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Rifiuti, arrestato per corruzione coordinatore di Bellolampo

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Rifiuti, arrestato per corruzione coordinatore di Bellolampo

venerdì 07 Agosto 2020 - 07:52
Rifiuti, arrestato per corruzione coordinatore di Bellolampo

Con Bonanno, sorpreso a intascare una mazzetta, sono finiti in manette gli imprendtori Caruso e Pisasale. Il funzionario sospeso dalla Partecipata, pronta ad avviare il licenziamento. Commissariamento interno per Rap. Orlando, "ora fare pulizia"



Gli uomini della Dia di Palermo, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno arrestato per corruzione aggravata tre persone: Vincenzo Bonanno, di 62 anni, palermitano, direttore tecnico della discarica di Bellolampo, Emanuele Gaetano Caruso, di 53 anni, originario di Paternò (Catania), imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti, e Daniela Pisasale, di 45 anni di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti (rappresentante della Realizzazioni e Montaggi s.r.l. e amministratore unico della Ecoambiente Italia s.r.l., con sede a Siracusa).

La discarica di Bellolampo è gestita dalla Rap spa, società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica.

Bonanno colto con le mani nel sacco

L’operazione della Direzione investigativa antimafia di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudia Ferrari, dopo un servizio di osservazione e pedinamento, è culminata nell’arresto di Bonanno, scoperto a intascare da Caruso una busta contenente cinquemila euro in contanti.

Tutti sono dunque finiti in manette per corruzione aggravata.

Altri 13.250 euro sono stati trovati poco dopo a bordo di un’auto e la somma è stata sequestrata.

Il funzionario sospeso dalla Rap

Bonanno, in un primo momento indicato come direttore tecnico dell’azienda, sarebbe il coordinatore dell’area discarica della Rap e funzionario dell’azienda, che ha già provveduto a sospenderlo.

Nella discarica di Bellolampo si occupava della gestione dei rifiuti e dell’impianto di tritovagliatura.

“Appena avremo i documenti che riguardano l’indagine attiveremo i percorsi di licenziamento – ha assicurato il direttore generale Roberto Li Causi – e saremo parte civile in un eventuale processo”.

I dipendenti licenziati per colpa dal 2013

Dal 2013, da quando è stata fondata la Rap, sono stati licenziati per colpa trentuno dipendenti. Dalla tabella emergono varie sanzioni – dalla multa di un’ora ai giorni di sospensione che variano da uno a dieci – fino al licenziamento.
Due licenziamenti nel 2013, sei nel 2014 e il picco di undici del 2015.

“Dal primo gennaio al 31 luglio di quest’anno – si legge nella nota aggiornata a oggi – sono stati avviati 432 procedimenti disciplinari, di cui 264 conclusi e 168 in fase di definizione. Inoltre, sono in corso gli iter disciplinari sulla recente indagine per i furti di carburante nella discarica di Bellolampo che ha visto coinvolti otto dipendenti sospesi dal servizio”.

Rap, commissariata discarica Bellolampo

Inoltre, per la discarica di Bellolampo, è stato avviato il procedimento di commissariamento interno da parte della Rap, deciso dal presidente della Partecipata, Giuseppe Norata, il quale ha deciso di affidare l’incarico a due dirigenti interni: Antonino Petrone, responsabile dell’area tecnica, e Maria Concetta Codiglione, avvocato e responsabile dell’anticorruzione dell’azienda.

Orlando, ora fare pulizia nella Rap

“L’arresto di queste ore – ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – è la conferma di ciò che denunciamo da tempo: la presenza assolutamente anomala di privati come Ecoambiente nella discarica di Bellolampo dove era stata collocata per disposizione del governo regionale, in particolare dal dipartimento rifiuti, con la nostra opposizione, perché era stata scelta senza una gara pubblica, l’abbiamo allontanata e cacciata e nonostante questo, qualche mese fa, lo stesso dipartimento regionale rifiuti ci è tornato a dire che se avevamo bisogno dovevamo rivolgerci a Ecoambiente che ci era stata anche prima imposta con un’ordinanza dal dipartimento rifiuti”.

Ecoambiente Italia srl è la società siracusana, amministrata da Daniela Pisasale, una delle tre persone arrestate dalla Dia, che ha lavorato a Bellolampo fino al 31 maggio 2019 per la gestione di un impianto mobile di Tmb per il trattamento dei rifiuti indifferenziati che poi vanno portati in altra discarica, visto che ancora a Bellolampo non si riesce a realizzare la settima vasca in una città come Palermo che produce mille tonnellate di rifiuti al giorno.

“Ora bisogna fare pulizia anche all’interno di Rap – ha sottolineato il sindaco – Ho il dovere di sollecitare a Rap la pulizia della città e la Rap ha il dovere di farlo, ma anche di fare pulizia al suo interno. Ho dato indicazione di ruotare tutti i dirigenti e i dipendenti di Bellolampo che saranno trasferiti così come quelli di tutte le altre partecipate, non un solo dipendente di quelli attuali resterà a lavorare a Bellolampo. Andranno via tutti”.

Roberto Li Causi, dirigente generale di Rap, ha aggiunto che “da qualche mese ho istituito un ufficio di ‘internal auditing’ in modo da controllare i processi interni, e che stranamente non era mai stato istituito”.

Fava, interessi criminali nei rifiuti

“L’ottima operazione della Dia a Bellolampo – ha detto Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia – conferma, ancora una volta, come gli interessi criminali nel ciclo dei rifiuti in Sicilia siano in grado di intercettare, attraverso la corruzione, fiumi di denaro pubblico”.

“Anche a Bellolampo – ha aggiunto – emerge con chiarezza quanto già contenuto nella relazione della commissione regionale Antimafia pochi mesi fa: vi è una forte commistione criminale tra interessi privati e funzionari pubblici corrotti. Quanto emerso nelle ultime settimane, attraverso diverse inchieste che hanno interessato l’intero territorio della regione, rinnova l’urgenza di interventi di natura politica”.

Fava ha definito definisce “segni importanti” la sospensione del funzionario, l’annunciata costituzione di parte civile e il commissariamento di Bellolampo.

“Alla ripresa dei lavori della Commissione antimafia – ha concluso – sarà opportuno valutare l’apertura di una specifica attività di indagine su quanto avvenuto nel e attorno al principale sito pubblico di conferimento e trattamento della Sicilia.”

Numerose indagini su Bellolampo

L’operazione rientra in una più ampia indagine, condotta dalla Dia sugli interessi della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti.

Le inchieste sulla discarica di Bellolampo – che secondo l’Arpa costituisce “imminente minaccia di danno ambientale” – sono state numerose. L’ultima in ordine di tempo riguarda l’inadeguatezza dell’impianto di bio trattamento e i ritardi nella realizzazione della settima vasca.

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