Reddito di cittadinanza, Palermo, scoperti 74 "furbetti" - QdS

Reddito di cittadinanza, Palermo, scoperti 74 “furbetti”

redazione web

Reddito di cittadinanza, Palermo, scoperti 74 “furbetti”

martedì 16 Marzo 2021 - 08:36

Dagli investigatori della Guardia di finanza che hanno lavorato insieme all'Inps. Calcolato che gli importi non dovuti ammontano complessivamente a oltre un milione e duecentomila euro

Militari del Secondo Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo Palermo della Guardia di finanza, in collaborazione con funzionari dell’Inps, hanno individuato settantaquattro “furbetti” del reddito di cittadinanza, che percepivano il beneficio senza averne diritto.

In particolare, i soggetti controllati non hanno dichiarato rispettivamente: vincite al gioco per importi superiori a 20.000 euro; di percepire redditi esenti per importi superiori a 6.000 euro; un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, per un valore superiore a 30.000 euro; o ancora di essere proprietari di motoveicoli immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti la domanda del sussidio, con cilindrata superiore a quella consentita, ovvero 250 centimetri cubici.

Tutti elementi che non consentono la possibilità di richiedere il reddito di cittadinanza.

Per questo motivo sono stati denunciati e segnalati all’Inps per la revoca del beneficio e il recupero delle somme erogate, che ammontano complessivamente a oltre un milione e duecentomila euro.

Tra i 74 furbetti del reddito di cittadinanza c’erano cinque persone che avevano aperto una partita Iva. C’era chi aveva un’internet point e un posto di telefono pubblico, un altro si occupava di ristorazione, uno si occupava di coltivazione di cereali, e un altro aveva la licenza di commercio ambulante.

“C’è chi non ha dichiarato le vincite al gioco – dice il colonnello dei finanzieri di Palermo Alessandro Coscarelli – nonostante per giocare sia necessario aprire un conto corrente virtuale ovviamente con tanto di codice fiscale. Basta fare un controllo incrociato per scoprire chi non aveva diritto al sussidio”. In un caso è stato ancora più semplice. E’ bastato incrociare i dati dell’Inail con quelli dell’Inps. E’ saltato fuori che uno dei furbetti percepiva già un sussidio per infortunio sul lavoro. Reddito aggiuntivo che è stato dimenticato di segnare nell’autodichiarazione.

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