Sinergia pubblico-privato per valorizzare i Beni culturali - QdS

Sinergia pubblico-privato per valorizzare i Beni culturali

Desiree Miranda

Sinergia pubblico-privato per valorizzare i Beni culturali

mercoledì 08 Gennaio 2020 - 06:00
Sinergia pubblico-privato per valorizzare i Beni culturali

Il presidente della Regione e assessore ad interim Nello Musumeci, ha parlato al QdS delle difficoltà dell’Art Bonus nell’Isola. “Stiamo portando avanti azioni di sensibilizzazione e puntiamo a snellire la burocrazia per accedere alla misura del Dl 83/14”

CATANIA – In Sicilia siamo ricchi di beni culturali, ma qui, spesso, sono poco curati, se non abbandonati a se stessi. Per fare fronte alle carenze dell’amministrazione pubblica, sia regionale che nazionale, il decreto legge n.83 del 31 maggio 2014 ha introdotto l’Art Bonus. Un aiuto sotto forma di credito d’imposta al 65%, per i privati che decidono di fare erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

In quattro anni la misura ha prodotto molto, ma in Sicilia non ha fatto faville. Abbiamo chiesto al presidente della regione Siciliana, Nello Musumeci, nonché assessore ad interim ai Beni culturali, da quando l’assessore Sebastiano Tusa non c’è più, cosa si può fare e cosa si sta facendo per migliorare le condizioni dei siti siciliani.

In Sicilia c’è poco interesse da parte di mecenati per gli investimenti in Art Bonus. A cosa addebita questa situazione?
“Abbiamo, rispetto al Nord, un ritardo causato dalla mancanza di grossi gruppi imprenditoriali siciliani che scommettano sui beni culturali. La crisi che sta vivendo il meridione d’Italia si ripercuote anche, e soprattutto, sui temi che riguardano la cultura. Un tessuto imprenditoriale asfittico non favorisce iniziative di ampio respiro culturale. Stiamo portando avanti, attraverso le nostre strutture, azioni di sensibilizzazione verso l’utilizzo dell’Art bonus e anche verso lo snellimento della burocrazia nella gestione delle pratiche relative all’accesso. Un dato evidente è che gli imprenditori soffrono l’eccessiva farraginosità dell’iter che gli consente successivamente di accedere a crediti d’imposta”.

Cosa sta facendo la Regione per fare conoscere l’iniziativa?
“L’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana ha già organizzato nello scorso aprile il seminario ‘Art bonus, valorizzare i beni culturali’. La partecipazione dei responsabili del ministero e dell’Agenzia delle entrate ha fatto chiarezza sullo stato dell’arte in Sicilia. Inoltre, lo scorso mese, un ulteriore incontro realizzato dalla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana dal titolo ‘Art bonus, mecenati di oggi per la Sicilia di domani’ ha visto l’intervento di Andrea Grigoletto, consulente legale in tema di beni culturali che opera a Venezia. Ritengo l’Art bonus uno strumento che, con il supporto dei privati, possa essere di grande ausilio per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali siciliani. La sinergia tra pubblico e privato è un binomio che, certamente, può dare nuovo impulso a forme moderne di valorizzazione nel campo della cultura”.

Che destino hanno i piccoli siti? Se non sovvenzionati da nessuno saranno a carico della Regione o sono destinati a morire?
“Con la recente creazione, dopo venti anni dalla legge istitutiva, dei 14 Parchi archeologici regionali, i siti cosiddetti “minori” sono stati accorpati ai Parchi stessi. Saranno loro a gestire i piccoli siti e, grazie all’autonomia di cui dispongono, potranno sostenere i luoghi della cultura a torto considerati minori, mettendo in atto tutte le azioni di tutela e valorizzazione grazie alle risorse economiche derivanti dagli introiti del sito principale”.

Intanto il governo Musumeci ha dato il via alla progettazione esecutiva per i lavori di manutenzione dei Parchi archeologici siciliani. Con uno stanziamento di tre milioni di euro, il dipartimento regionale tecnico, grazie all’accordo stipulato con il dipartimento dei beni culturali, gestirà le procedure finalizzate alla progettazione esecutiva e direzione dei lavori, mettendo a disposizione le figure professionali occorrenti. Altri diciassette milioni di euro, già impegnati, serviranno per realizzare recinzioni, video-sorveglianza, servizi igienici, segnaletica, punti informazioni, illuminazione artistica.

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