Trasporto pubblico, in Sicilia uso ridotto all’osso - QdS

Trasporto pubblico, in Sicilia uso ridotto all’osso

Serena Giovanna Grasso

Trasporto pubblico, in Sicilia uso ridotto all’osso

venerdì 04 Ottobre 2019 - 00:00
Trasporto pubblico, in Sicilia uso ridotto all’osso

Istat: solo l’1,2% degli isolani utilizza d’abitudine i mezzi ferroviari per andare a scuola o a lavoro. Insoddisfazione per 1 su 2. Solo il 15,2% dei cittadini si serve dei mezzi pubblici, in misura maggiore gli utenti di genere femminile (21,5%)

PALERMO – La Sicilia è la regione italiana con l’utilizzo abituale più basso di mezzi ferroviari. Secondo i recenti dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica, aggiornati al 2018, solo l’1,2% di lavoratori, scolari e studenti di tre anni e più utilizzano il treno abitualmente per recarsi a lavoro, asilo o scuola (contro una media nazionale pari al 6%). Incidenze particolarmente basse interessano anche regioni come Sardegna (1,6%), Molise (1,6%) e Basilicata (1,7%). Al contrario, un’incidenza massima riguarda la Liguria (10,8%), la provincia autonoma di Bolzano (10,5%), Lombardia (8,9%) e Campania (8,9%).

Nella nostra regione si riscontra anche la più bassa incidenza di soggetti che hanno usato almeno una volta nel 2018 i mezzi di trasporto ferroviario (9,8%, contro una media nazionale pari al 33,2%). Tutte le altre regioni italiane totalizzano incidenze a doppia cifra, con punte massime pari al 51% nella Provincia autonoma di Bolzano. Inoltre, bisogna sottolineare il netto peggioramento della situazione in Sicilia: basti considerare che nel 1997 il 22,6% dei cittadini aveva preso i mezzi ferroviari almeno una volta nel corso dell’anno.

Ma perché nell’Isola in pochissimi utilizzano i trasporti ferroviari negli spostamenti quotidiani? Certamente, molto elevato è il livello di insoddisfazione. Infatti, meno di un siciliano su due utilizzatore del servizio si dichiara soddisfatto (48,7%) nei sette parametri di riferimento presi in considerazione dall’Istat: ovvero, frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodità degli orari, costo del biglietto ed informazioni sul servizio. Un indice peggiore di soddisfazione si evidenzia solo in Molise (44,1%) e Calabria (44,8%). Dall’altra parte della classifica troviamo la Provincia autonoma di Bolzano (79,9%), la Provincia autonoma di Trento (71,5%) e il Friuli Venezia Giulia (66,5%). Come se il risultato siciliano non fosse già assai deludente, a ciò aggiungiamo il fatto che è in netto peggioramento rispetto al passato (era pari al 53,6% nel 1997).

Nell’Isola si osserva l’incidenza più contenuta anche in riferimento all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico da parte di occupati, studenti, scolari e utenti che negli spostamenti ha fatto ricorso a mezzi di trasporto (15,2%, contro una media nazionale pari a 21,1%). Dall’altra parte della classifica troviamo regioni come Liguria (29,4%), Toscana (29,3%), Lombardia (27,7%) e Provincia autonoma di Bolzano (26,1%).

Anche in questo caso, la Sicilia è reduce da un decremento nell’uso dei mezzi di trasporto pubblico (nel 1997 erano usati dal 17,9% della popolazione), seppur più contenuto rispetto a quello osservato relativamente all’uso dei mezzi ferroviari. Andamento di crescita e sviluppo, invece, ha caratterizzato le regioni con l’uso più diffuso dei mezzi pubblici.

Infine, i mezzi di trasporto pubblico sono usati in misura maggiore dagli utenti di genere femminile, tanto in Sicilia (21,5%) quanto in Italia più in generale (25,5%). Mentre i soggetti di genere maschile che fanno ricorso ai mezzi pubblici sono pari all’11,4% in Sicilia, contro il 17,8% a livello nazionale.

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