Terrorismo, "Ombre nere" sull'Italia, 19 indagati - QdS

Terrorismo, “Ombre nere” sull’Italia, 19 indagati

redazione web

Terrorismo, “Ombre nere” sull’Italia, 19 indagati

giovedì 28 Novembre 2019 - 10:26
Terrorismo, “Ombre nere” sull’Italia, 19 indagati

La Polizia sequestra armi ed esplosivi in tutt'Italia a estremisti di destra e 'ndranghetisti che volevano costituire un partito neonazista. L'indagine della Digos di Enna. Di recente scoperto un gruppo che voleva far saltare una moschea nel Senese e un altro che possedeva un missile

La Polizia di Stato ha eseguito in diciassette città d’Italia numerose perquisizioni a carico di soggetti legati a gruppi dell’estrema destra che volevano costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita.

Il “Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori”

Questo nascente “Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori” era formato da estremisti di destra, che, secondo gli investigatori, avevano anche fatto riferimento a una disponibilità di armi ed esplosivi. Ma non solo.

In un tweet la Polizia ha mostrato le immagini agghiaccianti delle armi e degli esplosivi sequestrati stamattina, insieme a giubetti antiproiettile, mazze da baseball, balestre, katane giapponesi, fucili di precisione, bandiere con croci uncinate e pubblicazioni inneggianti a Hitler e Mussolini e gadget raffiguranti i due dittatori.

Anche i filmati delle armi trovate in tutt’Italia

Insomma, è stato scoperchiato un vaso di pandora, ma sulla vicenda si continua a mantenere un certo riserbo perché le indagini non sono concluse.

La Polizia di Stato ha anche diffuso un tweet con un filmato sulle armi trovate durante le perquisizioni in tutt’Italia.

Ex “legionario” esponente di spicco delle ‘ndrine

Tra le persone coinvolte nel tentativo di creazione di un partito filonazista e antisemita c’è infatti anche un pluripregiudicato calabrese, ex “legionario” ed esponente di spicco della ‘ndrangheta.

L’uomo, con un passato da collaboratore di giustizia, è stato referente di Forza Nuova per il ponente ligure.

La notizia fa particolarmente scalpore dopo le recenti dichiarazioni del direttore della Dia Giuseppe Governale sul radicamento delle ‘ndrine nel tessuto economico del nord. Leggi l’articolo del Qds.it.

Attività di reclutamento “nazista” tramite i social

Gli investigatori hanno sottolineato che gli estremisti di destra avevano condotto attività di reclutamento attraverso i propri account social.

Le indagini svolte dalla Digos (Divisione investigazioni generali e operazioni speciali) di Enna, diretto dalla commissario Rosa Cascio, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono state dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Caltanissetta. I 19 decreti di perquisizione domiciliare sono stati emessi dalla Procura Distrettuale di Caltanissetta d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

In chat l’addestramento “militare” dei militanti

Gli indagati coinvolti nell’operazione della polizia contro l’estrema destra, i quali tentavano di creare un partito filonazista, avevano anche creato una chat chiusa denominata “Militia”, finalizzata all’addestramento dei militanti.

Il gruppo cercava inoltre di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come “Aryan Withe Machine – C18” (gruppo che ha dei riferimenti ai “Combattenti di Adolf Hitler” ed è espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese) ed il partito d’estrema destra lusitano “Nova Ordem Social”.

E’ stata anche verificata la partecipazione di alcuni componenti alla “Conferenza Nazionalista” svoltasi lo scorso dieci agosto a Lisbona con l’obiettivo di creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione “nazionalsocialista” di Portogallo, Italia Francia e Spagna.

In quell’occasione, un’indagata era stata anche relatrice, distinguendosi per un intervento dall’accesa retorica antisemita.

Ai vertici del gruppo una donna padovana “Sergente maggiore di Hitler”

La donna, un’impiegata incensurata di 48 anni di Cittadella (Padova) sposata – il marito non sapeva nulla – e con figli, era nel direttivo nazionale dell’autonominato ‘Partito Nazionalsocialista Italiano dei lavoratori’.

La donna si faceva chiamare “Sergente maggiore di Hitler” e aveva il compito di reclutamento e diffusione di ideologie xenofobe.

La Digos di Padova oggi ha proceduto a una perquisizione nei confronti della donna.

