Tant’è - QdS

Tant’è

Pino Grimaldi

Tant’è

sabato 23 Novembre 2019 - 00:00

Trovare un paese del pianeta Terra ove tutto vada bene: impossibile. Ad essere fortunati si trova qualche oasi sperduta in un deserto o piccola isola in uno degli Oceani ove, a conti fatti, si può anche vivere senza troppi problemi, tasse, disordini, carestia, fame, sete, alluvioni e similari.
In apparenza stando ai dati, se trasposti su elementi biblici, appaiono quasi di inizio apocalisse e la follia edonistica che pervade il mondo pendant della odiosità esistente tra persone, gruppi o Stati, come ciò che ineluttabilmente porterà alla fine del pianeta Terra, cosi come conosciuto e vissuto per miliardi di anni.

A fronte di tanto – e pauroso e sbrindellato – uno sviluppo della tecnologia più che logaritmica con un cambiamento antropologico vero che porta a creare sempre nuove possibilità con il fine ultimo di una vera intelligenza artificiale che eliminerà quella che il nostro cervello non fatto di ruote e bulloni ha maturato in miliardi di anni.

Il gap generazionale enorme, mai avutosi nel tempo passato nell’unità di tempo, sbilancia la stabilità di ogni cosa: dal comportamento proprio ed interpersonale a quello politico, religioso, industriale, commerciale, economico,culturale.

Dire “nulla è più come prima” non è il leitmotiv degli anziani “laudatores temporis acti”, ma verità sotto gli occhi di tutti ed ovunque.
Non esiste più continuità in alcuna dimensione umana; soprattutto non si ha il tempo – penso ai giovani – di adattarsi ad una che già un’altra sopravanza: un costante impegno, per cercare di essere “à la page” con un dispendio di risorse umane ed economiche impensabili e francamente difficili.

Ciò che era un tempo certezza è stato cancellato e si vive non il presente ma un ipotetico – ma via via realizzato – futuro che non si riesce a godere perché già passato e dare dunque spazio ad un altro che si sovrappone ed annulla l’oggi.

L’aumento degli stati di sofferenza psichica per inadeguatezza di adattamento regna ovunque e l’infelicità – alias depressione – o le manifestazioni paranoidee – di potenza assoluta – battono moneta su una umanità in crescita ad onta della crisi demografica di molti paesi che tutti assieme vedono aumentare la percentuale di anziani di cui prendersi cura per il miglioramento delle terapie che inducono a volte quasi a pensare che la morte sia un accidente da potere evitare.

Di recente, su un asteroide giunto sulla Terra sono state trovate tracce di Rna (acido ribonucleico) parte essenziale della vita umana. Allerta degli scienziati per studiare stavolta la “vera” possibilità di vita su altri pianeti dell’Universo forse implosi od ancora esistenti (?) che danno un senso: “tutto ciò che nasce prima o dopo muore”. E’ lecito allora domandarsi: fino a quando ci illuderemo di potere controllare la natura che ha una sua benignità, ma anche una beffardaggine eterna?

Non lo si chieda ai politici. Sono come Giuda Iscariota: non poteva non tradire il Cristo perché altrimenti non ci sarebbe stata la Croce e quanto da essa per la umanità è disceso.

Tant’é.

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