Zone Franche Montane, sulla legge uno stallo inaccettabile - QdS

Zone Franche Montane, sulla legge uno stallo inaccettabile

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Zone Franche Montane, sulla legge uno stallo inaccettabile

mercoledì 30 Dicembre 2020 - 00:00

Tiziana Drago, senatrice di Popolo protagonista, “Pronto un ricorso alla Corte di Giustizia europea”. Le centotrentadue comunità locali siciliane, interessate, frattanto, protestano ormai da una ventina di giorni lungo la Catania-Palermo

PALERMO – Tiziana Drago, senatrice di Popolo Protagonista, nel corso di un duro intervento a Palazzo Madama ha chiesto con forza la conclusione dell’iter della legge per le zone franche montane.

Una legge attesa da tempo e che potrebbe dare ristori alle comunità locali siciliane che per protesta manifestano da una ventina di giorni lungo la Palermo-Catania al freddo e al gelo.

“Mentre fuori da quest’aula c’è chi manifesta da 18 giorni al gelo, lungo la Palermo-Catania, qui dentro non si riesce a portare a compimento l’iter di una legge essenziale per il futuro e per la vita di migliaia di siciliani. Mentre ci sono 132 Comuni siciliani che attendono risposte qui c’è un pesantissimo silenzio”.

“Mentre condanniamo all’emigrazione i nostri figli e allo spopolamento le aree interne della Sicilia qui non arriva nemmeno un sussulto d’orgoglio! La legge per le zone franche montane – votata all’unanimità da tutta la deputazione regionale – deve arrivare al suo iter legislativo per essere effettiva e per dare come previsto ristori alle famiglie, alle piccole e medie imprese dei territori colpite dal Covid e dalle oggettive condizioni di svantaggio infrastrutturale”.

“Quindi – aggiunge la senatrice – chiedo uno scatto in avanti altrimenti predisporremo un ricorso alla Corte di Giustizia Europea per tutelare i siciliani. Questa storia fa il paio con l’incredibile vicenda, da noi denunciata, di Riscossione Sicilia”.

“Quanto accaduto con l’ultima legge di bilancio dello Stato, che ha assorbito incostituzionalmente in Agenzia delle entrate la società Riscossione Sicilia, mentre lo statuto e i decreti attuativi dispongono diversamente, rappresenta un’ennesima illiceità ai danni dei siciliani. Siciliani che rappresentano i donatori di sangue a iosa mentre qualche Dracula se ne approfitta togliendo prerogative e diritti”, conclude Drago.

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