In casa sua gli investigatori hanno trovato materiale per la propaganda, striscioni con svastiche e altri loghi antisemiti, bandiere naziste. La donna aveva partecipato a manifestazioni di Forza Nuova anche in Veneto.

La padovana chattava sul Facebook russo

Anche lei, come il resto del gruppo, chattava con VContact, il facebook russo, per evitare di essere tracciata dalla polizia europea e italiana.

La polizia stamane le ha sequestrato volantini, striscioni, materiale inneggiante Hitler, bandiere con svastiche e insulti a Emanuele Fiano.

Tutto era nascosto dietro a un armadio.

Le risultanze delle perquisizioni e i collegamenti tra ultradestra e Russia, rimandano all’inchiesta giornalistica presentata nelle scorse settimane su Report e dalla quale emergevano contiguità tra la Lega Nord, gli oligarchi russi, l’ultracattolicesimo nazionale e internazionale e soprattutto i gruppi eversivi della destra razzista e xenofoba.

La ragazza di 26 anni che vinse il titolo di Miss Hitler

Nel variegato mondo degli estremisti che stavano tentando di organizzare un gruppo neonazista, c’è anche una 26enne di Milano che avrebbe partecipato e vinto il titolo di “Miss Hitler”.

A seguito delle perquisizioni, sono anche stati sequestrati due coltelli, tre cellulari, due computer e un tablet, diverso materiale di area politica di estrema destra, un busto di Benito Mussolini, libri sull’antisemitismo e sul fascismo.

Le minacce a Fiano e a Laura Boldrini

“L’inquietante volantino – si legge in una nota del Pd – ritrovato nel corso delle perquisizioni contro i gruppi di estrema destra a Padova contro il nostro deputato Emanuele Fiano, i manifesti insultanti che ancora una volta si scagliano contro Laura Boldrini comparsi sui muri di diverse città italiane, sono episodi gravi e allarmanti che meritano una risposta forte da parte di tutte le istituzioni e l’individuazione dei responsabili”.

“Proprio nel giorno in cui l’azione della Digos ‘Ombre nere’ porta alla luce l’esistenza del tentativo di costituire un’organizzazione filonazista, xenofoba e antisemita – viene sottolineato -, denunciamo il ripetersi di intollerabili attacchi a esponenti del Partito democratico. Di certo non ci faremo intimidire, ma nessuno può pensare di sottovalutare questi segnali”.

Tra il materiale sequestrato, il programma razzista

“La difesa dell’identità nazionale e della razza è un valore etico, che deve essere regolato solo con la promulgazione di norme che conferiscono dei vantaggi agli appartenenti al Popolo”.

Si legge questo al capitolo 12 dei 25 che costituiscono il programma del Nsab, Nationasozialistiche Arbeiter Bewegung (Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori) trovato in una delle perquisizioni nell’ambito dell’operazione “Ombre Nere”.

Un vademecum razzista sul quale si fonda lo “Stato Nazionale” che, viene detto, “è composto da tre categorie di persone: gli Appartenenti, gli Aggregati al Popolo, gli Stranieri”.

L’onestà viene definita “prima garanzia etica che deve regolare ogni rapporto politico, sociale o giuridico”, ma deve anche “tutelare la razza e difesa dell’identità nazionale, nel rispetto della forma etica”.

“Al momento della costituzione – si legge nel farneticante documento – appartengono al popolo tutti gli individui che erano già precedentemente titolari di tale diritto, irrinunciabile ed inalienabile, successivamente trasmesso ai loro figli naturali, secondo il principio dello jus-sanguinis”. Lo Stato Nazionale “è una Repubblica” e “il Governo Ordinario è nominato dal Comandante della Nazione” e “resterà in carica a tempo indeterminato su fiducia consultiva del Parlamento”.

Come la Lega, i nazisti propugnavano le “lingue regionali”

Una voce rilevante del documento è quella del “mantenimento delle lingue regionali”, che fu uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord.

“Il rispetto e la giusta regolamentazione delle usanze e delle tradizioni delle comunità locali, in modo particolare il mantenimento delle lingue regionali…lo Stato incentiverà le tradizioni per farle divenire un sostegno”.

Inoltre “I magistrati, i difensori e i pubblici ministeri non debbono avere possibilità di carriera poichè elevarsi non per merito delle proprie capacità, ma profittando del momento, delle disgrazie o dell’incapacità altrui, è eticamente contrario ai valori del Movimento. L’aver ben adempiuto al proprio dovere è l’unica forma di appagamento nello svolgimento di questa funzione pubblica”.

