Vax Day, i vaccini finalmente a Palermo, oggi le prime somministrazioni nell'ospedale Civico - QdS

Vax Day, i vaccini finalmente a Palermo, oggi le prime somministrazioni nell’ospedale Civico

redazione web

Vax Day, i vaccini finalmente a Palermo, oggi le prime somministrazioni nell’ospedale Civico

domenica 27 Dicembre 2020 - 07:49
Vax Day, i vaccini finalmente a Palermo, oggi le prime somministrazioni nell’ospedale Civico

GUARDA LA DIRETTA VIDEO DELLE VACCINAZIONI DAL NOSOCOMIO PALERMITANO Il direttore del Pronto soccorso Massimo Geraci il primo vaccinato. Musumeci, entro settembre siero a tutti i Siciliani. Il video della dichiarazione del Governatore. Ieri poco prima della mezzanotte l'arrivo delle prime 685 dosi nell'aeroporto di Punta Raisi. Il carico scortato dai Carabinieri. Il programma delle vaccinazioni di oggi e domani. Dal quattro gennaio la campagna di massa. Tutto quel che si sa del siero anti-coronavirus. Attenti alle ustioni da ghiaccio secco e cura nello smaltimento dei materiali. La variante inglese e le allergie. Il vaccino potenzia la memoria immunitaria. Le donne protagoniste del Vax Day. La foto del vaccino alla professoressa Capobianchi, "Mi sento benissimo".

“Entro la metà di settembre 2021 saremo in grado di vaccinare tutti i siciliani di età superiore ai 16 anni”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, nel corso delle vaccinazioni nell’Ospedale Civico di Palermo per il Vax Day.

Il presidente Musumeci durante le vaccinazioni

“Appena” 311 giorni dopo la scoperta nell’ospedale di Codogno del “paziente uno”, Mattia Maestri, oltre due milioni di contagiati e quasi 72mila morti, è arrivato finalmente, anche in Sicilia come in tutta Europa, il Vax Day: il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l’assessore alla Salute Ruggero Razza erano presenti, nel Padiglione 24 dell’ospedale Civico di Palermo, alla prima somministrazione del vaccino Pfizer-BionTech contro il coronavirus in quello che, anche in Sicilia come in tutt’Europa, è il Vax Day.

Massimo Geraci il primo medico vaccinato in Sicilia

Il primo medico vaccinato in Sicilia si chiama Massimo Geraci, ha 52 anni ed è il responsabile del pronto soccorso del Civico di Palermo.

Il dottor Massimo Geraci

“Questa giornata – ha affermato – ha diversi significati. È principalmente un invito, un richiamo alla responsabilità di chi è operatore della salute, che sono sicuro sarà largamente accolto. Ma mi piace considerarlo anche un omaggio a quanti hanno combattuto in prima linea, non come eroi, ma con spirito di servizio, nella piena interpretazione dell’aspetto più bello della nostra sanità, della sanità pubblica: quello della universalità delle cure”.

Per Geraci “un operatore sanitario, per la scelta professionale che ha fatto, non può non accordare fiducia incondizionata alla scienza. E la scienza indica che il conseguimento dell’immunità di gregge è lo strumento attraverso il quale sono state vinte le battaglie contro temibili malattie infettive”.

“Chi ha vissuto sulla propria pelle e ha visto con i propri occhi la drammatica straordinarietà di questa malattia – ha sottolineato – non può e non deve temere il prodotto della scienza che ha visto l’uomo vincente persino contro la natura, quella natura a volte matrigna, feroce e spietata nella sua selezione nei confronti della fragilità dell’uomo”.

Musumeci, io mi vaccinerò

“Io mi vaccinerò – ha aggiunto Musumeci parlando con i giornalisti -, quando sarà il mio turno: lo decideranno i medici. Se ci liberiamo da questo mostro senza volto, riusciremo a ricostruire il nostro futuro con tutte le potenzialità che abbiamo a disposizione. Noi non ci siamo fermati”.

La dichiarazione del Presidente Musumeci

Richiamo suddiviso in due fasi

“Il richiamo è diviso in due fasi – ha aggiunto il Governatore -, la seconda fase dovrebbe cominciare ad aprile, ma già la prossima settimana avremo una sufficiente quantità per avviare la campagna di vaccinazione vera e propria. Speriamo di poter concludere entro l’estate e quindi avvicinare tutti al vaccino senza rinunce, perché non credo ci sia una sola ragione per poter rinunciare alla vaccinazione”.

