Un supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus - QdS

Un supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus

Ivana Zimbone

Un supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus

martedì 07 Aprile 2020 - 06:00
Un supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus

Iniziativa dell’Istituto italiano di psicoanalisi di gruppo. Ascolto telefonico o in videoconferenza. Per prenotare il servizio (gratuito) occorre collegarsi al sito www.iipg.it

CATANIA – #CONTEnereLEMERGENZA è il nuovo progetto dell’Istituto italiano di psicoanalisi di gruppo e offre un servizio gratuito di ascolto psicologico a chiunque ne avesse bisogno. Maria Carmela Scriminaci, direttrice del Centro per la Clinica e la Formazione di Catania, spiega in un’intervista al QdS le finalità e le modalità di accesso all’iniziativa.

Il Coronavirus non ha comportato soltanto un’emergenza sanitaria, ma anche una nuova emergenza sociale. Ci sono gli emarginati che hanno visto chiudere i centri d’accoglienza, il personale sanitario costretto a lavorare senza gli adeguati presidi di sicurezza, sostenendo turni massacranti e vedendo un gran numero di persone morire in sofferenza e solitudine. E poi ci sono ancora le donne costrette a convivere h24 con uomini violenti, gli imprenditori che hanno dovuto dire “addio” alla loro attività, coloro che hanno perso il lavoro e che non hanno più i quattrini per fare la spesa, i bambini che – pur non riuscendo a comprenderne appieno le motivazioni – hanno dovuto trasformare radicalmente le loro giornate, senza più vedere maestre e compagni, senza più andare a fare sport o al parco.

Dall’altra parte, ci sono i genitori in ansia – non più soltanto per il domani, ma anche per l’oggi – che senza sosta devono occuparsi dei loro figli senza poter contare più su aiuti esterni; gli anziani, soprattutto quelli con patologie pregresse, che non vengono più visitati nemmeno dai nipoti. E poi ci sono i Covid-positivi, i sospetti tali, i loro parenti, i malati oncologici magari non ospedalizzati, ma continuamente esposti all’ansia di un improvviso peggioramento del loro quadro clinico.

Ad aggravare l’infelice scenario, l’isolamento forzato, la necessità di rimanere distanti anche da coloro che con un semplice abbraccio riuscivano a infondere coraggio, l’impossibilità di prendere una boccata d’aria ristoratrice, di sgranchirsi le gambe all’aperto.

L’uomo è pur sempre un animale sociale, ma adesso è la sua socialità a essere negata per la tutela della sicurezza. Non è ancora chiaro quanto debba durare la “quarantena”, ma una cosa sembra certa: le dinamiche sociali, economiche e psicologiche non torneranno più quelle di prima.

Se già nel corso degli ultimi anni il rifiorire di estremismi, sovranismi e razzismi ha destato preoccupazione, la “futura ipocondria” non lascia ben sperare. La paura dell’altro potrebbe finire per compromettere a lungo la naturale e antropologica propensione alla comunicazione intersoggettiva e alla solidarietà, e determinare un ulteriore gap tra quelli che riescono a cavarsela da soli e quelli che – invece – non riescono a fare a meno dei loro simili.

“Chiunque avesse bisogno di un supporto psicologico, per se stesso o per qualcuno vicino, può collegarsi al sito www.iipg.it e richiedere un colloquio telefonico o in videoconferenza. La mappa interattiva presente sul web indica tutte le sedi disponibili all’ascolto gratuito, i loro contatti e le fasce orarie di attività. Gli utenti che vorranno usufruire del servizio, potranno – dopo aver dato il loro consenso al trattamento dei dati personali – contattare la sede scelta e chiedere di essere ricontattati da un professionista, indicando la data e l’orario in cui saranno più liberi di parlare serenamente. L’operatore che accoglierà la richiesta, si occuperà di smistarla al collega disponibile per l’occasione”, ha chiosato la dottoressa Maria Carmela Scriminaci.

Sono quattro i colloqui gratuiti ai quali potranno accedere tutti coloro che ne avranno fatto richiesta. “Su tutto il territorio nazionale ci sono 140 soci che stanno partecipando all’iniziativa gratuita, in città come Roma, Milano, Pisa. In Sicilia – oltre al Centro di Catania che dirigo – anche il Centro Ricerche Psicoanalitiche di Gruppo (CRPG) di Messina, il CRPG di Canissetta e il Centro per la Clinica e la Formazione di Palermo. Gli utenti possono scegliere in tutta libertà il centro da cui farsi servire, contattandolo telefonicamente come indicato sulle varie locandine della mappa interattiva – ha continuato – È un servizio che nasce nell’emergenza e non per l’emergenza. Di quest’ultima si occupano già la Protezione civile, gli operatori sanitari, etc. Noi abbiamo voluto semplicemente dare il nostro contributo per ascoltare chi ne avesse bisogno e che non va dimenticato; questa, la nostra mission”.

Il CCF di Catania può essere contattato:
– lunedì e sabato dalle 10 alle 19 e mercoledì dalle 15 alle 20, al 328 7140776;
– da martedì a domenica, dalle 9 alle 22, al 392 8672317;
– via e-mail all’indirizzo clinicaeformazione.catania@iipg.it.

Il CRPG di Messina può essere contattato:
– dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 11 e dalle 16 alle 18, al 347 5245605;
– dal lunedì alla domenica dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21, al 327 1322426.
– via e-mail all’indirizzo messina.crpg@ipg.it.

Il CRPG di Caltanissetta può essere contattato:
– dal lunedì alla domenica via Whatsapp o sms al 339 5857708;
– via e-mail all’indirizzo contenerecaltanissetta@gmail.com.

Il CCF di Palermo può essere contattato:
– dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 13, al 338 7540067, al 331 2307190 o al 328 0232306;
– via e-mail all’indirizzo iipg.palermo@gmail.com.

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