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Riciclaggio, sequestro di beni per nove milioni a imprenditore di Porto Empedocle

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Riciclaggio, sequestro di beni per nove milioni a imprenditore di Porto Empedocle

venerdì 14 Febbraio 2020 - 07:05


La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Agrigento hanno sequestrato beni per nove milioni di euro all’imprenditore di Porto Empedocle Giuseppe Burgio, 56 anni, che si trova agli arresti domiciliari.

Dopo una condanna per bancarotta fraudolenta a otto anni l’imprenditore che si occupa di grande distribuzione alimentare è sotto inchiesta per il crack delle sue aziende ed è indiziato per intestazione fittizia di beni al fine di agevolare il delitto di riciclaggio.

Con il decreto emesso dal Tribunale-Misure di Prevenzione di Agrigento, su proposta del Questore, sono stati sequestrati, un centro commerciale, autovetture, conti correnti e gioielli.

Anche la sorveglianza speciale per Burgio

Non soltanto la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni finalizzato alla confisca, ma anche la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 3 anni con obbligo di soggiorno. Prevede anche questo il decreto firmato, su proposta del questore di Agrigento, dalla seconda sezione del tribunale a carico dell’imprenditore Giuseppe Burgio.

“La proposta del questore nei confronti di Burgio era stata presentata nel 2016 – ha spiegato l’attuale questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci – periodo in cui parallelamente la Guardia di finanza svolgeva indagini che hanno portato all’arresto dell’imprenditore e alla condanna del 2018 per reati fallimentari. Il tribunale ha rinviato al questore la richiesta di ulteriori accertamenti per parametrare la pericolosità sociale per gli anni che vanno dal 2004 al 2017”.
La Questura, avvalendosi della collaborazione del nucleo Economico-finanziario della Guardia di finanza, ha svolto un grande lavoro di ricostruzione di tutti i movimenti effettuati nel corso degli anni dell’imprenditore.

“Siamo riusciti – ha aggiunto Iraci – a individuare una serie di operazioni sospette che hanno determinato una pericolosità sociale qualificata in quanto la persona è ritenuta indiziata di intestazione fittizia di beni. Perché l’imprenditore si sarebbe liberato di alcuni beni allo scopo di sottrarli ai creditori, commettendo una serie di reati fiscali e fallimentari e facendo sorgere, dunque, il sospetto che sia autore di intestazione fittizia di beni che è una delle categorie che da la possibilità di sottoporre a sorveglianza speciale e a sequestro patrimoniale”.

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