Truffa milionaria all'Inps, trecento falsi braccianti - QdS

Truffa milionaria all’Inps, trecento falsi braccianti

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Truffa milionaria all’Inps, trecento falsi braccianti

giovedì 25 Aprile 2019 - 18:39
Truffa milionaria all’Inps, trecento falsi braccianti

Sono stati scoperti dalla Guardia di finanza nel Messinese semplicemente incrociando i dati. Denunciato un imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto, sequestrati un milione e trecentomila euro

Una truffa milionaria ai danni dell’Inps è stata scoperta nel messinese dalla Guardia di Finanza che ha notificato un “avviso di conclusioni di indagini preliminari” emesso dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto nei confronti di un imprenditore agricolo.

L’uomo è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato, indebite compensazioni di crediti inesistenti e dichiarazione infedele.

L’indagine ha permesso di rilevare che l’imprenditore attraverso false attestazioni di lavoro subordinato ha fatto risultare quali lavoratori della propria ditta individuale quasi trecento dipendenti.

Agli stessi, nel corso degli anni sottoposti ai controlli degli investigatori, sono state corrisposte numerose indennità di malattia, disoccupazione agricola, assegni al nucleo familiare e di maternità per un totale di oltre tre milioni di euro.

La truffa è stata individuata grazie all’incrocio ed all’analisi di una enorme mole di dati che ha consentito di dimostrare la falsità dei numerosi rapporti di lavoro instaurati.

Le indennità percepite hanno consentito all’uomo di ottenere crediti inesistenti utilizzati per compensare altre imposte fino ad un totale di circa un milione e trecentomila euro.

Per quest’ultimo importo, il Gip ha emesso apposito decreto di sequestro preventivo, che ha consentito il recupero delle somme indebitamente compensate. Il danno erariale arrecato, è stato segnalato alla Corte dei Conti ed all’ente pagatore per consentirne il recupero.

La truffa non è la prima di questo genere nel messinese.

Un’altra era stata scoperta nel marzo del 2018 a Sant’Agata di Militello sempre dalle Fiamme Gialle: in quel caso il raggiro fu di 185 mila euro con tredici falsi braccianti denunciati, per truffa e falso.

Sempre nel marzo del 2018 la Guardia di finanza notificò a Patti un avviso di conclusione delle indagini a 53 falsi braccianti agricoli e al proprietario dell’azienda che li aveva fittiziamente assunti.

In quel caso Le Fiamme gialle rilevarono “una notevole sproporzione” tra il numero di braccianti assunti dall’azienda agricola, formalmente operante in alcuni terreni a Ficarra, e il reale fabbisogno di personale necessario per la coltivazione”.

Nel gennaio del 2017 nel comprensorio dei Nebrodi, sempre nel Messinese, furono scoperti e denunciati altri 191 falsi braccianti agricoli per una truffa ai danni dell’Inps per oltre quattrocentomila euro.

In quel caso sequestrati terreni per trecentomila euro. Il 28 luglio del 2009 i militari della Finanza indagarono su una raggiro da quasi quattro milioni di euro ai danni dell’Inps ideata da C.F., 77 anni, di Sinagra (ME), titolare di un’azienda agricola a Sant’Angelo di Brolo che avrebbe avuto 412 braccianti agricoli in realtà mai esistiti.

“E’ stata un’operazione – ha spiegato Dante Aquino comandante della tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto della Finanza – nata grazie all’analisi di una massiva quantità di informazioni incrociando le nostre banche dati che ci hanno permesso di seguire i flussi economici tra i pagamenti effettuati secondo il modello 770 delle aziende operanti nel settore agricolo. E’ stato un lavoro lungo e complicato che ci ha permesso di arrivare a questo risultato grazie a dati anomali che ci hanno stupito”.

“In questo modo – ha proseguito Aquino – sono state subito evidenti le aziende che avevano il maggior numero di dipendenti e tutto è stato rapportato al volume di affari e al reddito delle persone occupate permettendo di evidenziare la posizione di questa azienda agrumicola di Barcellona Pozzo di Gotto. Per tutti gli anni di imposta dichiarata ha presentato altissimi costi di personale, superiori anche al ricavato totale dell’azienda agricola. C’è stato anche un anno con un incremento del 192% di personale contemporaneamente alla diminuzione del 52 per cento del volume dei ricavi. Un’operazione che sembrava anti-economica ma che aveva il solo scopo di truffare l’Inps”.

“Abbiamo anche – ha concluso – fatto un raffronto con altre aziende del settore con un volume di ricavi simile che avevano però solo 14 dipendenti”.

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