Razza, vaccineremo trecentomila siciliani

“Siamo ottimisti – ha aggiunto l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza – perché il numero dei cittadini da sottoporre alla vaccinazione nella prima fase è significativo, oltre i 141mila che è la somma degli operatori sanitari e del personale ospite delle Rsa, dovrà partire la vaccinazione degli over 80 che in Sicilia ammontano a quasi 151mila unità. Sarà importante anche il messaggio che arriva dal personale sanitario. Tanti più saranno medici, infermieri e operatori che si vaccinano, tanto più forte sarà la capacità di convincimento su tutti i cittadini”.

“Nei prossimi giorni – ha aggiunto Razza – inizierà la fase organizzativa vera. È già impegnata la nostra struttura in tutte e nove le province. Su come verranno contattati gli over 80 sta lavorando il commissario Arcuri. Si sta cercando un metodo di lavoro analogo e noi collaboriamo con le istituzioni nazionali”.

Settanta operatori sanitari del Civico vaccinati

Dopo il primario del Pronto soccorso dell’ospedale Civico, altri settanta operatori sanitari dello stesso ospedale dell’area di emergenza sono stati vaccinati alla presenza di un medico allergologo e di un anestesista-rianimatore.

Nell’ambulatorio allestito nell’ospedale Civico saranno vaccinati anche nove rappresentanti dell’Ordine dei medici (uno per ogni provincia), cinque medici di medicina generale, cinque pediatri di libera scelta, cinque medici di continuità assistenziale e dieci rappresentanti del 118 (tra medici, infermieri e auti- sti soccorritori).

Toccherà poi a tre rappresentanti dell’Ismett e altrettanti della Fondazione Giglio di Cefalù e a quindici dipendenti della stessa Arnas Civico.

L’arrivo dei vaccini a Punta Raisi

Il C27J dell’Aeronautica militare partito dalla base militare di Pratica di mare con a bordo le prime 685 dosi del vaccino destinate alla Sicilia è atterrato alle 23.22 di ieri nell’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, dopo aver prima fatto scalo a Cagliari.

L’arrivo a Palermo del C27J dell’Aeronautica militare

E’ scattata così anche in Sicilia l’operazione Eos Vaccine day dopo che nei giorni scorsi le prime 9.750 dosi del farmaco anti Covid erano giunte in Italia per essere somministrate a operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa, le due categorie prioritarie individuate dal governo.

“Intravediamo il primo spiraglio di luce dopo una lunga notte” ha detto il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri parlando di un giorno “simbolico ed emozionante”.

Il prezioso carico è stato sbarcato con l’assistenza dell’handler GH e preso in carico dai Carabinieri, per il trasporto all’interno della caserma dell’Esercito Scianna di Palermo.

Una delle confezioni che contengono le dosi del vaccino

“Esprimo ulteriore apprezzamento per l’impegno dell’Esercito e per il ruolo dell’aeroporto al servizio di esigenze di contrasto alla pandemia e di messa in sicurezza sanitaria nella nostra realtà locale – ha detto Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e della Città Metropolitana -, in sintonia con le scelte del governo nazionale”.

Dall’aeroporto le dosi sono state condotte nella Caserma Scianna e poi, stamattina, nell’ospedale di Palermo

“Nella lotta al virus, l’aeroporto di Palermo è parte del progetto di distribuzione del vaccino, come subhub, assieme ad altri aeroporti italiani – ha commentato Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano -. Continuiamo a dare il nostro contributo, in una battaglia che ci ha visti in prima linea sin dall’inizio della pandemia in azioni per garantire maggiore sicurezza dei passeggeri”.

Il carico scortato dai Carabinieri

Il carico è stato preso in consegna dal Reggimento logistico “Brigata Aosta” e, con due furgoni scortati dai carabinieri, trasferito alla Caserma “Scianna”, da dove, questa mattina è stato consegnato all’ospedale Civico per l’avvio ufficiale della campagna di vaccinazione.

