Sangue in agrumeto, il fermato invoca la legittima difesa - QdS

Sangue in agrumeto, il fermato invoca la legittima difesa

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Sangue in agrumeto, il fermato invoca la legittima difesa

mercoledì 12 Febbraio 2020 - 18:21

Al giudice per le indagini preliminari il guardiano del fondo agricolo ha detto di aver sparato dopo aver ricevuto dai tre ladri di agrumi minacce morte. Domani l'incarico del medico legale per le autopsie sulle due vittime

“Mi avevano minacciato di morte, mi avevano detto ‘tu stasera muori qui’, ho preso il fucile e ho sparato”.

Così Giuseppe Sallemi, 42 anni di Lentini, accusato di avere ucciso due persone e ferita una terza che si erano introdotte in un fondo agricolo di cui è il guardiano, ha confermato la sua ricostruzione dei fatti al Gip di Catania.
L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel carcere del capoluogo etneo dove l’indagato è in stato di fermo per duplice omicidio e tentativo di omicidio.

“La nostra linea – spiega l’avvocato Rocco Cunsolo che assieme al suo collega Francesco Calderone assiste il fermato – è, in base alla ricostruzione di Sallemi, quella della legittima difesa, che è consentita dalla legge nel domicilio, e lo è anche un posto di lavoro. Per questo ci siamo opposti alla convalida del fermo”.

“Si tratta – ha aggiunto – di un momento difficile per tutti, per la famiglie delle due persone morte e quella ferita. E noi siamo costernati e addolorati per loro, ma lo è anche per la famiglia Sallemi che è affranta dal dolore”.
Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Andrea Palmieri, che ha coordinato le indagini delle squadre mobili di Siracusa e Catania, Massimo Casella, 47 anni, e Agatino Saraniti, di 19 anni, insieme Gregorio Signorelli, di 36 – che si trova ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Garibaldi -, si sarebbero recati nelle campagne al confine tra le province di Siracusa e del capoluogo etneo per rubare arance e per questo avrebbero portato un furgone, trovato carico di agrumi.

I tre, secondo questa ricostruzione, sarebbero stati sorpresi dal guardiano del fondo che dopo un alterco avrebbe esploso diversi colpi con un fucile da caccia che è stato sequestrato dalla polizia.

Signorelli, ferito, è riuscito a contattare i familiari che lo hanno portato in ospedale.

I parenti di Casella e Saraniti hanno trovato i corpi dei loro congiunti in campagna, a un centinaio di metri l’uno dall’altro, e hanno avvertito i Carabinieri della compagnia di Augusta.

Domani dovrebbe essere conferito l’incarico al medico legale per le autopsie sui corpi delle due vittime, che saranno eseguiti nei giorni successivi.

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