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Processo Open, a Palermo chiesto rinvio a giudizio per Salvini

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Processo Open, a Palermo chiesto rinvio a giudizio per Salvini

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sabato 20 Marzo 2021 - 15:25

Secondo l'accusa il leader del Carroccio, ad agosto del 2019, avrebbe illegittimamente negato lo sbarco a 147 migranti soccorsi a largo di Lampedusa dalla nave della ong Open Arms

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio del capo della Lega Matteo Salvini per i reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d’uffiicio al termine dell’udienza preliminare che vede imputato, a Palermo, l’ex ministro dell’Interno.

Secondo l’accusa il leader del Carroccio, ad agosto del 2019, avrebbe illegittimamente negato lo sbarco a 147 migranti soccorsi a largo di Lampedusa dalla nave della ong Open Arms. Il 17 aprile il rinvio per le motivazioni della difesa.

“Il paradosso è che colui il quale con ‘pervicace e ostinata determinazione ha tentato di determinare una forzata responsabilità dello Stato italiano per eventi non di sua competenza’ attraverso ‘un vero e proprio atto di forza’ indossi oggi le vesti di vittima.

La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio e il processo contro di me per sequestro di persona, 15 anni di carcere la pena prevista. Preoccupato? Proprio no. Sono orgoglioso di aver lavorato per proteggere il mio Paese rispettando la legge, svegliando l’Europa e salvando vite. Se questo deve provocarmi problemi e sofferenze, me ne faccio carico con gioia. Male non fare, paura non avere”.

Mentre per chi per dovere costituzionale aveva l’obbligo di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza della nazione è chiamato a risponderne sul banco degli imputati”.

Così, citando le annotazioni della polizia giudiziaria del 16 agosto 2019 e del 20 agosto 2019 su Open Arms, Matteo Salvini ha concluso le sue dichiarazioni spontanee all’udienza preliminare a Palermo.

“Il tribunale ha ammesso il comune di Palermo tra le parti civili nel processo Open Arms che vede imputato Salvini-dichiara il capogruppo della Lega a Palermo Igor Gelarda.

Come mai, però, l’amministrazione Orlando non si è mai costituito in quello che è stato il più importante processo contro la mafia degli ultimi anni? Per il processo Cupola 2.0, infatti, quando gli inquirenti hanno evitato che si ricostituisse la commissione provinciale di Cosa nostra, il Comune non risulta tra le parti civili. Non ha mai fatto richiesta di essere inserito tra gli enti danneggiati. Diversamente da come hanno fatto altri comuni della provincia di Palermo.

Eppure si è trattato di un processo importantissimo, il cui primo grado dello stralcio abbreviato si è chiuso con 46 condanne , 435 anni complessivi di carcere – continua Gelarda. Certamente non può che lasciare perplessi il fatto che per un grave processo di mafia il comune non abbia sentito la necessità di ribadire che Palermo è città dei diritti, per un processo controverso e anomalo, come quello contro l’allora ministro Salvini, invece il Sindaco Orlando si è subito attivato.

Crediamo che Orlando debba chiarire, e che lo debba fare proprio oggi che il comune è stato ammesso parte civile, delle immediate spiegazioni ai palermitani”

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