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Recovery, il Piano della Regione uno scherzo da buontemponi

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Recovery, il Piano della Regione uno scherzo da buontemponi

lunedì 30 Novembre 2020 - 00:08
Recovery, il Piano della Regione uno scherzo da buontemponi

Troppe infrastrutture e niente welfare. Nuovi attacchi alla Giunta Musumeci, stavolta dal Forum siciliano del Terzo settore che ha usato l'arma dell'ironia per demolire il documento. "O i rappresentanti del governo regionale non hanno letto le carte o, se lo hanno fatto, non ne hanno compreso il significato".

“Abbiamo avuto modo di leggere il piano regionale per la ripresa e la resilienza preparato dalla Giunta di Governo della Sicilia e non abbiamo capito se si tratta di un documento ufficiale o del riuscito scherzo di un buontempone”.

Nuovi attacchi alla Giunta Musumeci per il Piano della Regione siciliana per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund, stavolta – dopo le critiche dell’Economist, dello studioso palermitano Vincenzo Provenzano e di Giangiacomo Palazzolo, membro del comitato promotore nazionale di Azione – dal Forum siciliano del Terzo settore, che ha usato l’arma dell’ironia per demolire il documento.

“Mai avremmo immaginato – scrive il Forum in una nota – di trovarci a leggere di un hub aeroportuale a Milazzo, del ponte sullo stretto di Messina o della realizzazione del porto di Marsala. Sono tante e tali le perle in esso contenute che il dubbio è diventato certezza: delle due l’una o non hanno letto le carte o se lo hanno fatto non ne hanno compreso il significato”.

Il Forum del Terzo Settore rappresenta organizzazioni di secondo e terzo livello che operano negli ambiti del Volontariato, dell’Associazionismo, della Cooperazione Sociale, della Solidarietà Internazionale, della Finanza Etica, del Commercio Equo e Solidale.

Per il Forum siciliano, il Piano della Regione “appare una cernita nemmeno molto attenta di progetti già inseriti in altri documenti di programmazione o nei diversi Por già, peraltro, finanziati con altri strumenti comunitari. Anche la collocazione delle risorse appare quanto meno inappropriata se si pensa al 3,4 % per una Sicilia più sociale e solidale o al 3,70% per la Sanità”.

Per il Forum, “Se ha una sua giustificazione l’esiguo finanziamento della Sanità, in considerazione che la gran parte degli investimenti trovano finanziamenti in altri strumenti, lascia basiti il finanziamento del welfare”.

“La pandemia – si sottolinea nella nota – ha messo in evidenza tutta la fragilità del nostro sistema di sicurezza sociale, che costruita negli anni Ottanta necessità di interventi strutturali che mettano al centro la persona, che facciano dell’innovazione e della sperimentazione di nuovi servizi la strada maestra da perseguire”.

La gran parte delle risorse, invece, denuncia il Forum, si trovano concentrate nelle infrastrutture, sicuramente utili ma finanziabili con altre risorse.

“Ci saremmo aspettati – conclude la nota – una discussione aperta che coinvolgesse la collettività siciliana invece ci troviamo un documento senza visione, senza un’anima, senza futuro. E’ logico chiedersi se riusciranno i nostri eroi a spendere – e bene – il Next Generation Europe? Senza dimenticare che condizione fondamentale per il finanziamento degli interventi siano immediatamente cantierabili e che la loro realizzazione deve trovare conclusione entro il 2023. In caso contrario è fare un torto all’intelligenza dei siciliani”.

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