Uccise con Suv due cuginetti a Vittoria , condannato a nove anni - QdS

Uccise con Suv due cuginetti a Vittoria , condannato a nove anni

Patrizia Penna

Uccise con Suv due cuginetti a Vittoria , condannato a nove anni

martedì 26 Maggio 2020 - 14:09
Uccise con Suv due cuginetti a Vittoria , condannato a nove anni

L'uomo ha scelto il rito abbreviato, potendo così contare su una riduzione della pena. Il pm aveva chiesto 10 anni. I familiari: "Pena poco severa". Le reazioni politiche. Il legale dei genitori "Il problema è cambiare la legge"

“Il giudice ha fatto un ulteriore sconto rispetto alla richiesta del pm. Non sono queste le pene che si applicano ad un criminale. Ci saremmo aspettati una condanna più severa”.
Così Tony D’Antonio, padre di Simone, uno dei due cuginetti morti travolti da un Suv alla cui guida c’era Rosario Greco, che il Gup di Ragusa, Ivano Infarinato, ha condannato a nove anni di carcere.

Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto 10 anni. A Greco è stata pure confiscata l’auto. Il risarcimento per il comune di Vittoria che si era costituito parte civile invece avverrà in separata sede con un nuovo giudizio civile. Rosario Greco al momento della sentenza non era in aula, dove erano presenti invece i genitori dei due bambini Alessio e Simone D’Antonio e gli zii. L’imputato era accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti e nell’udienza dello scorso 19 maggio il pm Fabio D’Anna aveva chiesto la sua condanna a 10 anni.

Salvini, “La vita di un bambino non può valere così poco”


L’uomo per aver scelto il rito abbreviato ha potuto contare su una riduzione della pena che in base alla sentenza del Gup del Tribunale di Ragusa Ivano Infarinato è partito da una condanna di 13 anni e sei mesi per poi arrivare alla sentenza finale di nove anni.
“Nove anni di carcere per aver travolto e ucciso due cuginetti di 11 e 12 anni, imbottito di droga e alcol. La sentenza del tribunale di Ragusa conferma una volta in più la necessità di mettere mano alla riforma del Codice Penale e dell’intera Giustizia: la vita di un bambino non può valere così poco, bisogna eliminare il rito abbreviato per i reati più gravi e cancellare buone condotte e sconti di pena. Un abbraccio affettuoso alle famiglie dei piccoli Simone e Alessio: non vi dimentichiamo”: ha commentato così la sentenza il leader della Lega, Matteo Salvini.

Il legale dei genitori, legge da cambiare

Ma Salvini, da ex ministro dell’Interno e da leader della Lega Nord, sa che, invece di parlare di cambiare l’intero codice penale, avrebbe – e soprattutto avrebbe avuto – la possibilità di cambiare semplicemente la legge.

“Il problema di questa vicenda – ha detto infatti il legale dei due genitori D’Antonio, Daniele Scrofani, che nel processo a Rosario Greco erano parti offese – non è la pena ma la legge. Il caso è stato trattato come omicidio stradale, seppure con l’aggravante per l’imputato dell’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti”.

“L’insoddisfazione dei genitori – ha aggiunto – per la condanna è sul fatto che il sacrificio dei loro figli sarebbe stata un’occasione per modificare la normativa e prevedere un’ipotesi diversa, intitolando la nuova legge ai cuginetti come hanno promesso molti politici che sono venuti a Vittoria dopo l’incidente. Chiaramente per i familiari qualsiasi pena non è rispondente alla loro doverosa sete di giustizia”.

Carfagna (Fi), “Bonafede aveva promesso di cambiare la legge”

“È sconvolgente che un assassino ubriaco e drogato sia condannato a soli 9 anni di carcere, dopo aver travolto con la sua auto e spezzato la vita di Simone e Alessio, due bambini di Vittoria, mentre giocavano davanti alla porta di casa. Possiamo solo immaginare il dolore dei genitori, colpiti da una indicibile tragedia e oggi delusi da uno Stato che si dimostra troppo indulgente. Il ministro Bonafede è andato a trovarli subito dopo l’accaduto e ha promesso loro di cambiare le norme che permettono questa e altre analoghe sentenze. È passato un anno e le sue parole sono rimaste ancora una volta vuote e vane”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.

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