Scalo Trapani-Birgi, si guarda al 2020 con speranza - QdS

Scalo Trapani-Birgi, si guarda al 2020 con speranza

Vincenza Grimaudo

Scalo Trapani-Birgi, si guarda al 2020 con speranza

sabato 28 Dicembre 2019 - 00:00
Scalo Trapani-Birgi, si guarda al 2020 con speranza

L’Airgest, società di gestione dell’aeroporto, lavorerà per garantire entro il prossimo biennio 1,2 milioni di passeggeri. Nove milioni di euro dalla Regione: oggi la visita ufficiale dell’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone

TRAPANI – E’ prevista per oggi la visita ufficiale dell’assessore alle Infrastrutture della Regione siciliana, Marco Falcone, all’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi. “Un appuntamento importante – ha sottolineato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – perché testimonia la vicinanza concreta del governo Musumeci al nostro scalo e al nostro territorio”.

Nei giorni scorsi la giunta presieduta dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha dato il via alla convenzione tra il dipartimento regionale del Turismo e la società Airgest, che gestisce l’aeroporto di Trapani Birgi, impegnando contestualmente 9,351 milionidi euro, per gli anni 2019 e 2020, che serviranno a incentivare gli accordi con le compagnie aeree per l’apertura di nuove rotte, con l’obiettivo di incrementare i flussi turistici verso la provincia trapanese. Ora però toccherà alla società di gestione fare il resto, l’Airgest, e cioè garantire entro il prossimo biennio 1,2 milioni di passeggeri.

Il disco verde dal governo regionale alla convenzione tra il dipartimento regionale del Turismo e l’Airgest apre nuovi spiragli e consente di guardare con maggiore ottimismo al futuro.
“L’accordo sottoscritto – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – prevede, quale obiettivo minimo da raggiungere nel prossimo biennio, l’incremento, tra arrivi e partenze, di almeno un milione e duecentomila passeggeri”.

Parallelamente sempre in questi giorni la Commissione Cultura, formazione e lavoro all’Ars ha espresso parere favorevole al piano di sostegno per lo sviluppo, tra gli altri, dell’aeroporto di Trapani-Birgi.
Ad essere presa anche una posizione rispetto al paventato taglio dei trasferimenti della Regione allo scalo trapanese in seguito al disavanzo di bilancio registrato dalla Corte dei Conti: “La situazione in cui versa il bilancio regionale a seguito del disavanzo individuato dalla Corte dei Conti – ha precisato il presidente della commissione all’Ars Stefano Pellegrino – non può penalizzare un’opera come l’aeroporto di Birgi. Il suo scalo riveste un ruolo strategico per combattere il caro voli che stritola il nostro territorio, con tariffe che per tratte nazionali superano anche i 500 euro. Con il parere positivo in V Commissione, l’iter procedurale può e deve procedere speditamente, affinché si garantisca un progetto di sviluppo che miri anche all’attivazione di nuove risorse”. “Nessun alibi – rilancia il componente della stessa commissione, Luca Sammartino -. Ora il Governo faccia la sua parte per assicurare i fondi necessari all’effettiva attuazione di un intervento strategico che converge con il percorso della continuità territoriale”.

La continuità territoriale permetterebbe infatti di avere dei fondi a sostegno per abbattere gli alti costi relativi ai biglietti da e per Trapani. Nonostante le brutte notizie che pervengono dalla Regione riguardo a questi fondi, comunque il presidente di Airgest Salvatore Ombra continua a lavorare in questa direzione: “E’ stato completato ufficialmente il percorso istituzionale per l’avvio della Continuità territoriale all’aeroporto di Trapani – precisa -, adesso si attende soltanto la procedura di gara”.

Ombra ha partecipato in questi giorni con il responsabile amministrazione e finanza della società di gestione, Dario Sorbello, al dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana all’ultima conferenza di servizi propedeutica all’attivazione della Continuità territoriale. Presenti l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Marco Falcone, il Comune di Trapani rappresentato dall’assessore al Commercio e attività economiche, Andreana Maria Patti e una rappresentanza del ministero dei Trasporti.

