Sea Watch, interrogatorio di garanzia per la Capitano, il nodo della "promessa" di sbarco - QdS

Sea Watch, interrogatorio di garanzia per la Capitano, il nodo della “promessa” di sbarco

Pietro Crisafulli

Sea Watch, interrogatorio di garanzia per la Capitano, il nodo della “promessa” di sbarco

lunedì 01 Luglio 2019 - 10:15
Sea Watch, interrogatorio di garanzia per la Capitano, il nodo della “promessa” di sbarco

Ieri sera giunti altri 87 migranti, mentre la Francia accusa, "l'Italia rende tutto isterico" e Salvini "strumentalizza episodi dolorosi". La Comandante Carola Rackete, "L'ingresso al porto manovra compiuta in condizioni di estrema difficoltà. Ma solo per la necessità di salvare delle vite". Smentito il contatto con la motovedetta della Gdf. La Germania, "Liberate Carola". Fico dissente dalla linea del M5s. Il grido "Speriamo che tu venga stuprata!" e l'appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Attacco della Lega Nord alla Chiesa a Marsala

Per comprendere come, se non ci fosse stata dietro la precisa volontà di far propaganda, la situazione della Sea Watch si sarebbe subito risolta, senza creare ad arte frizioni, basta analizzare gli ultimi due sbarchi di migranti, ieri a tarda sera.

Una trentina di migranti, probabilmente tunisini, fra cui alcune donne e un bambino, sono arrivati a Lampedusa intorno alle 23.30, entrando in porto a bordo di una piccola barca.

Altri 46, salvati da un pattugliatore della Guardia di Finanza al largo di Lampedusa su segnalazione della Ong Open Arms, sono sbarcati poco prima della mezzanotte a Pozzallo, nel Ragusano. Altri undici erano stati affidati a una motovedetta e trasferiti subito a Lampedusa per problemi medici.

Sono 87 i migranti sbarcati ieri sera

Un esempio di come si sarebbe potuta gestire la vicenda Sea Watch a Lampedusa se non ci fosse stata dietro una propaganda ormai palese e della quale l’Italia è stata accusata apertamente dalla Francia, secondo la quale il governo di Lega Nord e Movimento cinque stelle “rende tutto isterico” e Salvini “strumentalizza episodi dolorosi”. Ieri intanto, la Germandia, attraverso il capo della diplomazia Heiko Maas, ha avvertito che “soccorrere vite in mare non può essere criminalizzato”.

La “promessa” del governo italiano

E proprio oggi la magistratura comincia ad acquisire informazioni di prima mano su questa vicenda.

Un punto nodale sarà probabilmente rappresentato dalla “promessa” delle Autorità italiane, documentata da questo filmato diffuso venerdì scorso con un tweet.

I rappresentanti della Guardia di Finanza mentre la nave si trovava a cinquecento metri dal porto e cinque Paesi europei avevano già dato la disponibilità di accogliere i migranti, chiedono alla comandante di pazientare perché la situazione si potrebbe sbloccare in tempi rapidi.

Ma così non è stato, e la “strumentalizzazione di episodi dolorosi” è continuata.

Fino a quando la Comandante Carola Rackete non ha deciso di forzare il blocco.

L’interrogatorio della Comandante

Stamattina poco dopo le otto Carola Rackete è partita da Lampedusa diretta ad Agrigento accompagnata da una motovedetta della Finanza. Alle 15.30 in tribunale si svolgerà l’interrogatorio nel corso dell’udienza di convalida del suo arresto.

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, il suo vice Salvatore Vella e il pubblico ministero Gloria Andreoli hanno chiesto la convalida dell’arresto di Rackete.

I reati contestati sono rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate.

I pm chiedono solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento.

“Volevo solo salvare vite”

“Non volevo speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, volevo solo salvare delle vite in pericolo. Ho fatto un errore”.

Era già stato sottolineato più volte come quella per l’ingresso nel porto di Lampedusa non sarebbe stata una manovra facile, viste le dimensioni del molo dove attraccare.

“È stata fatta una manovra – ha spiegato la Capitano al proprio avvocato, Salvatore Tesoriero, che l’ha riferita ai giornalisti – compiuta in condizioni di estrema difficoltà. Ma non c’è stato alcun atto criminale, solo la necessità di salvare delle vite”.

“Non c’è stato alcun contatto” con la motovedetta della Finanza, ha detto poi, confermando quanto affermato da alcuni dei deputati a bordo della nave.

L’avvocato aveva anticipato che una possibile strategia difensiva sarà quella di contestare il fatto che la motovedetta della Gdf sia una “nave da guerra”.

E sarà questo uno degli elementi che verrà sollevato molto probabilmente nell’interrogatorio di convalida davanti al Gip.

La Germania, liberate Carola

Il ministro dello Sviluppo tedesco Gerd Mueller si aspetta “una rapida reazione” da parte dell’Ue sull’arresto della comandante della Sea Watch, la nave “era in gravi difficoltà”. “Mi aspetto che Bruxelles mandi un chiaro segnale e chieda l’immediata liberazione”, ha detto il membro del governo Merkel al “Passauer Neue Presse”.

