Mariarita Sgarlata: “Una riorganizzazione volta all’efficienza”

In questi anni si è resa prioritaria la linea della spending review, ovvero riduzione dei costi, ma soprattutto degli sprechi, razionalizzazione di uffici e delle risorse umane nonché migliore efficienza. Come si è mosso il suo assessorato?
“La prima fase del mio insediamento è stato dedicato alla rimodulazione dell’assetto organizzativo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, sistema organizzativo elefantiaco che rispondeva da una parte alle liturgie clientelari di sempre, dall’altra alla logica devastante del divide et impera. La struttura presentava 72 Aree e Servizi, 301 Unità Operative, tra cui 26 Parchi, 4 Musei archeologici regionali, 7 Musei interdisciplinari, 2 Musei regionali. Con il D.A. n. 1142 del 17 luglio 2013 abbiamo ridotto a 56 le aree e servizi e a 270 le unità operative. Si è rimodulato anche il sistema dei Parchi archeologici, da 26 ricondotti a 17. Eliminate, dunque, le 23 strutture intermedie, con relativi organi amministrativi istituiti dal governo Lombardo. Fatti salvi i Parchi Archeologici che sono stati ad oggi formalmente istituiti, (Naxos, Himera, Selinunte e Cave di Cusa, Segesta, Solunto) tutte le altre realtà, non giuridicamente formalizzate, verranno al momento ricondotte alla gestione delle Soprintendenze e Musei nei cui compiti rientreranno anche quelli della valorizzazione e fruizione del Parco. Si passa dunque da un sistema di parchi senza confini, non delimitati, ad un iter procedurale della perimetrazione delle aree di tutela”.
Nei prossimi mesi 13 parchi verranno ufficializzati dopo che saranno tracciati i confini e saranno espletati gli iter previsti dalla legge. Le Soprintendenze dovranno definire l’iter, la predisposizione del regolamento degli usi consentiti e privilegiati in ciascuna di dette zone, nonché la consultazione delle amministrazioni comunali”.
Cosa ne sarà delle altre strutture del dipartimento?
“Per ciò che riguarda poi le altre strutture centrali del dipartimento, si è resa evidente l’esigenza di una riorganizzazione ai fini di una migliore e razionale ripartizione di funzioni e competenze: in primis la necessità di dedicare la massima capacità operativa del dipartimento e delle sue articolazioni alla attività di pianificazione, controllo e spesa comunitaria, con particolare attenzione alla nuova stagione di programmazione 2014/2020”.
Quali sono gli altri tagli previsti?
“La linea della spending review ha coinvolto anche l’onerosa voce che si riferisce al costo del personale. Il taglio dell’indennità dei dirigenti (20%), la nuova contrattazione sindacale per lo straordinario dei custodi, il riordino decretato il 17 luglio; questi e altri sono i passi per un’inversione di rotta. Si è proceduto, infine, alla razionalizzazione delle spese obbligatorie. Per le spese di pulizia, in particolare, – sedi di uffici, musei, gallerie e biblioteche che complessivamente contano circa 611.000 mq di superficie – si è attuato un piano di razionalizzazione che obbliga ciascuna stazione appaltante (Soprintendenze, Musei, Gallerie, Biblioteche, Parchi) a contenere la spesa relativa ai contratti da aggiudicare entro il limite del 50% rispetto ai costi del 2012. Per le utenze telefoniche, già da tempo, il dipartimento dei beni culturali ha adottato un piano di risparmio che prevede la progressiva sostituzione della telefonia fissa con quella mobile, che garantisce, in virtù dei contratti aziendali in Consip, costi irrisori per le comunicazioni interne ed esterne. Questa scelta ha già abbattuto i costi di circa il 30%, ma si otterranno presto risultati migliori. Relativamente al risparmio energetico, il dipartimento dei beni culturali ha intrapreso azioni finalizzate a contenere le spese relative alla fornitura di energia elettrica. È stata effettuata un’analisi dei consumi degli uffici periferici propedeutica alla definizione di una gara pubblica per la fornitura di energia elettrica e sono già state contrattualizzate le utenze con il nuovo fornitore, che ha offerto un prezzo inferiore al precedente di circa il 15%, con un risparmio stimabile in circa 250 mila euro all’anno”.

Assessore, ha dichiarato che il Dipartimento raggiunge la sua massima capacità operativa nella pianificazione, controllo e spesa comunitaria. Ci spieghi.
“Dopo un mese di attività che ha coinvolto Gabinetto e Dipartimento, il 24 giugno è stato sottoscritto l’accordo operativo di attuazione tra la Regione siciliana, assessorato Beni Culturali, e il Mibac sul Poin 2007-13, Programma Operativo Interregionale ‘Attrattori culturali, naturali e turismo’. Il programma è attuato dal ministero dei Beni culturali nelle regioni dell’obiettivo convergenza Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, e promuove sul nostro territorio una strategia di valorizzazione e fruizione dei “poli museali di eccellenza” (Palermo, Agrigento, Siracusa-Ragusa, Trapani) e dei siti di maggiore attrazione culturale (musei e aree archeologiche appartenenti al demanio regionale). A seguito di ciò, è stato finanziato un primo elenco di progetti per il miglioramento ed adeguamento tecnologico delle strutture museali e delle aree di attrazione culturale e naturale del valore complessivo di 21,6 milioni di euro. La fase di programmazione si concluderà entro il 2013 e sono già in corso le gare d’appalto per la prima tranche di progetti. Il 9 agosto abbiamo ricevuto dal Mibac il decreto di approvazione del programma di interventi presentati, che prevede lavori di recupero, restauro e valorizzazione a Palermo,Trapani, Agrigento, Gela, Caltagirone, Catania, Ragusa, Siracusa e siti minori della Sicilia. Siamo anche nella fase di definizione e valutazione dei criteri di ripartizione dei fondi comunitari 2014 -2020”.
 
Solo 4 milioni 900 mila euro per la manutenzione ordinaria e 3 interventi di privati nel 2013 per il recupero di beni culturali nell’Isola. Restano ancora poco sfruttate le potenzialità della Legge 35/2012 sulla figura dei mecenati. Cosa può dirci a riguardo?
“Il 9 luglio 2013 abbiamo recepito la Legge 35/2012 e, a prescindere da questo particolare sistema di finanziamento, reputo necessario coinvolgere anche i privati negli interventi di salvaguardia e valorizzazione dei nostri beni culturali. Le spese per la manutenzione ordinaria quest’anno sono state ridotte a 4 milioni 900 mila euro, ma i fondi del Poin sui principali poli museali siciliani e la programmazione 2014-2020 consentiranno di integrare le risorse. Molti dei fenomeni negativi registrati in passato in Sicilia saranno fortemente limitati dall’uso del bancomat e del ticketing on line, tutti processi già avviati e in dirittura di arrivo. E’ stato avviato anche il biglietto integrato per gli ingressi alla Villa di Piazza Armerina, museo di Aidone e sito di Morgantina. Per quanto riguarda le sponsorizzazioni le difficoltà sono tante: la Sicilia, rispetto ad altre regioni ha meno aziende, grosse banche, fondazioni o privati che ritengono la sponsorizzazione di un evento culturale un efficace strumento di promozione della propria azienda o attività. E’ pur vero che la mentalità sta cambiando, ma le difficoltà sono legate anche al tessuto economico della nostra isola. Speriamo in un effetto a catena a partire dall’intervento filantropico promosso dalla Fondazione Marilù Tregua per la valorizzazione dell’anfiteatro romano di Catania, che prevede anche un concorso di idee per giovani architetti”.