Salute mentale, in Sicilia poche prestazioni - QdS

Salute mentale, in Sicilia poche prestazioni

Serena Giovanna Grasso

Salute mentale, in Sicilia poche prestazioni

mercoledì 12 Giugno 2019 - 00:00
Salute mentale, in Sicilia poche prestazioni

Siep: nell’Isola ogni utente riceve appena nove trattamenti, il 41,6% in meno di quanto avviene in Italia (15,4). La nostra regione si distingue per un’elevata incidenza di personale (72,8 operatori ogni 100 mila abitanti)

PALERMO – Un’alta incidenza di strutture territoriali psichiatriche se non adeguatamente accompagnata da prestazioni efficienti nella quantità e nella qualità non rendono il servizio offerto all’altezza dei livelli minimi sanitari. Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto “Salute mentale in Italia – La mappa delle disuguaglianze”, diffuso recentemente dalla Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep), questo è esattamente quanto avviene in Sicilia.

Infatti, proprio nella nostra regione è possibile rilevare una delle incidenze più alte di strutture territoriali pubbliche e private attive: si parla di 4,1 ogni centomila abitanti (pari al 57,7% in più rispetto al valore medio nazionale di 2,6), inferiore solo alla Toscana (5,2) e al Veneto (6,5).

D’altra parte, però, nella nostra regione si osserva anche il terzo valore più contenuto di prestazioni erogate per utente: infatti, ammontano in media a nove prestazioni per utente (il 41,6% in meno rispetto al valore medio nazionale di 15,4 prestazioni), risultati inferiori solo in Abruzzo (5,8) e Sardegna (8,5). In Friuli Venezia Giulia si rileva il numero più elevato di prestazioni erogate per utente (56,2).

Di contro, proprio in Sicilia è possibile osservare uno dei costi procapite per salute mentale maggiormente elevato a livello nazionale: infatti, nella nostra regione si spende l’8,8% in più rispetto ai 75,50 euro spesi mediamente in Italia (precisamente 82,10 euro a cittadino). Livelli di spesa più elevati si rilevano in Umbria (90 euro), Emilia Romagna (68,80 euro) e nelle province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 133,20 euro e 148,40 euro).

In generale, la spesa per la salute mentale incide sul totale della spesa sanitaria per il 3,8% (rispetto alla media del 3,5% rilevata a livello nazionale). A Bolzano e Trento si osserva l’incidenza più pesante (rispettivamente 6,1% e 6,8%).

Quanto alla dotazione complessiva di personale, in Sicilia è possibile osservare una delle incidenze maggiormente elevate a livello nazionale: infatti, si parla di 72,8 operatori ogni centomila abitanti (il 16,8% in più rispetto ai 62,4 rilevati in Italia). Incidenze superiori si rilevano in Valle d’Aosta (93,8), nella Provincia autonoma di Bolzano (93,6), in Liguria (88,7) ed Emilia Romagna (86,9).

A dimostrazione della bassa efficienza dei servizi offerti in materia, vi sono i dati decisamente al di sopra della media nazionale relativi al ricorso al trattamento sanitario obbligatorio. Infatti, come specifica il report Siep, il Tso è generalmente utilizzato come indicatore indiretto della scarsa efficacia dei programmi preventivi, terapeutici e riabilitativi realizzati. In Sicilia è possibile rilevare il tasso maggiormente elevato a livello nazionale, pari a 29 su 100 mila abitanti, su una media italiana di 16 su 100 mila. In Friuli Venezia Giulia si osservano i valori più bassi (4).

Infine, per quel che riguarda il trattamento con antidepressivi, in Sicilia si osservano valori inferiori rispetto alla media nazionale: infatti, si parla di 103,1 soggetti trattati con antidepressivi ogni mille abitanti, contro i 127 osservati mediamente a livello nazionale. In Toscana il valore medio schizza a 217,8 soggetti trattati ogni mille abitanti.

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