Recovery Fund, Paolo Gentiloni, adesso l'Italia passi all'attacco - QdS

Recovery Fund, Paolo Gentiloni, adesso l’Italia passi all’attacco

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Recovery Fund, Paolo Gentiloni, adesso l’Italia passi all’attacco

martedì 29 Dicembre 2020 - 07:39
Recovery Fund, Paolo Gentiloni, adesso l’Italia passi all’attacco

Secondo il Commissario europeo per gli Affari Economici il nostro Paese deve "introdurre procedure straordinarie con leggi capaci di accelerare gli investimenti" e "va evitato il rischio di mancare un appuntamento storico"


“La distribuzione dei vaccini anti-coronavirus e il Recovery Fund sono una grande occasione per rilanciare l’Europa dopo la pandemia, ma per garantire il successo del Recovery Plan l’Italia deve introdurre procedure straordinarie con leggi capaci di accelerare gli investimenti”.

Lo ha dichiarato alla stampa Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari Economici.

“Non mi preoccupano le scadenze di queste settimane – ha detto in un’intervista – rispetto alle quali non c’è un particolare ritardo italiano. Piuttosto penso alla seconda metà del 2021 e nel 2022, va evitato il rischio di mancare un appuntamento storico”.

La qualità del piano e sua attuazione sono sfide che potrebbero diventare molto difficili secondo Gentiloni il quale, riguardo i timori sulla bozza del piano, ha chiarito che “La parte generale del piano, grazie al lavoro coordinato dal ministro per le Politiche comunitarie Enzo Amendola, è coerente con le priorità indicate dalla Commissione Ue su Green Deal, resilienza e innovazione digitale”.

“Su questo l’Italia è in linea e sono certo che il confronto politico e con le parti sociali – ha sottolineato il Commissario – potrà arricchire la proposta iniziale. Ma ho due osservazioni da fare su altrettante priorità”.

La prima è che “lo sforzo della Commissione Ue con tutti i Paesi è di insistere sul fatto che le spese da fare devono essere prevalentemente su investimenti e riforme”.

Non bastano gli incentivi, che pur non essendo esclusi, ma, ha spiegato Gentiloni, “non sono una priorità”.

Poi ci sono alcune spese che la Commissione Ue “in generale non considera accettabili: quelle che danneggiano l’ambiente o che tendono a favorire consensi effimeri”.

Questa tipologia di spese, ha rimarcato Gentiloni, “non è prevista dai piani finanziati col debito comune e ciò significa che se i governi scriveranno piani con questi interventi, saranno rivisti dalla Commissione Ue”.

Attenti dunque a verificare cosa arriva dalle Regioni italiane.

La seconda priorità è poi quella preoccupa di più il Commissario, ossia “l’attuazione, l’esecuzione del piano”.

“Perché il Diavolo – dice ancora Gentiloni – non è nei dettagli del piano ma nelle procedure per eseguirlo, vista l’esperienza che abbiamo in Paesi come Italia e Spagna sulla difficoltà dell’assorbimento delle risorse europee. Si tratta di una sfida enorme perché questi fondi vanno impegnati entro il 2023 e spesi entro il 2026”.

Servono quindi procedure straordinarie e corsie preferenziali, ovvero uno sforzo straordinario.

“Non possiamo definire senza precedenti il Recovery Fund – ha concluso _ e poi non prendere decisioni conseguenti sulle procedure ordinarie”.

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