Sanità in Sicilia, "Al pronto soccorso di Agrigento personale insufficiente" - QdS

Sanità in Sicilia, “Al pronto soccorso di Agrigento personale insufficiente”

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Sanità in Sicilia, “Al pronto soccorso di Agrigento personale insufficiente”

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mercoledì 03 Novembre 2021 - 11:45

“Per fronteggiare l’emergenza personale al Pronto soccorso della provincia di Agrigento e potenziare le altre Unità Operative occorre attivare al più presto le procedure straordinarie di reclutamento”. E’ la richiesta che Michele Catanzaro, deputato regionale del Partito Democratico, rivolge all’Assessorato Regionale alla Sanità affinché intervenga nella risoluzione dei problemi evidenziati in questi giorni nei Non presidi sanitari dell’Asp di Agrigento.

“Trascorsa la fase più acuta dell’emergenza Covid – dice Catanzaro – stanno riemergendo le problematiche che affliggono la sanità siciliana e quella agrigentina in particolare. La criticità maggiore – continua – è la carenza di personale. Il commissario Mario Zappia ha confermato che la scorsa settimana è stato deliberato il concorso per i medici di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, ma intanto il trasferimento all’area di emergenza dei medici di altri reparti non può essere considerata una soluzione definitiva ma un intervento straordinario e limitato nel tempo. Per fronteggiare l’emergenza è oggi indispensabile che il governo regionale autorizzi l’utilizzo di procedure straordinarie di reclutamento del personale. Servono interventi urgenti per gli ospedali della provincia.

Per il Giovanni Paolo II di Sciacca – conclude – come fatto nei giorni scorsi per il San Giacomo d’Altopasso a Licata ed il Barone Lombardo di Canicattì, chiederò un intervento della Commissione Salute dell’Ars attraverso una risoluzione che impegni il governo regionale a garantire il potenziamento del presidio ospedaliero saccense, sia per l’Area di Emergenza che per le altre Unità Operative che sono in evidente difficoltà. Abbiamo il dovere di garantire il diritto alla salute dei cittadini consentendo l’accesso alle cure anche nei Comuni con maggiori difficoltà nei collegamenti viari”. (ANSA).

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