Il trasporto delle dosi giunte a Palermo

Il programma di oggi e domani

Nella palestra di Villa delle Ginestre, a cura dell’Asp di Palermo, saranno vaccinati dieci operatori dell’Asp di Catania, altrettanti di quella di Messina e di Ragusa, cinque dell’ospedale “Giglio” di Cefalù, del “Buccheri La Ferla” di Palermo e dieci operatori interni della stessa azienda sanitaria provinciale di Palermo.

Sempre oggi, ma nel primo pomeriggio, altri vaccini saranno somministrati nella Rsa “Buon Pastore” a trenta persone, tra operatori e anziani.

Intanto da domani al trenta dicembre all’Arnas Civico saranno sottoposti a vaccinazione dieci operatori dello stesso Civico, dell’Arnas Garibaldi e altrettanti del Cannizzaro di Catania. E ancora dieci dell’Ismett di Palermo e dell’Ircc Bonino Pulejo di Messina.

Sempre domani, ma nell’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, sarà la volta di altri cinquanta operatori: dieci per ciascuno della stessa azienda palermitana, delle Asp di Trapani, Agrigento, Siracusa e altrettanti del Papardo di Messina.

Dal quattro gennaio la vaccinazione di massa

A partire da lunedì quattro gennaio, in Sicilia dovrebbero giungere altre settantamila dosi per avviare la vaccinazione di massa.

Secondo i piani di Arcuri e del Governo dovrebbero arrivare da lunedì prossimo tra le 420mila e le 450mila dosi a settimana del vaccino Pfizer-Biontech, distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione individuati dalle Regioni.

Un momento delle vaccinazioni di oggi a Palermo

Si andrà avanti così per almeno un mese con l’obiettivo di vaccinare tutto il personale sanitario (1,4 milioni di persone) e i 570mila tra personale e ospiti delle Rsa.

All’inizio di gennaio, inoltre, dovrebbe arrivare il via libera per il vaccino di Moderna e poi a seguire per quelli delle altre case farmaceutiche, tanto che l’Italia ha previsto di avere nel primo trimestre del 2021 la disponibilità oltre 28 milioni di dosi: 8,7 di Pfizer, 1,3 di Moderna, 2 di Curevac e 16,1 di Astra Zeneca.

Dosi che saranno sempre i militari a distribuire in tutta Italia, nei 1.500 punti di somministrazione realizzati anche nelle piazze d’Italia: dei gazebo a forma di primula, il primo fiore che rinasce dopo l’inverno, per convincere quanti più italiani possibile a vaccinarsi.

Cosa si sa del vaccino anti-Covid

Linee guida e bugiardino Aifa per la corretta manipolazione e somministrazione del vaccino Comirnaty di Pfizer-Biontech, da oggi protagonista del vaccino day e poi della prima campagna di vaccinazione anti-Covid, in attesa dell’ok dell’Ema il 6 gennaio per il vaccino Moderna.

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco anche le 35 Faq relative a efficacia e rischi.

Un tema caro anche ai medici della Fnomceo che ha pubblicato una ventina di domande e risposte utili sui vaccini contro il coronavirus.

In particolare nelle linee guida l’Aifa fornisce dettagli sui principali rischi dovuti alla manipolazione del ghiaccio secco, necessario a mantenere a bassissime temperature il vaccino Pfizer.

La parte burocratica delle vaccinazioni

Le ustioni da ghiaccio secco

Tra questi figurano le “ustioni” e l’uso “in spazi ristretti o scarsamente ventilati può determinare una mancanza di ossigeno, causando asfissia”. Come noto, questo vaccino a mRna deve essere conservato a temperature molto basse durante la spedizione e la conservazione successiva alla ricezione.

Si consiglia quindi di “proteggere la cute esposta dal contatto con il ghiaccio secco” usando guanti isolanti impermeabili e occhiali di protezione con schermature laterali o visiere. Nei centri che lo ricevono, “qualora non fosse disponibile un congelatore a temperatura ultra-bassa” (tra -90 e -60 gradi), il contenitore termico di spedizione può essere utilizzato per la conservazione temporanea, “ma per un massimo di 30 giorni”.

