Ricerca, scoperte 40 molecole potenzialmente utili a sconfiggere il Coronavirus - QdS

Ricerca, scoperte 40 molecole potenzialmente utili a sconfiggere il Coronavirus

redazione

Ricerca, scoperte 40 molecole potenzialmente utili a sconfiggere il Coronavirus

venerdì 27 Marzo 2020 - 00:00
Ricerca, scoperte 40 molecole potenzialmente utili a sconfiggere il Coronavirus

BOLOGNA – Il supercomputer Marconi del Cineca, il Consorzio interuniversitario di Bologna è al lavoro a pieno regime da febbraio e ha già analizzato la prima selezione di molecole che potrebbero agire sul Covid-19, in tutto 40 molecole. Il supercomputer Marconi simula il comportamento di alcune delle proteine usate dal coronavirus per riprodursi – la strada che conduce alla cura dei pazienti affetti dal virus si accorcia sempre un po’ di più. Infatti i risultati di queste prime simulazioni saranno utilizzate come base per la ricerca delle molecole farmacologiche atte a inibire il virus tramite Exscalate, una piattaforma di Dompé sviluppata da una collaborazione tra Cineca, Dompè Farmaceutici e il Politecnico di Milano, per individuare le molecole più efficaci a inibire il virus.

“In passato il lavoro su una di queste molecole avrebbe richiesto quattro mesi, con l’utilizzo del super calcolatore lo stesso lavoro viene fatto in una settimana” ha spiegato il direttore generale di Cineca, David Vannozzi. La formulazione di un farmaco è più vicina, ma cruciale in questo momento è la ricerca sulle molecole e sull’impatto che potrebbero avere sull’organismo umano.

“Siamo un passo più vicino – ha proseguito Vannozzi – anche se va detto che le molecole che sono state individuate possono anche avere effetti negativi sull’uomo. Non è detto che funzionino in questa forma. Però essendone state individuate un numero abbastanza largo si spera che qualcuna di queste possa interferire in maniera positiva e non essere nociva all’uomo e pertanto possa essere la base su cui poter costruire una contromisura al propagarsi del virus stesso”. La ricerca tramite i supercalcolatori può collaborare con la ricerca tradizionale accorciando i tempi per lo sviluppo di farmaci.

“Il lavoro successivo – ha precisano il direttore – va in mano ai gruppi di ricerca che devono cominciare a fare i test seguendo quella che è la procedura ordinaria, i test in provetta e poi in vivo, e le case farmaceutiche lavoreranno invece per mettere a punto la molecola nel formato farmacologico che poi potrebbe arrivare sul mercato”.

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