Ragusa – Debiti fuori bilancio al comune di Scicli: il buco nero

SCICLI (RG) – Tre milioni e 800 mila euro di mancati pagamenti di bollette dell’Enel, tre milioni e 800 mila euro di somme per rifiuti all’Ato Ambiente, 2 milioni e 700 mila euro di fondi destinati all’appalto dei bracci frangiflutto utilizzati per altri capitoli di spesa.
 
Sono numeri consistenti quelli che vanno a confluire in un unico grande buco nero comparso tra i conti economici del comune di Scicli. Dal 2007 nessuno ha pagato le bollette dell’Enel e dal 2008 nessuno ha pensato di saldare il debito con l’Ato Ambiente: adesso però, a distanza di qualche anno dall’insediamento, il sindaco Franco Susino e l’assessore comunale al Bilancio Sandro Gambuzza – insieme ad alcuni consiglieri comunali, ai coordinatori dell’Udc, delle liste civiche e di Territorio e agli altri componenti della Giunta – hanno provato a fare chiarezza snocciolando numeri, ricostruendo debiti e mostrando atti amministrativi che giustificano anche la crisi odierna.
 
L’Amministrazione Susino ha certificato un enorme buco di bilancio: oltre ai mancati pagamenti di Enel e Ato Ambiente, che ammontano a oltre sette milioni, ci sono anche 2 milioni e 700 mila euro di fondi destinati all’appalto dei bracci frangiflutto, utilizzati in stipendi e mai rimpinguati, un milione e mezzo di fondi del Credito sportivo, distratti e mai adeguati e, secondo la giunta, anche la rinegoziazione dei mutui che “ha dato respiro nel brevissimo periodo alle casse comunali, e poi – ha puntualizzato il sindaco Susino – ha strozzato la disponibilità finanziaria dell’ente. Noi abbiamo presentato un esposto contro il Comune di Modica alla Corte dei Conti, che ci deve parecchi milioni di euro, noi abbiamo finanziato l’appalto del cimitero per 5 milioni, che nel 2007 fu deciso senza alcuna copertura finanziaria. Noi stiamo computando gli stipendi di dicembre, le tredicesime dei dipendenti e gli oneri contributivi nelle annualità in corso. Sapete come si faceva in passato? Venivano caricati negli anni successivi”.
Secondo l’assessore al Bilancio Sandro Gambuzza, negli anni passati i bilanci sono spesso stati non veritieri. “Si gonfiavano le entrate, si facevano debiti fuori bilancio, e non li si riconosceva – ha sottolineato Gambuzza – La musica è cambiata con il federalismo fiscale. Lo Stato non è stato più disponibile a coprire le cattive gestioni. Ed ecco spuntare la verità. Nel 2010 la Corte dei Conti ci ha dichiarato strutturalmente deficitari, ben prima che si insediasse questa Amministrazione. Lo Stato, quest’anno, ci ha tagliato i trasferimenti, e ha trattenuto un milione e 800 mila euro di Imu per il fondo di solidarietà per gli enti pubblici. In luglio – ha aggiunto – il Consiglio comunale ha approvato il piano di riequilibrio riconoscendo debiti fuori bilancio per 11 milioni e 600 mila euro. Dovremo recuperare questi debiti diluendo in 7 anni la spesa, per un importo di un milione e mezzo di euro l’anno”.
I debiti nascosti certificati dall’Amministrazione sono 17: proprio qualche giorno fa il Consiglio ne ha approvati 8, uno dei quali risalente addirittura al 1978. Sugli altri debiti, invece, i consiglieri hanno chiesto di conoscere il dettaglio delle fatturazioni delle forniture che hanno portato all’ammontare del dovuto. Gli otto debiti fuori bilancio approvati riguardano gli espropri e ammontano a 3 milioni 200 mila euro.