Cura nello smaltimento

Attenzione anche nello smaltimento di questo materiale: non gettare negli scarichi, compreso quello del water, e non smaltire nei rifiuti domestici. Tra le 35 Faq diffuse prima di Natale, l’Aifa evidenzia nessun effetto su Dna e almeno 6 mesi accertati di protezione. Inoltre gli studi condotti fino a oggi mostrano che, con l’iniezione di due dosi, protegge con un’efficacia del 95% dalla malattia Covid ed è “plausibile” che impedisca anche di infettarsi e trasmettere ad altri la malattia. Rispetto alla durata della protezione, per ora il periodo di osservazione è stato di pochi mesi ma “è probabile, sulla base di studi su altri coronavirus, che duri 9-12 mesi”.

La variante inglese e le allergie

Mentre appare “improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione” dovuto alla nuova variante inglese. La lista di domande non può escludere le preoccupazioni per le reazioni avverse, che saranno strettamente monitorate anche nei prossimi mesi: quelle verificatisi più frequentemente (più di una persona su dieci) sono brevi e di entità lieve, come stanchezza e mal di testa. Anche chi ha fatto l’antinfluenzale da poco tempo “può vaccinarsi contro il Covid, ma il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale”.

Il vaccino potenzia la memoria immunitaria

Così come potrà vaccinarsi, ma non nella prima fase della campagna, chi ha già avuto una diagnosi da cornavirus, perché il vaccino “potenzia la sua memoria immunitaria”. Per le persone con una storia di grave allergia viene consigliato di consultarsi col proprio medico prima di vaccinarsi.

Il vaccino Pfizer-BionTech è per tutta la popolazione over 16 anni perché, chiarisce, l’Aifa, per i bambini sotto i 16 si attende l’esito di ulteriori studi in corso. Altamente sconsigliato infine, raccomanda l’Aifa, cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su internet.

Anche dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) medici risposte e raccomandazioni in particolare quella che mette in guardia contro il patentino di immunità una volta fatto il vaccino: è necessario mantenere l’uso delle mascherine e rispettare il distanziamento anche dopo averlo ricevuto.

Vax Day, donne protagoniste

C’è un altro simbolo nel giorno del Vax Day ed è la decisione di molte regioni di scegliere come testimonial della campagna una donna: infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea.

Come Claudia Alivernini, infermiera di 29 anni che lavora proprio nel reparto malattie infettive dello Spallanzani e in questi mesi di emergenza ha fatto parte delle squadre Uscar che hanno assistito e curato a domicilio molti anziani.

E’ la prima vaccinata del Lazio.

“E’ un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della collettività – ha detto nei giorni scorsi – con orgoglio rappresento tutti gli operati sanitari che come me sono stati in prima linea”.

Capobianchi, mi sento benissimo non ho avuto problemi

“Mi sento benissimo. La scelta è stata una scelta abbastanza naturale. Mi sono offerta di essere vaccinata e sono stata scelta fra i primi come simbolo per dire di fidarsi e credere in questa scelta credo sia un esempio per gli altri operatori sanitari ma anche per tutta la popolazione”.

La professoressa Capobianchi

Lo ha detto Maria Rosaria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani e prima vaccinata in Italia, che partecipò a diagnosticare la prima infezione di Covid-19.

“Dobbiamo fidarci della scienza, non possiamo tirarci fuori. Le scelte fatte sono ponderate e prese sulla base di valutazioni scientifiche”.

“Il fatto di essere arrivati con un vaccino in un tempo che non supera nemmeno un anno è per il mondo intero, per la scienza e per la medicina – ha proseguito Capobianchi, docente di Biologia Molecolare all’Università di Roma UniCamillus – un progresso enorme, che era inatteso. Penso che noi tutti dobbiamo cogliere questa opportunità salutarla con grandissima gratitudine, con grandissimo riconoscimento”.

“Al momento – ha proseguito – è il presidio più efficace e più promettente per combattere e per arginare la diffusione di questa infezione. Il messaggio è di fiducia e di invito a condividere questa scelta perché è una scelta di consapevolezza e una scelta di fiducia”.

E sulla sicurezza: “I vaccini sono stati testati e approvati dalle nostre agenzie regolatorie non vi vedo motivo di preoccupazione. Vedo molta preoccupazione invece nell’evoluzione naturale dell’infezione per cui penso che tutti dobbiamo abbracciare questa scelta, farla, sostenerla e diffonderla all’interno della cerchia dei nostri contatti”.

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