Santa Ninfa, multa da 50mila euro a bar, annullata perché "illeggittima" - QdS

Santa Ninfa, multa da 50mila euro a bar, annullata perché “illeggittima”

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Santa Ninfa, multa da 50mila euro a bar, annullata perché “illeggittima”

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giovedì 04 Novembre 2021 - 07:55

I fatti risalgono al 2014, quando gli agenti dell'Agenzia delle dogane effettuarono un'ispezione all'interno del bar "Samorè" dove era presente un solo apparecchio da gioco

La Corte costituzionale ha annullato la sanzione di oltre 50 mila euro euro che gli agenti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Trapani emisero nel 2014 nei confronti di Antonino Truglio, titolare del bar “Samorè” di Santa Ninfa, nel Trapanese.

A rivolgersi alla Corte è stato
il giudice di Trapani Gaetano Sole, accogliendo il ricorso per opposizione
all’ordinanza di ingiunzione presentato dall’avvocato Giovanni Navarra,
difensore di Truglio.

I fatti risalgono al 2014, quando gli agenti dell’Agenzia delle dogane effettuarono un’ispezione all’interno del bar dove era presente un solo apparecchio da gioco collegato al sistema nazionale di controllo.

Gli agenti accertarono che nel
locale c’erano tutti gli avvisi a norma di legge, tranne una targa (che secondo
i titolari era, invece, caduta dietro un espositore di patatine) che doveva
indicare le formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di
giochi con vincite in denaro. Per questo i proprietari avevano violato l’art.7
del Decreto Balduzzi poi convertito in legge che prevede una sanzione unica di
50.008,72 euro.

“L’attribuzione al giudice
di un margine di discrezionalità nella commisurazione della sanzione (non solo
penale ma anche amministrativa) tra un minimo e un massimo, così da adeguarla
alla specificità del singolo caso, rappresenta la naturale attuazione di
principi costituzionali, a cominciare da quello di eguaglianza” hanno
scritto i giudici.

“Nel caso esaminato la
fissità della sanzione – scrivono ancora dalla Corte – impedisce di tener conto
della diversa gravità dei singoli illeciti, che dipende dall’ampiezza
dell’offerta da gioco e dal tipo di violazione commessa. In quanto alle
inadempienze relative alle sale giochi, la gravità varia secondo la dimensione
e l’ubicazione della sala, il grado di frequentazione, il numero di apparecchi
da gioco.

Ciò comporta che la sanzione fissa possa risultare manifestamente sproporzionata rispetto all’illecito commesso e, quindi, costituzionalmente illegittima”. (ANSA)

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