La documentazione relativa alla conferenza di servizi che ha dato esito positivo alla Continuità territoriale verrà trasmessa alla Commissione europea che procederà con la pubblicazione dell’informativa comunitaria e, quindi, del bando per il tramite di Enac.

Le rotte onerate, per cui il primo Governo Conte ha già stanziato 36 milioni di euro, per il triennio 2020-2022, andranno da Trapani a Napoli, Brindisi, Ancona Perugia, Parma e Trieste.

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Un commento

  1. Franco La Rocca ha detto:

    Vorrei esserne sicuro, ma credo che il nostro sindaco Alfano non vorrà aderire all’invito dell’ombra che ci perseguita anche di notte a sborsare soldi per un aeroporto utile solo a “asineddi” e “fangari”. D’altronde sarebbe un suicidio dover pagare i nostri debiti con Ryanair e la quota annuale che nel passato ammontava a 200.000 l’anno. Ombra continua a sostenere che l’aeroporto di birgi, che tanti milioni ha già sottratto a noi siciliani e in particolare a noi comuni del trapanese, è il volano dell’economia del nostro territorio e che l’aeroporto lo prevede la Costituzione, nientemeno! Lo sfido pubblicamente, anche davanti a quelli che lo intervistano senza porre nemmeno una domanda difficile, a produrre gli studi e le indagini che lo portano a sostenere una cosa del genere. Il commissario Messineo, persona seria e preparata, Si rifiutò di sborsare soldi, come comune di Trapani, per due motivi. La scarsa trasparenza dell’operazione do co-marketing con Ryanair e perché «in termini di costi – benefici, emerge con evidenza il fatto che comunque, a fronte degli ingenti oneri economici gravanti sugli enti territoriali sottoscrittori dell’accordo, non vi è alcuna certezza in ordine alle contropartite ottenute in termini di flussi turistici, e soprattutto non risulta prevista alcuna forma di corrispettività fra oneri e risultati.». Come fa Ombra a sostenere la convenienza dell’aeroporto se mai nessuno studio è stato fatto sul suo effettivo impatto sull’economia del territorio. Lo sfido, lui e chiunque altro a mostrarmi i dati su cui basa la sua convinzione, che Messineo non condivideva. Si sono forse fatte analisi SWOT? Si sono valutati, cioè, i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce dell’investimento?
    Questi misteriosi “studi” sono stai mai confermati da bilanci e analisi delle ricadute?
    Le ricadute per la società aeroportuale, per il turismo, per l’industria e il commercio del territorio? Dove sono i riscontri economici?
    Cosa ci guadagniamo, ad esempio, noi cittadini di Castelvetrano?
    Come vengono calcolati questi guadagni?
    Tutti questi anni in cui è stato in vigore l’accordo sono passati inutilmente. Si sarebbero dovuti raccogliere dati in relazione all’impatto dell’accordo Birgi-Ryanair e non si è fatto:
    numero passeggeri sbarcati, numero passeggeri decollati, soldi spesi dai turisti “ryanairini”- morti di fame come me- in ristoranti, alberghi, botteghe; dove hanno alloggiato, dove sono andati – a Castelvetrano?, a Selinunte?, a Campobello?, a Partanna ?; cosa hanno apprezzato, tornerebbero? Quanto pane nero di Castelvetrano hanno comprato? E olive? Il budget su cui hanno contato? Vende più cannoli Colicchia da quando c’è l’aeroporto? Quante bottiglie di vino hanno comprato a Marsala? Dove hanno soggiornato e per quante notti? Quanto hanno pagato? Hanno cambiato soldi nei nostri ATM? Quanti? Quali servizi migliorerebbero? Perché hanno scelto di atterrare a Trapani invece che a Palermo? Quanti dei passeggeri atterrati non erano turisti ma siciliani di ritorno da una gita con Ryanair pagata da Pantalone?
    Gli organizzatori de “Le vie dei tesori” di Palermo, nei giorni dalla manifestazione sguinzagliarono decine e decine di giovani a interrogare certosinamente e lungamente quelli che partecipavano o venivano da fuori. Avranno dei dati certi su cui basare la decisione se ripetere o no l’iniziativa, se allargarla, se devono adottare interventi correttivi per il prossimo anno.
    Niente di tutto questo è stato mai fatto per Birgi-Ryanair, tanto paga Pantalone, fino al 2012 quando, finalmente, l’Airgest ha deciso di commissionare uno studio a una ditta specializzata, la KPMG “un network di società indipendenti, affiliate a KPMG International Cooperative, quest’ultima di diritto svizzero, di fornitura di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi”. Sì, avete capito bene! L’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Birgi con i soldi nostri. L’Airgest che ha accumulato decine di milioni di debiti che , prontamente, ha ripianato quest’anno con i soldi dei contribuenti. L’Airgest, che ha tutto l’interesse nel fare risultare conveniente l’accordo di co-marketing perché il “mangiare” le viene da lì. L’Airgest la più diretta interessata a che l’accordo di co-marketing con Ryanair venga giudicato buono commissiona a una società di consulenza, sia pure internazionale, uno studio che dimostri la convenienza del co-marketing. E figurarsi se non glielo dimostra. Avete mai visto una ditta di consulenza che scontenti il committente che paga? Io no. Lo Stato ha, per tramite di un prefetto, commissionato lo studio per vedere se è conveniente spendere tutto questo denaro pubblico per un aeroporto a cento km dal Falcone e Borsellino? No. Non l’ha chiesto chi spende i soldi, noi, per valutare la convenienza. L’ha commissionato l’Airgest, la beneficiaria di quei soldi. È stata un indagine indipendente? Certo che no, dato che il committente è una delle parti interessate, sia pure con la Regione Siciliana socio di maggioranza. Avete presente i periti di parte? Mai nessun perito della nostra parte è stato chiamato a esprimersi. Ci piacerebbe, peraltro, sapere quanto “abbiamo” speso per questa consulenza “obiettiva”.

