Uffici pubblici, chiarimenti sulle ferie pregresse - QdS

Uffici pubblici, chiarimenti sulle ferie pregresse

Andrea Carlino

Uffici pubblici, chiarimenti sulle ferie pregresse

martedì 07 Aprile 2020 - 00:00

Nuova circolare (n. 2/20 dell’1 aprile) della Funzione pubblica ha fissato ulteriori disposizioni sul lavoro agile. Buoni pasto, personale non ne ha diritto in automatico. Concorsi, ok solo a quelli telematici o su basi curriculari

ROMA – L’emergenza Coronavirus sconvolge anche il mondo della Pubblica amministrazione.
Il governo Conte è intervenuto a più riprese per regolamentare l’attività degli uffici pubblici. Il lavoro a distanza non più un suggerimento, ma un obbligo.
Da un primo monitoraggio emerge che il 68,5% dei dipendenti delle Regioni lavora al momento in modalità di lavoro agile, un salto in avanti non indifferente. Bene l’Abruzzo con 1415 dipendenti in lavoro agile (il 100%) Percentuali molto alte in Lazio (96,6%), Lombardia (88,7%) e Marche (83,5%), mentre la Sicilia si colloca a metà classifica con il 60% dei dipendenti in lavoro agile (7800 su 13mila in totale). Di necessità virtù, si direbbe.
Adesso la Funzione Pubblica ha diffuso una nuova circolare (la n.2/2020 del 1° aprile dopo la n.1 del 4 marzo scorso) che fissa ulteriori disposizioni in merito al lavoro agile. Dalle ferie pregresse fino ai congedi, ecco le indicazioni più importanti.

FERIE PREGRESSE

In particolare sulle ferie pregresse, comprese quelle del 2019 non ancora fruite, l’utilizzo non può rappresentare una scappatoia per evitare la modalità dello smart working. L’istituto delle ferie pregresse deve essere alternato a quello dello smart working anche in considerazione dei picchi di attività nei singoli ufficiali.
Il ministero della Pubblica amministrazione ribadisce che il lavoro agile costituisce la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione fino alla cessazione dello stato di emergenza. Le amministrazioni, dunque, sono chiamate ad uno sforzo supplementare sia dal punto di vista amministrativo che gestionale per garantire il pieno utilizzo del lavoro agile limitando così lo spostamento e la presenza dei dipendenti nell’ufficio.
La circolare ministeriale precisa anche che qualora l’amministrazione non individui le attività indifferibili da svolgere in presenza, ciò non significa che il dipendente sia automaticamente autorizzato a non presentarsi al lavoro.

BUONI PASTO

Per quanto riguarda, invece, i buoni pasto, la Funzione Pubblica specifica che il personale posto in lavoro agile non ha un automatico diritto al buono pasto e che ciascuna Pa assume le determinazioni di competenza, confrontandosi con le organizzazioni sindacali.

PERMESSI LEGGE 104

Per quanto concerne, invece, la legge 104, la circolare afferma che l’incremento dei permessi segue le regole ordinarie. Quindi, se un dipendente assiste più di una persona disabile, ha diritto di sommare tanti incrementi quante sono le persone assistite. Non si possono convertire in permessi, invece, le assenze effettuate a marzo.

CONGEDO PARENTALE

Altro aspetto interessante, invece, riguarda i congedi parentali. La circolare emanata dalla ministra Dadone evidenzia che per i dipendenti pubblici le modalità di fruizione dei permessi aggiuntivi sono a cura del datore di lavoro. La domanda non va quindi presentata all’Inps, ma alla propria amministrazione. La Funzione pubblica dà il via libera anche ad un’interpretazione importante: il lavoro agile di un genitore legittimi la fruizione del congedo Covid-19 da parte dell’altro genitore, in considerazione della circostanza che lo smart working non è un diverso tipo di contratto di lavoro, ma solo un modo differente di svolgere l’attività professionale.

CONCORSI

Sui concorsi, infine, la Funzione Pubblica specifica che le procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego sono sospese, a meno che la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in modalità telematica, a prescindere dalla fase della procedura.

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