Strage di Capaci, "Un ex poliziotto mise l'esplosivo" - QdS

Strage di Capaci, “Un ex poliziotto mise l’esplosivo”

redazione

Strage di Capaci, “Un ex poliziotto mise l’esplosivo”

mercoledì 23 Ottobre 2019 - 08:49
Strage di Capaci, “Un ex poliziotto mise l’esplosivo”

Lo ha rivelato Pietro Riggio, un pentito, ex agente della polizia penitenziaria affiliato ai clan nisseni. A chi gli chiedeva perché non ne avesse parlato prima ha risposto, "Adesso i tempi sono maturi per trattare certi argomenti"

C’è un nuovo tassello che si aggiunge ai tanti misteri sulla strage di Capaci.

A rivelarlo, alcuni mesi fa, dopo la sentenza sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, è stato Pietro Riggio, di 54 anni, un ex agente della polizia penitenziaria e mafioso del clan di Caltanissetta, che dal 2009 collabora con la giustizia.

Riggio ha parlato di un ex poliziotto, soprannominato “il turco”, che il 23 maggio 1992 avrebbe sistemato sotto l’autostrada l’esplosivo che avrebbe fatto saltare in aria, uccidendoli, gli occupanti della vettura a bordo della quale si trovavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta.

Come riportato da Repubblica e altri organi di stampa, il pentito ha chiesto di tornare nuovamente davanti ai magistrati che indagano sulle stragi Falcone e Borsellino.

Riggio è uno dei pentiti che hanno parlato anche del leader di Confindustria Antonello Montante.

“Il ‘turco’ – ha messo a verbale Riggio davanti ai pm di Caltanissetta – mi aveva confidato di aver partecipato alla fase esecutiva delle strage Falcone. Si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, operazione eseguita tramite l’utilizzo di skate-bord”.

Quando il procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci e quello di Firenze Luca Rurco gli anno chiesto perché non avesse mai parlato prima di questo ex poliziotto, Riggio ha risposto: “Fino a oggi ho avuto paura di mettere a verbale certi argomenti, temevo ritorsioni per me e per la mia famiglia. Ma, adesso, i tempi sono maturi perché si possano trattare certi argomenti”.

Anche la Procura nazionale antimafia ha parlato, nel corso di una riunione top secret, del collaboratore.

I verbali sono stati depostati alcuni mesi fa al processo bis per la strage di Capaci.

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