Sicurezza sul lavoro, il presidente Mattarella, "è priorità sociale, basta tragedie, occorre reagire" - QdS

Sicurezza sul lavoro, il presidente Mattarella, “è priorità sociale, basta tragedie, occorre reagire”

redazione

Sicurezza sul lavoro, il presidente Mattarella, “è priorità sociale, basta tragedie, occorre reagire”

domenica 13 Ottobre 2019 - 10:47
Sicurezza sul lavoro, il presidente Mattarella, “è priorità sociale, basta tragedie, occorre reagire”

Il messaggio del Capo dello Stato per la manifestazione nazionale di oggi a Palermo. "Prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme". L'Anmil ricorda che in Italia nel 2018, i morti sono stati 1.218. I sindacati, "è una strage, una guerra". La sottosegretario Francesca Puglisi, "Fermare la mattanza, assumere ispettori". La Cgil, "Non incidenti ma omicidi colposi". L'allarme per gli stranieri

“La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità”.

Questo il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contenuto in un telegramma inviato in occasione della 69/ma edizione della Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro che si svolge oggi a Palermo organizzata dall’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), che torna a chiedere interventi sulla sicurezza per ridurre le morti bianche e il bilancio delle vittime di incidenti, ancora molto alto.

Mattarella sottolinea il valore della formazione

“Iniziative come quelle che si promuovono oggi in tutto il territorio nazionale – ha scritto Mattarella nel suo messaggio all’Anmil – accrescono la consapevolezza del valore della formazione. Tutti, dai dirigenti dell’impresa ai singoli lavoratori, sono chiamati a prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme e degli standard più avanzati e l’impegno comune è condizione per raggiungere il traguardo di una maggiore sicurezza”.

Secondo il Capo dello Stato “Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell’organizzazione stessa del lavoro. Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi. Serve un’azione continua, rigorosa, di prevenzione. L’applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie”.

Il sindaco Orlando, il lavoro è esercizio di un diritto umano

“Il tema centrale è non considerare il lavoro la contro prestazione di una retribuzione. Il lavoro è l’esercizio di un diritto umano che vede al centro di ogni ragionamento la persona e non lo scambio tra attività lavorativa e denaro. Solo così possiamo garantire la sicurezza” ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando inaugurando il restaurato monumento di Vittorio Gentile alle vittime del lavoro nei giardini di Via Campolo, e ha aggiunto che “occorre un forte cambiamento culturale che ci porti a smettere di considerare il lavoro come un patto economico”.

La sottosegretario Puglisi, fermare la mattanza

La sottosegretario al lavoro Francesca Puglisi, nella manifestazione svoltasi nel complesso monumentale dello Spasimo a Palermo, ha detto: “Ogni giorno muoiono in media tre persone in incidenti sul lavoro, oltre 700 dall’inizio dell’ anno, una vera mattanza. Il governo ha assunto l’impegno di dotare il nostro Paese del piano strategico per la sicurezza nei luoghi di lavoro,i una risposta importante in linea con quanto dettato dall’Ue”.

Campo a Musumeci, non incidenti sul lavoro ma omicidi colposi

“In Sicilia – ha detto il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – si continua a morire di lavoro: a metà ottobre i morti erano cinquantuno, con un aumento secondo gli ultimi dati del tredici per cento rispetto allo scorso anno: un’interminabile e inaccettabile strage”.

“Questi – ha sottolineato il sindacalista – non sono incidenti sul lavoro, molti sono omicidi colposi e di tutto ciò una grande responsabilità é del governo regionale, che ha sempre annunciato e mai predisposto interventi sulla prevenzione, sia nella direzione del controllo sia sulla medicina del lavoro. Si tratta di un caso o non é invece un modello di crescita della nostra regione, dove cinquanta o cento morti per loro non fa nessuna differenza?”.

Sarà aumentato l’organico dell’Ispettorato del Lavoro

Campo ha denunciato che “il numero di ispettori per contrastare il dilagare del fenomeno del lavoro nero da anni, come denunciano i sindacati, si conta sulle dita di una mano. Da tempo chiediamo assunzioni per aumentare i controlli e la prevenzione e non otteniamo risposta”.

E Francesca Puglisi ha annunciato che il governo aumenterà “di 150 unità l’organico dell’ispettorato nazionale del lavoro: serve più personale perchè nonostante le risorse siano oggi molto limitate l’ispettorato nel 2018 ha effettato 20492 controlli e ha accertato un tasso d’irregolarità pari a circa l’82%”.

