireale ed aeroporto) senza contare le farmacie.

Inoltre, avendo Catania meno vaccinati rispetto alle altre province siciliane, c’è molta più gente che ricorre ai tamponi.

Secondo l’ultimo report realizzato (di una settimana fa) Catania aveva il 75,39% di cittadini con la prima dose e il 70% con la seconda dose e quindi con il ciclo completato. Considerando che la crescita è di circa 2,5 punti percentuale a settimana, oggi dovremmo essere intorno al 77/78% di prime dosi e 72% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Con un ricorso più ampio al tampone è normale che i contagi siano più alti rispetto al resto della Sicilia in cui vi è una copertura vaccinale più alta”.

Come si spiega questa ritrosia a vaccinarsi da parte dei catanesi?

“La campagna di vaccinazione a Catania è stata probabilmente condizionata dalle due morti (in seguito alla somministrazione del vaccino Astrazeneca, nda) che si sono verificate sul territorio nelle primissime fasi; c’è poi da aggiungere che il catanese per tradizione, si sente molto “esperto” in materia rispetto a chi ha davvero le dovute competenze e quindi ai medici se non addirittura a un premio Nobel”.

Quando può essere fatta la terza dose?

“La terza dose può essere fatta dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale (o da malattia più vaccino) da tutte le persone con più di 60 anni di età (io l’ho già fatta per esempio), dai sanitari e dal personale afferente ai servizi sanitari”.

Si è sentito l’effetto green pass a Catania?

“Il ricorso ai tamponi e le prime dosi sono sicuramente cresciuti dopo l’introduzione dell’obbligo (per i tamponi si è registrato un +30%) e Catania è stata al primo posto per numero di prime dosi in Italia”.

Secondo lei quando Catania arriverà al 90% di vaccinati con due dosi?

“Se la crescita si conferma al 2/3% settimanale si può prevedere che in 4 o 5 settimane potremmo arrivare a questa soglia”.

Quindi da fine novembre sarebbe opportuno iniziare a spingere con la terza dose…

“Io spingerei da subito con la terza dose. L’esperienza di Israele (che sta vaccinando tutti con la terza dose, anche i giovani) sta dimostrando che i contagi e il numero dei morti stanno scendendo drasticamente. Non sappiamo ancora se la terza dose sarà un qualcosa di definitivo o saranno necessari ulteriori richiami. Ma il caso israeliano (a tal proposito c’è uno studio che ancora deve essere pubblicato) dimostra che la terza dose potenzia e stabilizza gli effetti delle prime dosi”.

Dario Raffaele

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