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Piazza Fontana, Mattarella a Milano contro il revisionismo

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Piazza Fontana, Mattarella a Milano contro il revisionismo

giovedì 12 Dicembre 2019 - 16:58
Piazza Fontana, Mattarella a Milano contro il revisionismo

La strage neofascista "fu uno strappo lacerante" ha detto il Capo dello Stato a Milano ricordando il depistaggio di una struttura dello Stato. L'incontro con le vedove dell'anarchico Pinelli e del commissario Calabresi. De Bortoli, esercitare la memoria

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha spazzato via con un duro discorso i tentativi di revisionismo sulla strage neofascista di piazza Fontana durante un intervento nel Consiglio comunale di Milano, alla presenza del presidente dell’Assemblea cittadina Lamberto Bertolé, del sindaco Giuseppe Sala e del presidente Associazione dei Familiari delle Vittime, Carlo Arnoldi.

La Cassazione stabilì che la strage era stata organizzata dalla cellula eversiva del movimento neofascista Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura.

Il capo dello Stato ha parlato di “disinvolte manipolazioni strumentali del passato, persistenti riscritture di avvenimenti, tentazioni revisioniste” che “alimentano interpretazioni oscure entro le quali si pretende di
attingere versioni a uso settario, nel tentativo di convalidare, a posteriori, scelte di schieramento, opinioni di ieri”.

Per il presidente Mattarella la strage di Piazza Fontana – in cui morirono diciassette persone – fu “uno strappo lacerante recato alla pacifica vita di una comunità e di una Nazione, orgogliose di essersi lasciate alle spalle le mostruosità della guerra, gli orrori del regime fascista, prolungatisi fino alla repubblica di Salò, le difficoltà della ricostruzione morale e materiale del Paese”.

Mattarella ha anche sottolineato che “l’attività depistatoria di una parte di strutture dello Stato è stata, quindi, doppiamente colpevole”.

Secondo il capo dello Stato, la strage di piazza Fontana fu “un cinico disegno, nutrito di collegamenti internazionali e reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent’anni dall’entrata in vigore della sua Costituzione. Disegno che venne sconfitto”.

Della strage venne ingiustamente accusato l’anarchico Giuseppe Pinelli, morto poi in circostanze mai chiarite cadendo da una finestra della Questura.

Mattarella ha anche incontrato proprio la vedova di Giuseppe Pinelli, Licia, e Gemma, moglie del commissario Luigi Calabresi, ucciso da esponenti di Lotta Continua.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha chiesto “scusa e perdono” da parte di tutta la città alla famiglia di Pinelli. E in suo ricordo, nel quartiere di San Siro, è stata piantata ieri una quercia rossa.

“Il 12 dicembre è una data importante per la nostra Milano: ricordiamo la tragedia di Piazza Fontana, quel triste momento storico ma anche come la città seppe reagire” ha dichiarato Sala in un video pubblicato dal sito dell’Anci, in una rubrica dedicata al cinquantenario della strage della Banca Nazionale dell’Agricoltura, assieme ad una videotestimonianza di Ferruccio De Bortoli.

“Quest’anno il ricordo e la riflessione – ha detto il Sindaco – sono ancora più importanti: è trascorso mezzo secolo da quel giorno. Lo celebreremo con grande attenzione portando il messaggio nelle scuole, facendo sì che i nostri ragazzi e i nostri nipoti sappiano cosa è stata per noi Piazza Fontana”.

Un ricordo di quei giorni ripercorre nel video anche l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli, secondo il quale “Se non riusciremo a fare un costante esercizio di memoria, tentare di far combaciare la verità storica con quella giudiziaria quelle persone moriranno ancora una volta, e il senso di giustizia del Paese sarà seppellito assieme a ricordi confusi e strumentali”.

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