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Tumore prostata, al Cannizzaro di Catania un nuovo radiofarmaco

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Tumore prostata, al Cannizzaro di Catania un nuovo radiofarmaco

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martedì 13 Aprile 2021 - 15:28
Tumore prostata, al Cannizzaro di Catania un nuovo radiofarmaco

Si chiama ’68-Gallio Psma’ ed è un radiofarmaco di nuova introduzione indicato nello studio del tumore della prostata. Autorizzato in Europa dall’1 aprile scorso, da quella stessa data viene sintetizzato nell’Unità operativa complessa di Medicina nucleare-Pet dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.

Dalle prime sedute ha consentito di discriminare in misura più sensibile la presenza di recidiva di malattia anche in presenza di bassi livelli di Psa. “È motivo di orgoglio – afferma il direttore generale dell’azienda Cannizzaro Salvatore Giuffrida – avere in produzione il radiofarmaco ’68-Gallio Psma’ sin dal primo giorno dell’entrata in vigore delle autorizzazioni al suo impiego da parte delle autorità europee. La nuova metodica diagnostica dimostra, sin dai primi casi, di potere offrire una maggiore precisione nello studio tumore prostatico, più elevata di quella raggiungibile con altre metodiche, pur già piuttosto avanzate. E questo – aggiunge – è frutto della continua innovazione dell’Azienda Cannizzaro, che si è dotata della strumentazione necessaria per la produzione in massima sicurezza del nuovo radiofarmaco all’avanguardia per lo studio delle patologie prostatiche e non solo”.

Psma è la sigla di ‘Prostate-specific membrane antigen’, cioè antigene di membrana specifico per la prostata. Si trova in grandi quantità sulla superficie delle cellule che caratterizzano il tumore prostatico, ed è un bersaglio ideale per lo studio della patologia. “Se riusciamo a legare a tale antigene un isotopo radioattivo come il Gallio-68 esattamente come avviene durante la marcatura di tale prodotto nel nostro laboratorio di radiofarmacia – spiega il direttore della Uoc di Medicina nucleare del Cannizzaro Massimo Ippolito – siamo in grado di eseguire un esame Pet altamente specifico. Possiamo cioè visualizzare e individuare con precisione le sedi di malattia, e riusciamo a farlo più precocemente di quanto non siamo in grado di fare utilizzando radiofarmaci diversi”.

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