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Operazione “Ludos” Siracusa e Augusta, scommesse abusive online ed usura

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Operazione “Ludos” Siracusa e Augusta, scommesse abusive online ed usura

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giovedì 30 Settembre 2021 - 08:01

Smantellata associazione a delinquere, alcuni dei membri percepivano reddito di cittadinanza, nonostante il giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. Rapporti all'estero con Malta

La Polizia di Stato di Siracusa sta eseguendo diverse custodie cautelari, in ottemperanza all`Ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse on-line attraverso siti illegali, esercizio abusivo dell’attività di credito ed usura.

Nello specifico, le indagini esperite dagli investigatori della Squadra Mobile di Siracusa e del Commissariato di P.S. Augusta, coordinate dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Siracusa, dott. Fabio Scavone e dai Sostituti Procuratori, dott.sse Donata Costa e Francesca Eva, hanno consentito di disarticolare una vera e propria associazione per delinquere il cui “core business” si sostanziava nell’esercitare abusivamente l`attività di gioco e scommesse in quanto, privi di concessione autorizzatoria o licenza ai sensi dell`art. 88 tulps.

Siti online di scommesse, credito e usura ai giocatori

Con riferimento al ruolo dei promotori, nonché capi dell’organizzazione, questi ultimi, fungendo quale raccordo tra i due distinti gruppi di gestione dei siti illegali di scommesse ed avvalendosi del rapporto con i gestori, nazionali ed esteri, riuscivano ad ottenere dagli stessi il credito necessario per l’esercizio del gioco senza anticipare denaro, così fidelizzando i giocatori e assumendo credito, anche usurario, nei loro confronti.

Il tutto, con l’aggravante dalla transnazionalità avendo l’associazione per delinquere in commento propaggini anche all’estero, in particolare a Malta.

Nonostante il giro di affari di centinaia di migliaia di euro, alcuni dei partecipi all’associazione, mediante dichiarazioni mendaci, senza i requisiti prescritti, percepivano il reddito di cittadinanza producendo, inoltre, un contratto d’affitto fittizio al fine di aumentare l’importo del sussidio percepito.

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