Tasse unicamente come “atto volontario”

Si parla poi nel documento del fatto che “l’applicazione della tassazione sull’opera lavorativa è contraria al valore etico dello Stato Nazionale perché non scaturita da un atto volontario”.

Il viceministro Mauri, “Difendere la Costituzione dall’eversione”

“In Italia aumentano e si diffondono forze estremiste di destra. L’indagine di oggi sull’eversione di destra ramificata in tutto il Paese che ha coinvolto nelle operazioni Enna e altre diverse città italiane è solo l’ultimo di una sequenza di fatti che non dobbiamo sottovalutare. Di fronte a questa escalation pericolosa la risposta dello Stato è stata tempestiva e determinata”.

Lo ha detto il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri, aggiungendo: “Si tratta di difendere la Costituzione e i valori democratici della Repubblica contro ogni deriva. Per questo desidero inviare un grande ringraziamento alle Forze dell’Ordine, agli uomini della Digos e del Servizio Antiterrorismo, per lo straordinario lavoro svolto nelle indagini”.

L’annuncio dell’operazione con un primo tweet

A dare l’annuncio dell’operazione, denominata “Ombre nere” e scattata nella notte, era stata la stessa Polizia di Stato con un primo tweet.

L’inchiesta avviata da due anni

L’inchiesta, avviata da circa due anni, è condotta in collaborazione con gli uffici politici delle questure di Siracusa, Messina, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Cremona, Genova, Imperia, Livorno, Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro.

L’attività – diretta dalla Procura distrettuale di Caltanissetta – viene svolta sotto il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Fiano (Pd) ringrazia le Forze dell’Ordine

Il deputato dem Emanuele Fiano, fatto segno di minacce in un volantino sequestrato durante la perquisizione, su Facebook ha ringraziato “le Forze dell’Ordine per l’incessante opera di prevenzione” sul fenomeno, “troppo spesso” dimenticato dalla politica nonostante “le minacce a Liliana Segre, a molti di noi” e “dopo il sequestro di armi in provincia di Pavia ad un’organizzazione neofascista”.

Fiano, parla di una “nuova puntata nera” svelata “dall’Operazione Ombrenere in Sicilia contro l’eversione di destra” con “disponibilità di armi ed esplosivi”, e articolata con una “struttura interna e territoriale” “dichiaratamente antisemita e negazionista”.

“Dalle indagini svolte dalla polizia di Stato – osserva Fiano – è emerso che gli accusati hanno condotto attività di reclutamento. Spicca il coinvolgimento – in qualità di addestratore – di un pluripregiudicato calabrese, ex legionario nonchè esponente di spicco della ‘ndrangheta”.

In provincia di Siena volevano far saltare la moschea

Il 12 novembre scorso la Polizia aveva scoperto che dodici appartenenti “agli ambienti dell’estremismo di destra” progettavano di far esplodere la moschea di Colle Val d’Elsa, nel Senese, facendo saltare la condotta del gas e avrebbero desistito soltanto perché alcuni poliziotti si erano insospettiti.
Leggi l’articolo del Qds.it.

Nell’operazione Matra trovato anche un missile

Il 15 luglio scorso, nell’operazione Matra condotta dalla Questura di Torino furono sequestrati a estremisti di destra fucili d’assalto automatici di ultima generazione e addirittura un missile aria-aria Matra da ottocento chili e dal valore di circa mezzo milione di euro, di fabbricazione francese, perfettamente funzionante ed in dotazione alle forze armate del Qatar.
Il razzo, assemblato nell’ottobre del 1980, fu trovato in un hangar, nei pressi dell’aeroporto di Rivanazzano Terme (Pavia).

F. D. B., di 60 anni, ex ispettore antifrode delle dogane candidatosi nel 2001 al Senato per Forza Nuova nel collegio di Gallarate (Varese), in un’intercettazione propone la vendita del missile a 470mila euro e, tra i contatti che aveva preso, figurava anche il funzionario di uno stato estero.

Nell’abitazione dell’uomo, a Gallarate, tra stemmi e cartelli con simbologia naziste, gli agenti hanno trovato un arsenale:nove fucili da guerra, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia, sette pistole, sei parti di armi da guerra, venti baionette. Sconcertanti le immagini dell’operazione

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