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Rifiuti, operazione “Mazzetta sicula”, Legambiente e Anci saranno parte civile

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Rifiuti, operazione “Mazzetta sicula”, Legambiente e Anci saranno parte civile

sabato 06 Giugno 2020 - 00:00
Rifiuti, operazione “Mazzetta sicula”, Legambiente e Anci saranno parte civile

Le due associazioni si costituiranno nell’eventuale processo sulla discarica di Lentini. Gianfranco Zanna: “Basta ampliamenti discariche, bisogna chiuderle”

CATANIA – “Siamo dinnanzi ad un danno ambientale di proporzioni colossali che ci auguriamo venga punito severamente grazie alle norme sugli ecoreati. Legambiente, con le sezioni locali, si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento che ne seguirà, nella speranza che questa sia la volta buona per la Sicilia per spezzare questo scellerato patto tra imprenditori, amministrazioni pubbliche e mafie nella gestione dei rifiuti”. Lo afferma il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sull’operazione “Mazzetta Sicula” della guardia di finanza di Catania relativa alla gestione della più grande discarica della Sicilia, la Sicula trasporti di Lentini, nel siracusano.

“Lo abbiamo sempre detto e ribadito anche fino a qualche giorno fa in un comunicato stampa – dice il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna – con le sue scellerate scelte, la Regione, nessun governo escluso, ha fatto arricchire negli ultimi vent’anni i gestori delle discariche, pubbliche e private, invece di organizzare sul serio la raccolta differenziata e realizzare gli impianti per la gestione dei rifiuti. Lo abbiamo anche denunciato nel corso della nostra audizione in Commissione regionale Antimafia, che non solo non bisogna autorizzare nuove discariche o ampliamenti delle solite note, ma bisogna chiudere le attuali. Ora l’inchiesta della Procura di Catania ha portato alla luce, prove alla mano, quanto noi da tempo denunciamo a gran voce”.

Anche AnciSicilia ha dichiarato che si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento per la gestione della discarica siracusana. “Quest’ultima vicenda – afferma il presidente Leoluca Orlando – rischia di rappresentare una ulteriore conferma di quanto più volte denunciato negli ultimi anni dall’AnciSicilia. La conferma di un sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia fondato sull’oligopolio e su pochi interessi privati, un sistema che per anni ha favorito alti profitti per i privati rappresentando un danno per strutture e impianti pubblici e un aggravio di costi per i comuni e quindi anche per i cittadini”.

“Dal 2014 – aggiunge il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – come Anci Sicilia siamo intervenuti in tutte le sedi competenti per denunciare gli effetti di questo sistema fondato su un ‘ricatto’ in base al quale, nel breve periodo, l’unica alternativa al conferimento nelle poche discariche operanti era quella di avere i rifiuti per strada con le evidenti gravi conseguenze anche sul piano sanitario”.

“Per queste ragioni – conclude Orlando – riteniamo che complessivamente i comuni siano stati parte lesa nella vicenda della gestione dei rifiuti e, pertanto, sia doveroso richiedere in questo come in altri eventuali processi di costituirsi parte civile”.

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