    Ma andiamo al sodo. Avrebbe certo potuto fare uno studio più serio se le fossero stati messi a disposizione quei dati a cui accennavo prima e che invece mancano. Quindi su che cosa ha basato l’indagine? Su niente. Ha preso un periodo, quello dal 2008 al 2012, e ha registrato i mutamenti avvenuti. Poi li ha legati alla presenza di Birgi. In quel periodo sono aumentate le intraprese economiche? Merito di Ryanair! Se poi le intraprese erano cementifici, cave di sabbia, cartolerie o botteghe alimentari, startup informatiche o scuole di danza, attività legate all’agricoltura e non al turismo non importa!! È aumentato il prezzo dell’olio? Merito o colpa di Ryanair. Sono aumentate le aperture di negozi di abbigliamento? Merito di ryanair. La sottesoli ha aumentato il fatturato? Merito di Birgi. Persino l’edilizia, in questo studio, è stata messa in relazione a Birgi. La gente costruisce più case da quando c’è Birgi. Miracoloso! Ma che c’entra? Sembra che i ‘morti di fame’, noi “Ryanairini”, per lo più gente del luogo che va in gita quasi gratis a Londra o a Parigi, ritornando non solo passano per turisti, ma si innamorino del loro luogo e decidano di costruire case. Si sono presi la briga di controllare nell’anno precedente, il 2007, o anni precedenti, quale fosse il trend, giusto per fissare un riferimento? Hanno confrontato i risultati con i dati della nostra economia prima di Birgi-Ryanair? Cosa è successo alla nostra economia dal 2012 al 2017? Non si sa.

    È un po’ come se io legassi i mutamenti economici della provincia di Trapani alla dichiarazione d’indipendenza del mio terrazzo che è stata fatta proprio nel 2008, unilateralmente da me. Da allora ne sono successe di cose! Persino il comune è stato commissariato a Trapani come anche a Castelvetrano. È colpa del mio terrazzo “libero”? Voi che dite?
    Gli consiglio sin da subito di non tirar fuori questo studio farlocco Della KPMG che anche Messineo conosceva e nemmeno calcolava come cosa seria. E se abbiamo dei giornalisti seri questa sfida dovrebbe arrivare ad Ombra e ai suoi sodali. I nostri politici sono una vera vergogna.

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