M5s, Fico dissente dalla linea del Movimento

E il presidente della Camera, Roberto Fico, parlando al convegno “Corridoi umanitari per un’Europa solidale'” in corso a Montecitorio, ha contestato la linea non solo di Salvini ma anche del premier Conte e del capo politico del M5s Luigi Di Maio, affermando: “Non è costruendo muri che si gestisce il fenomeno migratorio. Non è così che un grande Paese come l’Italia può pensare di far fronte a un fenomeno epocale. Tutti i muri, infatti, sono destinati a essere superati o abbattuti. Lo dice la nostra storia”.

“Speriamo che tu venga stuprata!”

Intanto un appello al Parlamento, perché faccia chiarezza sugli insulti sessisti, sulle minacce e sulle ingiurie nei confronti della capitana della Sea Watch, e al presidente della Repubblica, perché tuteli i diritti delle vittime di reato è stato presentato da associazioni e sindacati torinesi, che stigmatizzano “ogni comportamento volto a calpestare diritti costituzionalmente garantiti”.

E si oppongono “all’odio, razziale o di genere che sia”.

“Abbiamo assistito attoniti – si legge nell’appello – allo sbarco di quanti si trovavano a bordo della Sea Watch, accompagnato non da un sospiro di sollievo per le vite salvate, ma da insulti sessisti, minacce e ingiurie non degne di un Paese civile. Quelle frasi sono una ferita profonda a tutti e a tutte coloro che si riconoscono nei valori fondanti del nostro Paese”.

“La magistratura ha indagato la capitana Rackete e nei suoi confronti applicherà la legge con il rigore e l’indipendenza che le è propria; ci aspettiamo che il medesimo rigore venga applicato nell’esercitare l’azione penale anche nei confronti di coloro che all’alba del 29 giugno, nel porto di Lampedusa, con gli auguri di stupro, gli apprezzamenti volgarmente sessisti, hanno offeso tutti quegli uomini e quelle donne che si riconoscono nei principi della Costituzione”.

In diversi filmati che circolano su internet si può sentire infatti, mentre la Comandante attraversa il molo dopo l’arresto, una voce che urla “Speriamo che tu venga stuprata!”, proveniente dal gruppo guidato dalla rappresentante della Lega Nord Angela Maraventano.

“Diffamazioni leghiste” a Marsala

“Sto subendo un personale attacco diffamatorio dalla signora Fanny Montalto, attraverso un post pubblicato su Facebook. L’attacco è anche rivolto alla Chiesa Cattolica e alle sue strutture caritative di accoglienza. Secondo la signora, la Chiesa ed io facciamo ‘campagna elettorale’ perché ricordiamo che salvare le vite umane in mare è prioritario e che lasciare 42 persone su una imbarcazione è ingiusto e disumano”.

Lo afferma don Francesco Fiorino, un prete che da anni, a Marsala, è impegnato in iniziative in favore di chi ha difficoltà ad avere un pasto o un tetto.

Fanny Montalto, ex consigliere comunale socialista, vedova di Enzo Genna, che è stato sindaco socialista di Marsala, adesso ha aderito alla Lega Nord di Salvini.

La polemica su facebook, come raccontano entrambi, ma con versioni diverse, è divampata dopo uno scontro verbale tra don Fiorino e la Montalto al termine della messa del 24 giugno, nella chiesa di San Giovanni al Boeo.

“Nella affollata chiesa di san Giovanni al Boeo di Marsala – racconta don Francesco Fiorino – la signora Montalto ha più volte gridato che io e la Chiesa abbiamo fatto affari con gli sbarchi e che ‘la Chiesa e la sinistra in Italia ci avete rovinato’. La signora ha diverse volte inveito verso di me dicendo: ‘Vergogna. Vergognatevi. Fate allontanare le persone dalla Chiesa”.

“Ho soltanto ricordato ai fedeli presenti che 42 persone nel nostro mare Mediterraneo stavano soffrendo da più giorni perché non veniva dato loro il permesso di sbarcare a Lampedusa”.

“Attacco alla Chiesa preoccupante”

Per don Fiorino “questo attacco al sottoscritto e alla Chiesa Cattolica è sintomatico e preoccupante”.

Sul suo profilo facebook, invece, Fanny Montalto scrive: “L’omelia partita dalla nascita di San Giovanni Battista si è conclusa con un perentorio: ‘E chi è della Lega o simpatizza per questo governo non dovrebbe nemmeno entrare in chiesa!’. Profondamente rammaricata dell’uso strumentale della religione per la lotta politicante, al termine della Messa, ho chiesto al sacerdote di potergli parlare. ‘Non ho tempo! Forse un altro giorno’. Non ho accettato di essere rimandata e a viso aperto gli ho chiesto di chiarire le sue parole e per tutta risposta un infamante: ‘Se ne vada! Vada via!'”

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