Sicurezza sul lavoro come priorità del governo nazionale

“Riteniamo – ha detto la Sottosegretario – i controlli fondamentali e dunque vanno incrementati, perché la salute e la sicurezza sul lavoro costituiscono una priorità nell’azione politica del governo. Una piaga gli incidenti e le morti sul lavoro da prendere di petto e affrontare con risolutezza. Non ci può essere un mercato del lavoro sano senza adeguata tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Non ci sono state solo le parole del presidente del Consiglio all’atto del suo insediamento. Ma nel ministero del Lavoro è stato convocato un tavolo di confronto, riunitosi già due volte, sui temi della sicurezza. Per la prima volta lo fanno insieme i ministri del Lavoro e della Sanità in un confronto con le parti coinvolte”.

“Dalla prima riunione del tavolo – ha spiegato – è emersa l’esigenza di aggiornare il dl 81 del 2008 di cui dopo dieci anni mancano 15 decreti attuativi. E allo stesso tempo pensiamo che quel testo vada anche cambiato perché sono intervenuti cambiamenti epocali nel mercato del lavoro e alle sue modalità di organizzazione, basti pensare ai lavoratori delle piattaforme digitali. Inizieremo martedì a votare gli emendamenti al testo del decreto crisi dove daremo sicurezza anche ai lavoratori delle piattaforme digitali”.

“Un errore le gare al massimo ribasso”

“Dobbiamo contrastare – ha aggiunto – il lavoro nero e il caporalato. Aver inserito nello sblocca Italia le gare al minor prezzo ovvero al massimo ribasso è stato un errore che dobbiamo correggere. E si può fare anche per via regolamentare amministrativa senza impegnare il Parlamento per mesi bloccando cantieri e opere”.

I tre spot sugli incidenti sul lavoro

Durante la giornata sono stati mostrati i tre spot, realizzati dal regista Marco Toscani, sul tema “Non raccontiamoci favole sul lavoro non c’è sempre il lieto fine”, in cui si vedono Pinocchio, capitan Uncino e la Bella addormentata, vittime di incidenti sul lavoro.

Gli spot saranno trasmessi sulle reti Rai e sugli schermi degli Autogrill col supporto di Autostrade per l’Italia.

I sindacati sulle morti bianche, “Strage e guerra”

E sulle morti bianche delle prese di posizione forti, alla vigilia della manifestazione di Palermo, erano venute ieri dal fronte sindacale: il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini a proposito di morti sul lavoro ha parlato di “strage” con 17.000 decessi dal 2009.

Gli hanno fatto eco il segretario della Uil Carmelo Barbagallo che ha chiesto di “fermare questa strage” e la segretario della Cisl, Annamaria Furlan, che ha sottolineato come si tratti di “una strage terribile. Come una guerra”.

L’Associazione dei mutilati e invalidi sul lavoro ha ricordato che a fronte di circa 645.000 denunce di infortuni, in Italia nel 2018, i casi mortali sono stati 1.218, una settantina in più rispetto al 2017, con una crescita annua del 6%.

Secondo i dati dell’Inail non ancora definitivi le morti sul lavoro accertate nell’anno sarebbero 704 con un aumento del 4%.

Nei primi otto mesi del 2019 – ha sottolineato l’Anmil sulla base dei dati Inail – sono state presentate oltre 416.000 denunce di infortunio, con 685 episodi mortali (-3,9% sullo stesso periodo del 2018).

“Non possiamo tuttavia parlare – ha affermato il presidente dell’Anmil, Zoello Forni – di miglioramento del bilancio infortunistico, dal momento che il dato riferito al 2018 è pesantemente influenzato dal tragico crollo del Ponte Morandi e dagli incidenti stradali avvenuti a Lesina e Foggia, eventi che da soli avevano determinato ben 31 morti sul lavoro”.

Il presidente Anmil, “Non cogliamo miglioramenti”

“Il fenomeno ci preoccupa molto – ha aggiunto – proprio perché non cogliamo segnali per una prospettiva di miglioramento. E sono sempre più numerosi i lavoratori immigrati, come quelli di origine indiana che hanno perso la vita di recente in provincia di Pavia, morti in quelle attività estremamente gravose e pericolose che vengono a loro riservate da un sistema produttivo in cui permangono ancora ampie sacche di irregolarità”.

L’allarme per i lavoratori d’origine straniera

A fronte per gli incidenti di un calo del 5,1% dei lavoratori italiani, si registra un aumento dell’1,6% di quelli di origine straniera.

“Di fronte agli infortuni e ai morti che non diminuiscono – ha avvertito Forni – dobbiamo cambiare strategia, scendere in campo con nuove energie, lanciare un grande progetto per il Paese. Nessuno può ignorare la gravità di questi numeri né dimenticare che dietro a ogni singolo incidente ci sono cause che potevano essere prevenute con adeguate misure di sicurezza, con la sensibilizzazione e la formazione, con i controlli e con tutti i mezzi che le norme ci offrono per evitare queste tragedie”.

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