Antonello Montante: “Impegno a favore dello sviluppo economico”

Dallo scorso aprile è il nuovo presidente di Unioncamere Sicilia. Può dirci di che cosa è esattamente l’associazione che presiede?
“Unioncamere è l’associazione che rappresenta le nove Camere  di Commercio della Sicilia. Secondo lo statuto, mira a potenziare le iniziative degli istituti camerali come organo di collegamento delle attività, che le Camere stesse sono chiamate a svolgere in relazione alle loro attribuzioni e finalità, specialmente riguardo il potenziamento economico e sociale dell’Isola, nell’ambito dell’istituto autonomistico regionale. L’Unione può curare lo studio, anche mediante riunioni e congressi, di tutti quei problemi che interessano l’economia siciliana contestualizzandolo nel quadro più ampio della dinamica economica nazionale ed internazionale. Quindi, cura la pubblicazione delle relative rilevazioni e studi. Unioncamere Sicilia può farsi promotrice pure di iniziative in favore dello sviluppo socio-economico regionale e della promozione del territorio. L’Unione, assumendo il ruolo di rappresentatività delle Camere di Commercio della Sicilia, ne costituisce il coagulo e l’immagine unitaria sia a livello regionale che in ambito nazionale. È bene ricordare che le Camere di Commercio rappresentano la seconda istituzione di una provincia e non si contrappongono con le associazioni datoriali, che sono altra cosa”.
Qual è il rapporto con Unioncamere nazionale?
“Unioncamere nazionale è un sistema ben articolato, con decine di società che chiudono in utile e che offrono servizi alle imprese, dall’innovazione all’internazionalizzazione. L’associazione regionale può essere un’importante appendice di quella nazionale operando direttamente sul territorio”.
Cultura di impresa e legalità, due colonne portanti dell’economia sana per le quali si è molto battuto in Confindustria. Ci sono dei modelli o iniziative che vorrebbe trasferire anche al sistema camerale?
“Assolutamente sì. Dirò di più. Forse ho fatto più attività in favore della legalità come rappresentante della Camera di Commercio di Caltanissetta. E anche Unioncamere Sicilia ha in cantiere molti progetti che vanno in questa direzione”.
Quali sono gli obiettivi prioritari della sua presidenza e con quali strumenti li porterà avanti?
“Il mio obiettivo è sicuramente quello di sfruttare al massimo questa struttura per promuovere lo sviluppo imprenditoriale del territorio al fine di renderlo competitivo. Una delle priorità che mi sono posto è quella di sciogliere il nodo delle pensione dei dipendenti delle Camere di Commercio siciliane, che al momento gravano interamente sui bilanci degli stessi enti, appesantendo i conti economici a discapito dei progetti e di tutte le iniziative che le Camere devono svolgere per promuovere la crescita locale. A tal proposito, ci siamo messi già al lavoro e la scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con gli assessori regionali alle Attività produttive, all’Economia ed alla Funzione pubblica, rispettivamente Linda Vancheri, Luca Bianchi e Patrizia Valenti, per trovare possibili soluzioni a questa problematica che rappresenta un’anomalia rispetto alle altre Camere di Commercio, da Reggio Calabria in su. A questo fine è stata costituita una commissione ad hoc, composta dai rappresentanti di Unioncamere Sicilia e della Regione. Noi oggi paghiamo pensioni che risalgono a venti – trent’anni fa. Se riusciremo a raggiungere questo obiettivo, avremo dato una svolta decisiva nel sistema camerale siciliano”.

Cessazioni nuove attività: qual è il consuntivo 2012 in Sicilia?
Negli ultimi anni in Sicilia c’è stato un calo del numero delle imprese. Basti pensare che a fine 2010 le imprese iscritte al registro delle Camere di commercio siciliane erano di 467.652. Oggi sono 460.630 (dato aggiornato al 31 marzo 2013, ndr). Se invece guardiamo la dinamica della nati-mortalità, notiamo che il 2012 si è chiuso in positivo per la nostra Isola: le iscrizioni sono state oltre 30 mila e le cessazioni circa 28 mila, con un saldo positivo di oltre duemila attività pari a un tasso di crescita dello 0,44 per cento. Questo vuol dire che c’è voglia di fare impresa ma anche che, vista le difficoltà nel mondo del lavoro, si ricorre spesso e volentieri all’autoimpiego. I dati parziali del 2013 ci dicono invece che l’anno è iniziato con il segno meno. Il bilancio del trimestre gennaio-marzo ha risentito di performance particolarmente negative sia dal lato delle iscrizioni di nuove imprese (8.676), sia dal lato delle cessazioni (11.342) determinando un saldo negativo 2.666 unità con un tasso negativo di crescita pari a -0,53 per cento. E il trend siciliano non si discosta molto da quello nazionale.
Qual è la situazione delle imprese dell’Isola?
“Il settore manifatturiero ha sofferto molto negli ultimi quattro anni, subendo un significativo ridimensionamento. Il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è ormai poco al di sopra del 9 per cento rispetto al totale. In particolare, il settore delle costruzioni dal 2008 al 2012 ha avuto un brusco calo pari al 28 per cento, che ha determinato di conseguenza una riduzione dei posti di lavoro: 80 mila disoccupati, di cui 50 mila diretti e 30 mila dell’indotto”.

Quali sono i progetti e le iniziative sulle quali vuole puntare?
“Senza dubbio turismo, ricerca ed innovazione tecnologica. A proposito di turismo, Unioncamere Sicilia ha già portato avanti un progetto degno di nota e di vasta portata che è stato quello di mettere in rete tutte le informazioni turistiche sulla Sicilia. Si tratta di un portale www.sicilia360.it tradotto in quattro lingue, e che già avuto grande successo in Italia e all’estero. Per quanto riguarda l’innovazione, devo riconoscere che fra le nostre piccole e medie imprese è assai limitata o, quanto meno, ridottissima la consapevolezza delle potenzialità che l’applicazione delle tecnologie può avere nei vari settori. Perché è possibile che, ad esempio, un’innovazione nel campo delle biotecnologie torni utile alle imprese agricole o a quelle della green economy. Pensiamo ad esempio al sole, una risorsa inesauribile per una regione come la Sicilia e che oggi non è sfruttata al massimo delle sue potenzialità. Basti pensare che oggi i nostri pannelli fotovoltaici riescono ad utilizzare soltanto il 10 per cento dell’energia solare. Invece, dovremmo iniziare ad orientare i nostri fondi per la ricerca e l’innovazione tecnologica legata al solare, in questo modo potremmo superare anche l’Argentina che attualmente è ai primi posti al mondo in questo ambito. Non dimentichiamoci che è proprio sulla produzione di energia che si sta giocando la partita a livello globale. Noi dobbiamo essere bravi e vincere questa sfida. Proprio per portare le invenzioni direttamente “a casa” delle imprese Unioncamere- Dintec, Cotec e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), hanno siglato una apposita Convenzione volta a favorire la realizzazione di azioni comuni per lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese, con particolare riferimento al sistema delle Pmi”.