Catania – Aligrup: la partita si gioca tra Regione e Parlamento

CATANIA – Eppur si muove. Sebbene nessuna concreta novità si sia palesata all’orizzonte, negli ultimi giorni una serie di incontri e proposte autorevoli hanno dato nuova linfa alla vicenda Aligrup. La notizia è che la partita è uscita fuori dall’ambito strettamente locale e si muove ormai su due binari: da una parte la Regione e dall’altra il Parlamento nazionale. Ma andiamo per ordine. Nei giorni scorsi il Comitato spontaneo dei dipendenti ha incontrato, in via ufficiale, il neo governatore Rosario Crocetta a Palazzo D’Orleans. I rappresentanti dei lavoratori, in uno con il presidente del Comitato regionale del Lavoro, hanno gettato le basi per una proposta che potrebbe cambiare le sorti dell’azienda data quasi per spacciata.
 
Il piano si articola in due punti: una maggiore partecipazione della Regione che, in qualità di sponsor dell’operazione, potrebbe attrarre eventuali soggetti nazionali e al tempo stesso l’introduzione di incentivi e defiscalizzazioni che possono fare gola ai suddetti gruppi. Durante l’incontro, inoltre, sarebbe emerso che già c’è una società molto importante interessata a trattare per l’acquisizione dell’intera azienda. Ma, come dicevamo, la partita si gioca anche su un secondo livello, e cioè oltre lo Stretto.
 
Ebbene a Roma alcuni parlamentari catanesi di diverso colore politico, sotto la guida di Basilio Catanoso, hanno controfirmato una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, con la quale chiedono l’attivazione di uno specifico tavolo di crisi che “come fatto in altre circostanze analoghe, possa autorevolmente lavorare alla soluzione della questione in oggetto nel rispetto di un territorio che rischia un’ulteriore depressione sociale ed economia e dei dipendenti che hanno lavorato alla costruzione di questa grande azienda”. Deputati e senatori etnei chiedono al Ministro, in particolare, di “interpellare tutti i retailer italiani e internazionali interessati all’acquisto di Aligrup” e di “prospettare agevolazioni agli stessi per il loro ingresso, con possibile partnership, anche attraverso defiscalizzazioni e altri incentivi, pure ipotizzando modifiche e deroghe alle leggi esistenti”. Insomma, ancora non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel, ma a quanto pare i lavoratori non sono più soli.